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Scoliosi in età evolutiva e nell'adulto: il ruolo della chinesiterapia

Intervista alla dott.ssa Francesca Fronte, fisiatra CDI

Scoliosi in età evolutiva e nell'adulto: il ruolo della chinesiterapia

La scoliosi è una deformità del rachide che si sviluppa sui tre piani dello spazio: sul piano frontale si traduce in una curva laterale con lo spostamento di un certo numero di vertebre rispetto alla linea mediana, mentre sul piano orizzontale determina una rotazione-torsione verso la convessità della curva; sul piano sagittale infine comporta in genere un appiattimento delle curvature fisiologiche.

L’evoluzione della scoliosi, nella più frequente forma idiopatica (vale a dire di origine ignota), è sempre associata alla crescita e allo sviluppo dell’individuo, in particolare all’inizio della pubertà, quando il tasso di crescita e il conseguente rischio di incremento della curva sono massimi. Come sottolineato da Duriez (Duriez J: Evolution de la scoliose idiopathique chez l’adulte. Acta Orthopedica Belgica 1967 tome 33:547-550) la “storia” di uno scoliotico non termina con il raggiungimento della maturità scheletrica (Risser Test 5+); numerosi lavori, in particolare quello di Chopin e Mahon (Chopin T., Mahon J.: Aspect évolutif des scolioses à l’age adulte. Rev. Chir.Orth. 1980 67, 11 ,6 -11 ) in Francia, hanno segnalato nell’adulto una media di aggravamento di 1° all’anno. La possibile evoluzione di una curva scoliotica è comunque estremamente variabile, in rapporto all’età, all’entità e alla tipologia e localizzazione (ad es. le curve toraciche evolvono in maniera differente rispetto a quelle lombari).

Il trattamento chinesiterapico

Il trattamento chinesiterapico deve essere accuratamente progettato ed attuato in rapporto a tutti i parametri (età, tipologia ed entità della curva, necessità di un trattamento ortesico), adattandolo quindi al singolo paziente.
La fase iniziale del trattamento deve necessariamente partire dall’esame morfologico del soggetto in posizione statica ed in movimento. Il paziente insieme al chinesiterapista verifica, prima in decubito e poi in piedi, l’allineamento del corpo nei diversi piani dello spazio.
Il contatto con il suolo o con il muro farà scoprire al soggetto la forma e la localizzazione di una sporgenza paravertebrale, di una gibbosità, o la presenza di una iperlordosi lombare, di una cifosi della cerniera lombo-sacrale od una eccessiva lordosi cervicale. L’esame in posizione seduta permette la valutazione della colonna del soggetto non influenzata da eventuali asimmetrie degli arti inferiori.
Si ricercano poi le disarmonie con prove dinamiche valutando la qualità del trofismo in generale, il tono e la forza dei differenti gruppi muscolari, la mobilità della colonna in flesso-estensione , rotazione ed inclinazione laterale, le zone rigide e le limitazioni articolari, le alterazioni della meccanica respiratoria (per esempio le coste restano troppo a lungo in fase inspiratoria) ed in caso di rachialgia l’esistenza di un deficit di forza segmentario.

Alla base della rieducazione vi è la presa di coscienza da parte del soggetto del proprio corpo, parte indispensabile per la riuscita del trattamento fisiochinesiterapico. Si cerca inoltre di sviluppare la sensibilità propriocettiva, attraverso contatti cutanei, da parte del soggetto stesso o del chinesiterapista, attraverso l’osservazione davanti lo specchio od in altri modi.
Fin dalle prime sedute è importante soffermarsi sulla respirazione del soggetto. La corretta respirazione è il naturale completamento di ogni tipo di attività motoria, per il fisiologico effetto di rilassamento. L’educazione respiratoria può rappresentare un importante fattore di miglioramento dello stato generale del soggetto in quanto mira non solo all’ottimizzazione dell’atto respiratorio e ad un potenziamento dell’apparato meccanico esterno, ma soprattutto ad un incremento del metabolismo energetico e della funzione cardio-respiratoria. Inoltre l’educazione dell’atto respiratorio è una prima essenziale forma di rieducazione muscolare posturale e cinetica.

