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Test della Disbiosi Urinaria: quando farlo e perché può servire

Al CDI è possibile effettuare il Test della Disbiosi Urinaria: cos’è, quando farlo, valori di riferimento e come interpretare i risultati per valutare la salute intestinale con il dott. Ugo De Grazia, biologo e referente settore analitico CDI.

La disbiosi intestinale è una condizione caratterizzata da un’alterazione dell’equilibrio naturale del microbiota, l’insieme dei microrganismi che popolano l’intestino. Questo squilibrio può influire sul benessere generale, manifestandosi con disturbi sia gastrointestinali sia sistemici.

In condizioni normali, il microbiota si mantiene in un equilibrio dinamico e stabile; quando questo equilibrio si modifica, non si tratta semplicemente di un aumento dei “batteri cattivi”, ma di un cambiamento nella composizione e nella funzione della comunità microbica, spesso associato a una riduzione della sua diversità.

Sintomi potenzialmente associati alla disbiosi

I pazienti con disbiosi possono manifestare vari disturbi, tra cui:

  • Gastrointestinali: gonfiore e meteorismo, dolori o crampi addominali, diarrea o stitichezza, nausea, alitosi.
  • Sistemici: stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione (“annebbiamento mentale”), irritabilità, alterazioni dell’umore.
  • Altre manifestazioni: acne, eczema o altre eruzioni cutanee, infezioni vaginali o urinarie ricorrenti, intolleranze alimentari o sensibilità a determinati alimenti.

Cause principali della disbiosi

  • Alimentazione poco equilibrata: eccesso di zuccheri, grassi saturi e cibi processati; carenza di fibre e alimenti fermentati.
  • Stress cronico e fattori psicologici: influenzano motilità intestinale e composizione microbica.
  • Uso di farmaci: antibiotici, FANS e probiotici non indicati correttamente.
  • Età e condizioni fisiologiche: crescita, menopausa, gravidanza.
  • Patologie: malattie infiammatorie intestinali, diabete, obesità, infezioni o tumori.

Perché effettuare il test della disbiosi

Il test che misura i livelli urinari di indicano e scatolo è un esame semplice su urina e quindi non invasivo. Permette di valutare la presenza e il tipo di disbiosi, fornendo indicazioni utili per personalizzare il percorso diagnostico-terapeutico.

Cosa sono l’indicano e lo scatolo

  • Indicano – Indicatore della disbiosi dell’intestino tenue: l’indicano deriva dalla trasformazione del triptofano da parte di alcuni batteri presenti nell’intestino tenue. Valori elevati suggeriscono una disbiosi di tipo fermentativo con proliferazione batterica a livello del tenue; digestione incompleta delle proteine. Si considera valore nella norma <10 mg/L.
  • Scatolo – Indicatore della disbiosi del colon: lo scatolo è prodotto dalla degradazione proteica da parte di specifici batteri anaerobi presenti nell’intestino crasso. Valori aumentati suggeriscono una disbiosi di tipo putrefattivo e sono spesso associati a: dieta ricca di proteine animali; transito intestinale rallentato. Si considera valore nella norma <10 µg/L.

Tipologia di disbiosi

  • Fermentativa → Indicano elevato + Scatolo normale
  • Putrefattiva → Indicano normale + Scatolo elevato
  • Mista → Entrambi elevati

Preparazione al test

È consigliabile evitare antibiotici (per diverse settimane prima del test) e probiotici (per almeno una settimana) per non alterare i risultati.

Come si procede dopo il test

In base ai risultati, lo specialista potrà consigliare:

  • modifiche personalizzate dell’alimentazione;
  • integrazione con probiotici e prebiotici mirati;
  • eventuali ulteriori approfondimenti diagnostici;
  • trattamenti specifici per ripristinare l’equilibrio del microbiota.

Il percorso terapeutico è individuale e i tempi di recupero possono variare da alcune settimane a diversi mesi.

Approfondimenti diagnostici: analisi del microbioma e valutazione della trimetilamminossido (TMAO)

Per ottenere una visione ancora più completa dello stato di salute intestinale e metabolica, è possibile affiancare al test di disbiosi ulteriori approfondimenti diagnostici. Tra questi, l’analisi del microbioma intestinale rappresenta uno strumento avanzato che consente di identificare in modo dettagliato la composizione e la funzionalità della flora batterica.

In aggiunta, la valutazione dei livelli di trimetilammina (TMA) e della sua forma ossidata trimetilamminossido (TMAO) costituisce un ulteriore parametro di interesse clinico questo il quale può contribuire a delineare un quadro più completo della salute intestinale e del potenziale rischio cardiometabolico del paziente.

Questi esami complementari, se integrati con il test di indicano e scatolo, permettono allo specialista di elaborare un percorso di prevenzione e cura più mirato, fondato su dati approfonditi e personalizzati.

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