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Congiuntivite: una patologia oculare tornata alla ribalta con il Covid-19

Intervista al dott. Edoardo Ligabue, coordinatore Servizio Oculistica CDI

Congiuntivite: una patologia oculare tornata alla ribalta con il Covid-19

Bruciore, prurito, arrossamento, lacrime in abbondanza: ecco i sintomi che accomunano le varie forme di congiuntivite, un’infiammazione della congiuntiva.
Benché i sintomi siano molto simili, esistono vari tipi di congiuntivite: allergica, causata da infezioni batteriche o virali, o ancora dovuta a irritazione o traumi. Ecco perché, se il disturbo si presenta, non va affrontato con autoprescrizione o rimedi “casalinghi”, ma richiede una visita approfondita dall’oculista per una diagnosi corretta. 

Che cos’è la congiuntivite 

La congiuntivite è l’infiammazione della congiuntiva, la sottile membrana mucosa che riveste la parte anteriore del bulbo oculare (quella più esposta agli agenti esterni) e la superficie interna delle palpebre. Tale membrana è la barriera che isola l’occhio dall’ambiente esterno e svolge un duplice compito: proteggere le parti più interne dell’occhio da traumi o dall’ingresso di corpi estranei e facilitare lo scorrimento delle palpebre. 
La congiuntiva ha la tendenza a infiammarsi spesso, proprio a causa della sua funzione protettiva e della sua posizione nella regione più esterna dell’occhio: può essere insomma facile bersaglio di traumi, infezioni, processi irritativi. Insorge allora, la congiuntivite, che si manifesta con vari sintomi, soprattutto bruciore, prurito e irritazione. Vediamo, caso per caso, perché sopravviene la congiuntivite.

Irritazione

A volte, quando la luce solare è molto intensa, tira un forte vento o il clima è molto secco, la congiuntiva tende ad asciugarsi (essendo una membrana mucosa è costituita per la maggior parte di acqua, che i fattori esterni fanno evaporare).

Gli occhi tendono ad arrossarsi e la persona avverte una fastidiosa sensazione di bruciore, prurito e ha l’impressione di “avere la sabbia negli occhi”. Questa è dovuta all’assottigliamento della mucosa che non riesce più a facilitare lo scorrimento delle palpebre sulla parte anteriore dell’occhio stesso. 

È necessario reidratare la congiuntiva applicando colliri monodose (cioè senza conservanti) di lacrime artificiali. Il problema si può prevenire indossando occhiali con lenti protettive: si tratta di un sistema utile soprattutto per chi porta le lenti a contatto, che espongono maggiormente al rischio di congiuntivite irritativa. 

Chi soffre di “occhio secco” accusa spesso irritazione ed arrossamento congiuntivale, allora può essere il caso di associare anche un collirio antinfiammatorio oltre a quello idratante

Infezione 

La congiuntivite infettiva è provocata da batteri (più frequentemente stafilococchi, gonococchi o streptococchi) o virus (più frequentemente adenovirus) che possono colpire questa membrana quando il sistema immunitario è indebolito. La trasmissione di tale patologia avviene in genere attraverso il contatto con un’altra persona affetta dalla stessa infezione. 

Congiuntivite virale (epidemica) 
La forma più comune è quella provocata dall’Adenovirus. Ma recentemente l’epidemia da Covid19 ha portato in primo piano la sua manifestazione oculare.
La congiuntivite virale, che può presentarsi nei pazienti contagiati da Coronavirus, rappresenta uno dei primi sintomi della malattia.
I sintomi. In caso di positività al virus, l’infiammazione colpisce generalmente prima un solo occhio causando arrossamento, lacrimazione ma, di solito, senza secrezione. A volte il virus potrebbe essere presente nelle lacrime senza manifestazioni evidenti per cui è necessario proteggersi sempre utilizzando mascherine igieniche o chirurgiche monouso, mascherine filtranti ma anche con gli occhiali. Una certa protezione, infatti, è data dai normali occhiali da vista e dagli occhiali da sole.
È consigliato astenersi dall’uso di lenti a contatto, specialmente quelle in silicone-hydrogel conosciute comunemente come morbide, anche usa e getta, a causa della persistenza di eventuali particelle virali. Le lenti a contatto, infatti, possono trattenere il virus che può penetrare attraverso la congiuntiva, oppure attraverso le mani seguire il percorso naso-bocca e vie respiratorie.
La congiuntivite da Adenovirus è molto contagiosa, oltre ai segni congiuntivali spesso di associa ad una tumefazione delle ghiandole linfatiche pre-auricolari ed in genere impiega 3-4 settimane per guarire. 
La diagnosi. Va diagnosticata dall’oculista attraverso un’accurata anamnesi (spesso la piscina è un vettore importante) ed un approfondito esame obiettivo. 
La cura. La congiuntivite virale viene trattata sia con l’applicazione di colliri sintomatici anti-infiammatori (FANS e/o cortisone), che con la somministrazione di colliri antibiotici, con lo scopo di ridurre il rischio dello sviluppo di un’ulteriore infezione batterica. Fino alla completa guarigione, la persona che ne soffre si deve attenere a scrupolose norme igieniche per evitare la diffusione. 