Quando ci si trova di fronte a scoliosi gravi che necessitano un trattamento ortopedico con corsetti inamovibili od ortopedici , l’obiettivo principale da perseguire attraverso gli esercizi preparatori all’ortesizzazione è quello di mobilizzare la colonna vertebrale su tutti i piani per consentire all’ortesi stessa la massima efficacia correttiva. Alla mobilizzazione vengono associati anche esercizi di rafforzamento muscolare soprattutto degli addominali, glutei, paravertebrali, arti inferiori e fissatori delle scapole. Il rinforzo muscolare si accompagna sempre ad esercizi di allungamento, soprattutto a carico di quei muscoli frequentemente retratti proprio in seguito alla deformazione scoliotica. Dopo la fase mobilizzante di preparazione al corsetto, deve seguire una fase di trattamento in corsetto con la finalità di accentuare la correzione dell’ortesi, effetto locale che consiste nel potenziare attraverso esercizi correttivi le spinte prodotte dal corsetto. Il trattamento deve inoltre essere finalizzato alla prevenzione degli effetti collaterali del corsetto: ipostenia paravertebrale, difficoltà respiratoria e riduzione della capacità di coordinare i movimenti .

Progressivamente con il ridursi graduale delle ore di uso del corsetto inizierà la fase degli esercizi atti a favorire lo svezzamento dall’ortesi, con l’obiettivo di evitare innanzitutto il cosiddetto “crollo posturale”.
Per quanto riguarda la terapia della scoliosi nel soggetto adulto i trattamenti possibili restano di fatto gli stessi tre: riabilitativo, ortesico e chirurgico.

Il dolore nella scoliosi adulta è tra le indicazioni principali per qualsiasi trattamento. Il dolore, infatti, anche se non è più frequente rispetto alla popolazione generale, è sicuramente, nello scoliotico adulto, più intenso ed a carattere cronico. Il trattamento fisiochinesiterapico soprattutto durante la fase acuta del dolore è mirato innanzitutto alla ricerca della posizione antalgica. Si individuano le posizioni ed i movimenti che provocano il dolore ed i meccanismi che lo scatenano. Si ricerca quindi la posizione che riduce il dolore ed i movimenti da evitare. Rispettando la posizione antalgica si possono eseguire esercizi di auto allungamento, quasi sempre in grado di alleviare il dolore ed agire nel senso della correzione delle curve scoliotiche.

Il trattamento massoterapico occupa un posto molto importante. Gli impastamenti superficiali del tratto cellulare sottocutaneo tendono ad eliminare le contratture e le tensioni; quelli profondi, longitudinali o trasversali rispetto all’orientamento delle fibre del tessuto muscolare, diminuiscono le contratture. Le frizioni infine, sono manovre di elezione per eliminare i diversi punti dolorosi. Le trazioni selettive permettono di ottenere, grazie al carrello mobile lombare, una localizzazione precisa degli sforzi di trazione; la trazione, progressivamente associata alla rieducazione attiva, porta un sollievo spesso molto significativo dello stato doloroso, sia che si tratti di semplice lombalgia o associata ad una radicolalgia. Nel paziente affetto da rachialgia cronica può essere particolarmente utile l’idrochinesiterapia. Ha un’azione antalgica, favorisce una buona ventilazione e permette un lavoro muscolare globale.

Anche il trattamento con corsetti ortopedici può portare ad un miglioramento della sintomatologia dolorosa, ma va accuratamente adattato al soggetto ed alla curva scoliotica.

Il trattamento chirurgico rimane sempre come ultima risorsa; la possibilità di posticiparlo o, addirittura, di evitarlo attraverso trattamenti conservativi deve sempre essere ricercata.

In conclusione possiamo affermare che la chinesiterapia è raccomandata nel trattamento del soggetto affetto da scoliosi in tutte le fasi. Nella fase preventiva dovrebbe avere l’obiettivo primario di limitare la progressione della curva scoliotica, durante il trattamento con corsetto ortopedico diventa parte integrante dello stesso per poi svolgere un compito di elevata utilità nella delicata fase di abbandono graduale dell’ortesi, con lo scopo di stabilizzare la curva. Nella scoliosi dell’adulto il trattamento ortopedico e fisioterapico sono gli unici rimedi attuabili al fine di cercare di contenere l’evolutività della scoliosi ed i problemi che da essa scaturiscono.

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