Terapia fotodinamica

La terapia fotodinamica è una trattamento dermatologico che si utilizza sia in campo oncologico che estetico per la cura di varie patologie della cute: cheratosi attiniche, carcinomi basocellulari e cheratoacantomi, fotoaging, acne.

Come funziona?

Si basa sull’applicazione di una sostanza fotosensibilizzante sulla cute in grado di penetrare solo nelle cellule malate dopo un’illuminazione con luce rossa visibile prodotta da una lampada: grazie ad una reazione fotochimica si ottiene la distruzione delle cellule malate. La sostanza viene applicate 2-3 ore prima sulla zona da trattare con una medicazione occlusiva in modo che non arrivi la luce. Trascorso questo tempo il paziente viene irradiato con una luce di colore rosso per un tempo variabile dagli 8 ai 16 minuti in base alle caratteristiche della singola apparecchiatura.

Sentirò qualcosa?

Sì. Nella maggior parte dei pazienti durante l’irradiazione si osserva una sensazione di fastidio, in molti anche un lieve dolore, in alcuni il dolore può diventare relativamente forte. Comunichi sempre al medico se sente dolore; il medico può intervenire raffreddando la parte o in altro modo oppure può anche interrompere il trattamento. Si tratta comunque di un «dolore buono», causato dalla distruzione dei tessuti alterati.

Che cosa succede dopo?

Sì. Dopo il trattamento inizia il processo di eliminazione delle cellule distrutte e di sostituzione con le cellule sane. Anche in questo caso possono insorgere lievi dolori (da 4 a 24 ore dopo il trattamento), arrossamento (1–2 settimane), formazione di croste che possono assomigliare a un’infiammazione (2–5 giorni), gonfiore (2–4 giorni), alterazione del colore della pelle (2–4 settimane). Di norma sarà richiesta una visita di controllo dopo circa 3 settimane per discutere con il paziente dei risultati. Naturalmente può fissare un appuntamento anche prima in qualsiasi momento.

Esistono altre terapie? Perché consigliate proprio la PDT?

Ci sono anche altre possibilità: intervento chirurgico, crioterapia , vale a dire congelamento a temperature bassissime, creme per applicazione esterna contenenti I cosiddetti farmaci «immunomodulatori», in alcuni casi si può usare anche il laser. Le creme devono essere applicate per molte settimane e possono avere effetti collaterali. L’intervento e soprattutto la criochirurgia possono causare cicatrici e in alcuni casi non sono eseguibili Il vantaggio della PDT risiede nell’elevata «selettività» (la pelle sana non viene danneggiata) e soprattutto nell’ottimo risultato estetico previsto. Inoltre, con questo metodo è possibile trattare non solo le cellule alterate già visibili, ma anche quelle presenti ma non ancora visibili.

Ci sono controindicazioni?

- gravidanza e allattamento
- pazienti affetti dalle seguenti patologie: porfirie, lucite polimorfa, connettiviti, altre patologie da fotosensibilizzazione.
- assunzione di farmaci fotosensibilizzanti

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Coordinatore del servizio

Dott.ssa Valeria Ershadi Sadigh