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Qualità dell’aria nei luoghi di lavoro: il suo impatto su benessere e performance

Inail ha pubblicato un importante documento che raccoglie i principali riferimenti della legislazione e della normativa tecnica nazionale e internazionale sul tema dell’indoor air quality, evidenziando le sue ricadute sia sul benessere dei lavoratori che sulla produttività degli stessi.

Qualità dell’aria nei luoghi di lavoro: il suo impatto su benessere e performance

L’impatto della qualità dell’aria sul benessere dei lavoratori è noto ormai da diversi decenni: nel documento “La valutazione della qualità dell’aria nei luoghi di lavoro” Inail ha raccolto i riferimenti della legislazione e della normativa tecnica nazionale e internazionale sul tema, evidenziando i metodi più recenti ed efficaci di valutazione, le soglie di accettabilità delle sostanze di origine antropica e degli inquinanti presenti nell’aria esterna, le corrette modalità di esecuzione delle misure e le principali strategie di miglioramento della qualità dell’aria indoor.

Nel documento si sottolinea che la qualità dell’aria indoor, se non adeguatamente controllata, può determinare condizioni che possono interferire in modo negativo anche sulla produttività: quest’ultimo aspetto si manifesta sia sotto forma di un maggior numero di errori compiuti nello svolgimento di una determinata attività, sia sotto forma di una minor velocità e, di conseguenza, un maggior tempo richiesto nell’esecuzione di un compito.

Ad esempio, da uno studio nel quale è stato indagato l’effetto dell’introduzione di una fonte artificiale di inquinamento indoor sulla produttività dei lavoratori è emerso che, durante una semplice operazione di inserimento dati nel PC, i lavoratori hanno rallentato l’attività, inserendo mediamente il 6,5 % di caratteri in meno. L’analisi dei dati ha fatto supporre che l’introduzione di un oggetto di arredamento che emetteva inquinanti non ha solo aumentato la concentrazione degli stessi ma ha anche acuito la percezione di quelli provenienti dall’esterno. Altri studi hanno evidenziato che maggiori flussi d’aria pulita in ingresso nell’ambiente lavorativo determinano in media indicatori di performance migliori: l’effetto è più marcato per flussi d’aria di bassa entità, mentre oltre i 30 l/s per persona la curva satura ad un livello che indica un miglioramento della performance intorno al 4% rispetto a quello che si osserva per 6,5 l/s per persona.

Clicca qui per scaricare il documento Inail “La valutazione della qualità dell’aria nei luoghi di lavoro”

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