Congiuntivite batterica 
I sintomi. Anche in questa forma di congiuntivite compaiono bruciore, prurito, arrossamento, fotofobia, gonfiore palpebrale ma in più gli occhi sono soggetti a una secrezione muco-purulenta. 
La diagnosi. Dai sintomi stessi e dal racconto del paziente, lo specialista può dedurre se si tratta di congiuntivite dovuta a cause infettive. Per rendere più certa la diagnosi, può essere utile effettuare un prelievo con tampone di un po’ di muco, che viene quindi analizzato in laboratorio, per individuare il tipo di agente infettivo responsabile. 
La cura. La congiuntivite causata da batteri può essere curata solo con un’appropriata terapia consigliata dall’oculista. In genere è necessario applicare colliri o pomate a base di antibiotici, per circa 5-7 giorni, eventualmente una associazione con collirio antifiammatorio allevia prima i sintomi. 

Allergia 

Le congiuntiviti allergiche sono dovute ad una ipersensibilità a sostanze esterne. Tali affezioni possono essere perenni o stagionali. Sono perenni quando sono causate dall’ipersensibilità di una persona agli acari della polvere o alle piccolissime squame di pelle che vengono prodotte dagli animali domestici (per esempio i gatti). Poiché questi allergeni sono presenti tutto l’anno, una persona può soffrire senza sosta di congiuntivite allergica. Le congiuntiviti allergiche stagionali sono invece provocate da allergeni stagionali, presenti cioè nell’aria solo in alcuni periodi dell’anno: i più comuni allergeni sono i pollini delle piante in primavera, dell’erba da maggio a luglio, dell’ambrosia da agosto a ottobre. Il cambiamento climatico di questi ultimi anni sta modificando anche la stagionalità anticipando la presenza dei pollini.
Queste sostanze entrano nell’organismo attraverso la pelle e le mucose e vengono in contatto con il sistema immunitario di una persona. Chi non ha problemi di allergia non è soggetto a nessuna reazione. Gli allergici, invece, sono soggetti a una risposta esagerata da parte del sistema immunitario, che produce un’elevata quantità di anticorpi, le IgE. Queste provocano la liberazione di varie sostanze irritanti come l’istamina, che si propaga nei tessuti dando origine a forme infiammatorie. 
I sintomi. Compare prurito agli occhi, fastidio alla luce, edema congiuntivale, gonfiore sottopalpebrale. A volte la persona è soggetta anche a sintomi di rinite allergica o pollinosi, come starnuti, bruciore alla gola, prurito al naso. 
La diagnosi. Per la diagnosi accurata oltre alla visita oculistica è indispensabile una visita allergologica con i relativi test ed esami di laboratorio. 
La cura. La congiuntivite allergica va curata con l’applicazione di colliri o pomate a base di cortisone o antistaminicieventualmente associata anche ad una terapia antistaminica generale. 

Trauma 

La congiuntivite traumatica è causata da un trauma, cioè da un colpo o una botta violenta ricevuti dall’occhio, ma anche da una lesione provocata, per esempio, dall’ingresso di un corpo estraneo. 
I sintomi. La persona avverte arrossamento, bruciore, prurito e l’occhio danneggiato è soggetto a lacrimazione. 
La diagnosi. Una visita oculistica con anamnesi (racconto di quello che è successo) è sufficiente a individuare se la congiuntivite è stata causata da un trauma all’occhio. 
La cura. È necessario applicare una-due volte al giorno una goccia di un leggero collirio anti-infiammatorio (FANS), capace cioè di attenuare il bruciore, se vi è presente un corpo estraneo deve essere rimosso dallo specialista e quindi associare un collirio o una pomata antibiotica. 

Regole da ricordare 

Se si soffre di congiuntivite, è bene ricordarsi che:  

  • E’ consigliabile una visita oculistica specialistica per una diagnosi corretta e quindi una guarigione più rapida.
  • Il disturbo va affrontato in tempo. Se trascurata, la congiuntivite (soprattutto se virale o batterica) può dare luogo ad una cronicizzazione ed un decorso molto prolungato.
  • Inoltre possono insorgere complicanze come la blefarite oppure l’ulcera corneale, che consiste in una profonda lesione corneale, che dopo la guarigione esita in una cicatrice con opacizzazione corneale e conseguente visione offuscata. 
  • Gli occhi vanno tenuti ben puliti. L’infiammazione guarisce prima se si effettua, almeno due volte al giorno, un’accurata pulizia degli occhi con salviette inumidite sterili e monouso. 
  • Non ci si devono scambiare gli oggetti da toeletta. La persona affetta da congiuntivite deve sempre usare asciugamani, salviette e altri oggetti simili del tutto personali: se non si conosce ancora l’origine del disturbo si rischia di favorire la diffusione dell’infezione.
  • Non bisogna toccarsi gli occhi e poi toccare altre persone, manteniamo il distanziamento sociale.

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