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Osteoporosi: come accorgersene

Intervista alla dott.ssa Elena Barbieri, endocrinologa CDI

Osteoporosi: come accorgersene

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata sia da una riduzione della massa ossea, cioè della quantità dell’osso, che da un’alterazione della sua architettura, cioè della qualità. Questo porta ad una maggiore fragilità dell’osso e lo espone al rischio di fratture, la più grave delle conseguenze della malattia. Le regioni più colpite dalle fratture da fragilità sono il collo del femore, la colonna vertebrale toracica e lombare, il polso e la spalla. Tali fratture hanno rilevanti conseguenze sia in termini di mortalità che di disabilità motoria.

In Italia il 23% delle donne oltre i 40 anni ed il 14% degli uomini con più di 60 anni è affetto da osteoporosi. L’80% delle circa 5.000.000 di persone colpite da osteoporosi in Italia è rappresentata da donne in post menopausa. L’incidenza delle fratture correlate all’osteoporosi aumenta con l’aumentare dell’età e ciò è particolarmente evidente nelle donne.
E’ quindi fondamentale che l’osteoporosi venga prevenuta, diagnosticata (prima che compaiano le complicanze) e trattata nella popolazione generale ed in particolare in quella a maggior rischio per ridurre il rischio di incorrere in una frattura.

L’osteoporosi viene distinta in:

  • primaria: post menopausale o senile. L’osteoporosi post menopausale è legata al calo degli estrogeni che si verifica appunto in menopausa e colpisce dal 5 al 29% delle donne in questo periodo di vita, interessando soprattutto le vertebre. L’osteoporosi senile colpisce invece entrambi i sessi e si verifica ad un’età più avanzata, di solito dopo i 60 anni, interessando fino al 6% della popolazione e colpendo tanto la colonna vertebrale quanto le ossa lunghe;
  • secondaria: legata a diverse patologie (malattie endocrine, neoplasie, malattie croniche, malattie reumatiche e gastrointestinali) e ad assunzione di farmaci (cortisonici, anti-epilettici, immunosoppressori).

Tra le patologie in ambito endocrino vanno ricordate:

  • ipertiroidismo, ipercortisolismo in corso di Sindrome o di Morbo di Cushing, iperparatiroidismo primitivo o secondario; iperprolattinemia, deficit o eccesso di ormone della crescita
  • ipogonadismo precoce e/o prolungato determinato da diverse malattie (anoressia nervosa in età giovanile, menopausa precoce, alcune sindromi genetiche come la Sindrome di Klinefelter e di Turner) o terapie (carcinoma mammario o prostatico).
Com’è possibile accorgersi di avere l’osteoporosi?

Purtroppo l’osteoporosi non dà segnali della sua presenza finché non si presenta dolore in seguito a fratture per traumi lievi o addirittura spontanee. Non a caso questa patologia è conosciuta come il “male silente”.
La diagnosi avviene esclusivamente attraverso esami radiologici mirati (MOC-DEXA vertebrale, femorale, radiale o total body) o di screening (ultrasonografia calcaneale o delle falangi) i cui esiti devono essere interpretati da un medico specialista alla luce della storia clinica e farmacologica del paziente.
Se da un lato non è possibile, né avrebbe senso, sottoporre l’intera popolazione a tali esami, è pur vero che specifiche categorie a rischio dovrebbero essere periodicamente sottoposte almeno agli esami di screening.

Chi dovrebbe essere sottoposto a screening o esami diagnostici per l’osteoporosi?

L’esame MOC-DEXA andrebbe prescritto nei soggetti di qualsiasi età con almeno uno dei seguenti fattori di rischio “maggiori” per osteoporosi: 1) pregresse fratture da fragilità; 2) storia di malattie croniche o terapie note per essere cause di osteoporosi secondaria; 3) riscontro radiologico di “demineralizzazione ossea”.
Per le donne in post-menopausa altri criteri “maggiori” per l’esecuzione dell’esame MOC-DEXA sono: 1) familiarità per frattura di femore o di vertebra; 2) menopausa prima dei 45 anni; 3) magrezza (BMI ≤ 19 Kg/m2).
Esistono poi criteri cosiddetti “minori”, quale il ridotto introito di calcio con la dieta, il fumo e l’alcool che, se coesistenti e combinati tra loro, pongono indicazione ad eseguire esame MOC-DEXA dopo i 60-65 anni di età.

Quando è corretto impostare un trattamento per l’osteoporosi?

Il primo trattamento da impostare anche precocemente, fin dalla più giovane età, è la prevenzione dell’osteoporosi seguendo 5 semplici punti accessibili a tutti:

  • assicurare all’organismo un adeguato apporto di calcio e vitamina D
  • fare regolarmente attività fisica e preferibilmente all’aria aperta
  • mantenere un adeguato peso forma
  • evitare un consumo eccessivo di alcool
  • non fumare

Nei casi in cui sussista un quadro di patologia o di pre-patologia sarà il medico specialista a prendere le decisioni terapeutiche prescrivendo integratori o farmaci specifici in base non solo all’esito della MOC-DEXA ma anche ad ulteriori esami di laboratorio di approfondimento che verranno prescritti in seguito alla corretta raccolta dell’anamnesi, personale, farmacologica e famigliare di ogni singolo paziente.

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