News

Tiroide: come fare prevenzione
Tiroide: come fare prevenzione

Le patologie a carico della ghiandola tiroidea sono sempre più frequentemente riscontrate nella popolazione, in particolare tra le donne, tanto da interessare circa 1 persona su 20 nel corso della vita.

Le malattie della tiroide comprendono la sua ipo-attivazione (ipotiroidismo), iper-attivazione (ipertiroidismo), la presenza di noduli tiroidei e l’ingrandimento della tiroide, noto come gozzo.

L’Ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è una disfunzione della tiroide caratterizzata dall’insufficiente produzione di ormoni tiroidei. Si tratta senz’altro di un disturbo molto comune con una prevalenza che varia dal 5 al 10% della popolazione generale. Le cause principali di questa condizione sono le tiroiditi autoimmuni (ad esempio la tiroidite di Hashimoto), la carenza di iodio, alcuni farmaci fino ad arrivare alle forme post-chirurgiche e congenite.

I sintomi

Inizialmente l’ipotiroidismo può essere asintomatico, per poi manifestarsi con sintomi e segni che possono essere molto variabili che includono: stanchezza, aumento di peso, stitichezza, intolleranza al freddo, gonfiore a livello di volto e palpebre, crampi muscolari, capelli fragili, depressione, frequenza cardiaca ridotta, ipercolesterolemia.

La diagnosi

Per la diagnosi dell’ipotiroidismo è necessario un esame del sangue che vada a valutare gli ormoni tiroidei fT3, fT4 e i livelli di TSH. In caso di alterazioni e sotto consiglio dell’endocrinologo, potrebbero essere richiesti a completamento un’ecografia della tiroide e il dosaggio degli anticorpi anti tiroide (Ab anti Tireoglobulina o Ab anti TG e Ab anti tireoperossidasi o Ab anti TPO).

Il trattamento

Il trattamento tipico dell’ipotiroidismo consiste nella somministrazione dell’ormone tiroideo mancante, ovvero la levo-tiroxina. Il dosaggio del farmaco soprattutto nelle prime fasi potrebbe necessitare di modifiche ed è quindi opportuno un ricontrollo dopo pochi mesi degli ormoni tiroidei unitamente al TSH.

L’Ipertiroidismo

L’ipertiroidismo è una disfunzione tiroidea caratterizzata da un eccesso in circolo degli ormoni tiroidei. Si tratta di una condizione insidiosa che può essere causata da tiroiditi autoimmuni (es. Morbo di Basedow-Graves) o infiammatorie, da noduli tiroidei iperfunzionanti o da farmaci.

I sintomi

I pazienti affetti da ipertiroidismo in genere lamentano: perdita di peso, agitazione e nervosismo, tremore, aumento dell’appetito, tachicardia, irregolarità mestruali, diarrea, intolleranza al caldo, insonnia e talvolta occhi sporgenti (o esoftalmo).

La diagnosi

Per la diagnosi dell’ipertiroidismo, oltre ad una visita accurata, è necessario un esame del sangue che vada a valutare gli ormoni tiroidei fT3, fT4 e i livelli di TSH. Se gli esami fossero suggestivi di ipertiroidismo può essere richiesta un’ecografia tiroidea e il dosaggio degli anticorpi anti-tireoglobulina, anticorpi anti-tireoperossidasi, anticorpi anti-recettore del TSH.

Il trattamento

Il trattamento per l’ipertiroidismo comprende una terapia farmacologica attraverso l’uso di farmaci antitiroidei, la terapia con iodio radioattivo (trattamento radiometabolico) e la chirurgia (tiroidectomia).

I Noduli alla tiroide

I noduli sono neoformazioni che si sviluppano all’interno della tiroide che si originano principalmente a causa della carenza di iodio e\o per predisposizione genetica.

Si tratta di un riscontro molto comune all’ecografia della tiroide, infatti dopo i 50 anni sono presenti in circa il 40% della popolazione. Spesso sono di natura benigna ma in una percentuale ridotta (3-5%) essi sono maligni e devono essere rimossi tramite chirurgia che porti alla rimozione totale o sub-totale della tiroide.

I sintomi

Tipicamente i noduli tiroidei sono asintomatici ma se di dimensioni considerevoli possono portare a sintomi da compressione a livello del collo, disturbi della deglutizione e disturbi della respirazione. Esistono inoltre noduli tiroidei iperfunzionanti che possono portare ad ipertiroidismo con la sintomatologia descritta nella sezione precedente: calo di peso, agitazione, tremore, ansia, insonnia, diarrea, etc…

La diagnosi

La diagnosi della patologia nodulare tiroidea avviene con la palpazione del collo oppure tramite ecografia tiroidea a cui bisogna ricorrere solo se vi è un sospetto di patologia tiroidea. All’esame ecografico l’endocrinologo esamina i noduli valutando, in base alle loro caratteristiche ecografiche, l’eventuale indicazione al prelievo citologico delle cellule con ago sottile chiamato agoaspirato.

Il Gozzo

Il gozzo è un ingrossamento della tiroide, ovvero un aumento del suo volume spesso causato dalla carenza di iodio. Quando la tiroide diviene considerevolmente grande il paziente può manifestare sintomi da compressione a livello del collo, disturbi della deglutizione e disturbi della respirazione.

La diagnosi

La diagnosi avviene mediante un’ecografia della tiroide e successivamente viene richiesto il dosaggio di fT3, fT4 e TSH per valutarne la funzione.

Il trattamento può prevedere l’impiego dell’ormone tiroideo (levo-tiroxina) se il paziente è ipotiroideo oppure nel caso di sintomi compressivi l’opzione privilegiata è la chirurgia.

L’importanza della diagnosi precoce delle malattie della tiroide

Le patologie tiroidee sono generalmente lievi e con prognosi benigna. Nonostante ciò, anche in questi casi è importante il corretto inquadramento diagnostico precoce e l’adeguata gestione terapeutica per evitare ripercussioni negative a lungo termine dovute al prolungarsi del quadro patologico. Ad esempio, le malattie della tiroide non correttamente trattate possono ridurre la fertilità femminile e aumentare le probabilità di un aborto spontaneo e di un alterato sviluppo del feto in gravidanza.

Iscriviti alla newsletter di CDI

Tieniti informato su prevenzione, analisi e cura. Ricevi tutti gli aggiornamenti di CDI via mail, iscriviti alla newsletter.