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La celiachia
La celiachia

La celiachia è una malattia multifattoriale nella quale variazioni (o alleli) in alcuni geni HLA costituiscono i principali fattori genetici di rischio, spiegando da soli almeno il 40% dell’aumento della prevalenza nei fratelli (10% circa rispetto all’1% della popolazione generale).

Il glutine scatena una risposta immunitaria che provoca il danneggiamento della mucosa epiteliale dell’intestino tenue, causandone gravi danni. L’intolleranza al glutine può presentarsi a qualunque età e in maniera variabile.

  • La forma di manifestazione tipica è caratterizzata dalla presenza di una sintomatologia “classica”, ossia perdita di peso, diarrea e carenze nutritive.
  • La forma atipica si manifesta tardivamente e con sintomi non riguardanti l’apparato digerente, ma con debolezza muscolare, dolori ossei, alterazioni cutanee, afte, ecc.
  • Nella forma silente, la celiachia non si presenta con sintomi particolari sebbene fosse presente una compromissione della mucosa intestinale.

Inoltre studi recenti hanno segnalato l’esistenza di una possibile associazione tra l’enteropatia da glutine e manifestazioni cliniche relative al sistema riproduttivo (sterilità, aborti ricorrenti, oligo/azospermia), disturbi neurologici (epilessia, parestesie, neuropatia periferica, demenza presenile, patologia cerebellare) e altro (dermatite erpetiforme, tiroidite autoimmune, alopecia).

Il Test genetico

La tipizzazione HLA nella celiachia è un test di suscettibilità che valuta la maggiore o minore predisposizione di un individuo a sviluppare la malattia in base alla presenza/assenza di fattori di rischio (DQ2, DQ8 o DQB1*02).

La presenza di una delle combinazioni HLA di predisposizione determina un aumento del rischio di celiachia, mentre l’assenza delle stesse rende del tutto improbabile lo sviluppo della malattia. Si tratta di un test genetico che pur non avendo un significato diagnostico assoluto può contribuire a risolvere casi dubbi; viene soprattutto utilizzato per il suo significato predittivo negativo in quanto soggetti negativi per DQ2, DQ8 e DQB1*02 ammalano molto raramente.

L’indagine HLA è indicata come test di II livello in caso di incertezza diagnostica (p.e. anticorpi e/o biopsia dubbi o discrepanti) o in soggetti appartenenti a categorie a rischio, cioè familiari di celiaci (genitori, figli e fratelli) e pazienti affetti da malattie associate alla celiachia.

È stata inoltre dimostrata una associazione fra la celiachia e i geni HLA del complesso di istocompatibilità (DQ2, DQ8, DR4) che contribuiscono alla predisposizione genetica per la celiachia. I geni HLA – DQ2, DQ8 e DR4 sono, infatti, i principali determinanti della suscettibilità genetica della celiachia. Più del 90% delle persone con celiachia presentano uno di questi genotipi, DQ2 o DQ8, contro il 25% nella popolazione generale.

Il test genetico, presente presso il Laboratorio di Analisi del CDI, consiste in un kit diagnostico che consente di determinare la presenza di HLA-DQ2/DQ8/DR4 e quindi identificare una eventuale predisposizione genetica a sviluppare la malattia. La specificità clinica del kit è pari al 100% e la sua peculiarità consiste nel rilevare,  anche la presenza di DR4 che è sempre associato all’aplotipo HLA-DQ8.

La presenza degli aplotipi HLA-DQ2/DQ8/DR4, indagata dal test genetico, non suggerisce necessariamente la presenza di malattia, ma definisce il rischio di un soggetto a manifestare la malattia. L’assenza, rilevata dal test genetico, degli aplotipi DQ2 e DQ8 ha invece un elevato, se non assoluto, valore predittivo negativo nella diagnosi di celiachia in quanto riduce al 2% la possibilità di sviluppare la malattia.

Pertanto la funzione degli HLA è innanzitutto quella di escludere con elevata probabilità la diagnosi di celiachia quando non vi è presenza né di DQ2 né di DQ8 (i casi di celiachia DQ2, DQ8, DR4 negativi sono estremamente rari); in secondo luogo la positività per DQ2 o DQ8 nei familiari di celiaci è indicativa di predisposizione genetica alla celiachia e deve indurci al monitoraggio periodico di questi soggetti con controlli sierologici.

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