10 febbraio 2017

Non senti gli odori? E'anosmia. Non sottovalutarla

Intervista alla dott.ssa Lucia Medina, otorinolaringoiatra CDI

A prima vista l’anosmia sembra non rappresentare un problema: in realtà non sentire gli odori può essere, in talune circostanze, davvero pericoloso. Pensiamo alle perdite di gas o al forno dimenticato acceso che continua a bruciare. L'olfatto inoltre è strettamente correlato al gusto, e l'odore gradevole dei cibi è in grado di stimolare per riflesso le ghiandole digestive. Per contro funge da primo segnale di avvertimento in caso di cibo avariato. L'anosmia rende Il cibo meno piacevole e alcuni individui finiscono per cambiare le loro abitudini alimentari. L'olfatto entra in gioco anche negli aspetti relazionali e sociali con le altre persone e riveste un ruolo importante anche nei meccanismi di attrazione fisica. Nella maggior parte dei casi l’anosmia rappresenta una condizione temporanea causata da un forte raffreddore che, come tutti abbiamo potuto sperimentare, riduce o annulla per alcuni giorni la percezione degli odori. Quando però il problema persiste, potrebbe essere il sintomo di patologie più gravi.

Quando una persona dovrebbe preoccuparsi di non sentire più gli odori?
L’iposmia o l’anosmia comparse in occasione di raffreddore infettivo o allergico solitamente risponde efficacemente all’uso di corticosteroidi, topici e/o sistemici, ad attività antiinfiammatoria. In assenza di miglioramento e soprattutto quando il sintomo compare improvvisamente o senza una causa apparente o in recente trauma cranico è importante consultare uno specialista otorinolaringoiatra per cominciare ad indagare sulla causa.
 
Nella migliore delle ipotesi?
La visita dallo specialista con endoscopia nasale a fibre ottiche è necessaria in quanto potrebbe trattarsi di semplici cause ostruttive nasali infiammatorie quali riniti e sinusiti, anatomiche come deviazione setto nasale e ipertrofia dei turbinati o legate alla presenza di polipi nasali che non permettono alle particelle odorose di raggiungere la zona superiore del naso sede dell’area olfattiva e che possono essere facilmente correggibili con una terapia medica o chirurgica.
 
E nel caso di polipi esiste una terapia locale?
Se la causa dell’anosmia è una poliposi nasale si tenta prima una terapia medica cortisonica sia locale che sistemica al fallimento della quale l'unica soluzione rimane quella chirurgica, previa esecuzione di TC massiccio-facciale, che può essere eseguita tranquillamente in day hospital utilizzando le moderne tecniche endoscopiche
 
Quali sono le altre cause?
Il senso dell’olfatto è un meccanismo molto semplice: la sostanza in questione rilascia una molecola che viene recepita dalle cellule neurosensoriali olfattive presenti nella parte superiore del naso che, a loro volta, trasmettono le informazioni al cervello dove l’odore specifico viene identificato. Se sono presenti alcuni blocchi nel naso o nel cervello, però, questa trasmissione non avviene. Per esempio come abbiamo visto, un’allergia, un raffreddore, una rinosinusite, ma anche una poliposi nasale possono causare un blocco temporaneo, più raramente persistente per danno neurosensoriale dell'epitelio o del nervo olfattivo. In altri casi, il problema potrebbe essere dovuto a neoplasie della fossa cranica anteriore o nasali con interessamento o compressione dell'epitelio olfattivo, del bulbo olfattivo o del nervo olfattivo con danno neurosensoriale la cui diagnosi deve prevedere oltre ad una accurata visita otorinolaringoiatrica con endoscopia nasale anche una TC e RM. L'uso della RM è senz'altro necessaria ogni qual volta l'ipo/anosmia appare di natura neurosensoriale.
L'anosmia mpuò essere conseguente anche ad un trauma cranico, che può essere stato sottovalutato, da indagare con una TAC.
Le cellule nervose olfattive, a differebnza delle altre, hanno mantenuto la capacità di rigenerarsi. Questo spiega perché, a volte, un danno neurosensoriale, di norma irreversibile, possa con il tempo ripararsi.
Alcune patologie come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer o la sclerosi multipla o genetiche come la sindrome di Kallman possono essere alla radice dell’anosmia.
L'esposizione a radiazioni associata al trattamento di tumori testa-collo può essere responsabile di una riduzione o perdita dell'olfatto. L'anosmia può essere inoltre sintomo di patologie psichiatriche quali la schizofrenia.
Non dimentichiamo però che l’anosmia può trovare causa anche nell’utilizzo di alcuni medicinali, come l'interferone e alcuni farmaci chemioterapici o nell’abuso di sostanze stupefacenti o nell'inalazione di sostanze chimiche tossiche. Anche il fumo di sigaretta può condizionare pesantemente l’olfatto.
 
Alcuni sensi, come l’udito e la vista, con l’età diminuiscono. E’ lo stesso per l’olfatto?
L’invecchiamento, a partire dai 60 anni, può essere una delle cause dell' ipo/anosmia. Purtroppo è una condizione irreversibile, per cui la soluzione, per scongiurare conseguenze ben più gravi, è quella di dotarsi di apparecchiature in grado di aiutare nella vita di tutti i giorni chi non sente gli odori, per esempio rilevatori di fughe di gas.