La pubblicazione del report finale della Workers’ Exposure Survey (WES), annunciata da EU-OSHA il 18 dicembre 2025, porta un messaggio chiaro: l’esposizione a fattori di rischio cancerogeno non è un’eccezione, ma un fenomeno ampio e trasversale, che riguarda mansioni e contesti operativi molto diversi tra loro.

La Workers’ Exposure Survey (WES) è un’indagine europea che stima la probabilità di esposizione dei lavoratori a diversi fattori di rischio cancerogeno, concentrandosi non solo sul settore, ma sulle attività svolte e sulle circostanze operative. La raccolta dati è stata effettuata tramite interviste telefoniche assistite da computer (CATI) tra settembre 2022 e febbraio 2023, completando 24.402 interviste valide in sei Stati membri.
Cosa emerge
Secondo i risultati diffusi a partire dalle prime analisi, poco più del 47% dei lavoratori intervistati risulta probabilmente esposto ad almeno un fattore di rischio tra quelli considerati, nella settimana lavorativa precedente. Anche senza entrare nei dettagli di dose o concentrazione, il dato segnala che il tema non riguarda solo “pochi lavori speciali”, ma una quota consistente della forza lavoro. Tra i fattori più ricorrenti emergono radiazione UV solare ed emissioni da motori diesel, insieme a esposizioni importanti legate a sostanze e processi diffusi come benzene, formaldeide e silice cristallina respirabile (RCS). Un ulteriore punto operativo è la possibilità di co-esposizioni (più rischi contemporanei), che complicano la scelta delle misure e richiedono un programma integrato di controlli.
Dove si concentrano le esposizioni
Il dato più utilizzabile per chi fa prevenzione non è solo “quante persone sono esposte”, ma in quali circostanze l’esposizione tende a crescere. Le analisi WES richiamano – tra le situazioni tipiche – attività e contesti come lavori outdoor (UV), movimentazione e utilizzo di mezzi diesel, manutenzioni e rifornimenti, lavorazioni con produzione di polveri e taglio/levigatura di materiali contenenti silice, oltre a impieghi che coinvolgono formaldeide in specifiche lavorazioni e prodotti. In azienda, questo tipo di evidenza si traduce in check-list e requisiti minimi “task-based” verificabili.
Implicazioni per le aziende
Per le organizzazioni, la WES rafforza un principio: la prevenzione dei cancerogeni funziona quando la gerarchia dei controlli è applicata sul campo. In pratica: sostituzione/eliminazione quando tecnicamente possibile (materie prime, formulazioni, processi); controlli ingegneristici (misure di concentrazione, captazioni localizzate, confinamenti, ventilazione efficace, attrezzature a umido per ridurre polveri); misure organizzative (procedure, permessi di lavoro, pianificazione turni/orari per UV, pulizie sicure, manutenzione); DPI/APVR solo come presidio residuale, selezionato e verificato in base allo scenario reale di esposizione.
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