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Prevenzione senologica e stili di vita

Intervista ad Alessandra Pallucca, senologa CDI

Prevenzione senologica e stili di vita

Alimentazione e movimento.
Prevenzione, tumore al seno. 40 anni fa si salvava meno del 40% delle pazienti. Oggi l’85% dei tumori al seno è curabile grazie alle procedure di diagnosi precoce?
Si, è vero: parliamo del primo tumore femminile (29%) con oltre 52.000 nuovi casi in Italia all’anno: a fronte di numeri più elevati rispetto a 20 anni fa, cala però la mortalità. Una maggiore incidenza è però dovuta all’aumento degli screening senologici che hanno fatto in modo di scoprire i carcinomi in fase molto precoce. Uguale discorso vale per l’incidenza geografica: maggiore al nord, intermedia al centro e più bassa al sud. Questa differenza è dovuta alla diversa diffusione dello screening mammografico (più accertamenti al nord) ma anche minori fattori di rischio al Sud.

Quali sono i fattori di rischio?
Abbiamo tre tipologie di fattori.

  1. Fattori demografici:
  • popolazioni occidentali ricche,
  • migrazione in paesi ricchi in età prepubere o puberale.
  1. Fattori Costituzionali, Fisiologici e Riproduttivi
  • Famiglie ad alto rischio,
  • Elevato peso alla nascita,
  • Menarca precoce,
  • Statura elevata,
  • Nulliparità,
  • Prima gravidanza tardiva,
  • Obesità e sovrappeso alla menopausa.
  • Fattori secondari
  • Radiazioni ionizzanti (specialmente in età prepubere e puberale),
  • Terapie ormonali per la menopausa,
  • Contraccettivi orali, nettamente diminuito con le nuove pillole a basso dosaggio
  • Dieta ricca calorica,
  • Scarsa attività fisica (specie in età giovane),
  • Consumo di alcool,
  • Dieta povera di frutta e verdura.

La prevenzione parte quindi anche e soprattutto dalla nostra tavola?
Si. E’ ampiamente dimostrato che alla base di molte patologie è un’alimentazione scorretta. Anche per la prevenzione senologica possiamo partire da ciò che mangiamo.Ecco qualche suggerimento:

  • Colori a volontà, 400gr di verdure al giorno divise in 5 porzioni è protettivo.
  • Meglio dissetarsi con acqua, alcuni studi hanno evidenziato il legame con il tumore al pancreas e le bevande zuccherate.
  • Via libera alle fibre, sono da considerarsi agenti protettivi verso il tumore al seno, al colon-retto, stomaco, ovaio e prostata.
  • Sale con prudenza, aumenta il rischio di tumore allo stomaco; aumenterebbe gli effetti carcino-genetici dei nitrati e garantirebbe un effetto sinergico all’Helicobacter pilory, il batterio ritenuto responsabile dei linfomi gastrici e dell’adenocarcinoma dello stomaco
  • I salumi una tantum, il consumo eccessivo di carne rossa è considerato fattore di rischio per diversi tumori.

Il latte vaccino?
Dimostrare che un singolo alimento sia la causa è molto difficile. In generale non esistono evidenze scientifiche che indichino che un consumo MODERATO aumenti il rischio di sviluppare un tumore nelle persone sane. Cosa accade in chi ne consuma regolarmente? Tende ad avere nel sangue livelli più alti di IGF-1, un fattore di crescita coinvolto anche nella proliferazione di cellule tumorali.
Il consumo di latte alza inoltre i livelli di insulina, che è anch’esso un fattore di crescita e stimola nella donna, di ormoni sessuali che possono essere implicati nel tumore al seno. Quindi si consiglia di limitarlo alle donne che hanno già avuto un tumore al seno.

L’altro grande fattore di rischio è l’obesità?
Si. Numerosi dati statistici della letteratura medica mostrano che il 35% dei tumori al seno in menopausa è dovuto all’obesità, e sono molto spesso associati alle forme più aggressive, i triplo negativi.
Una regolare attività fisica fa bene sempre; meglio se praticata per tutta la vita, ha degli effetti positivi anche nel caso in cui si decida di iniziare dopo la menopausa. Una regolare attività fisica riduce i rischi di tumore al seno. L’assenza di attività fisica provoca una percentuale fra il 10% -16% di tutti i casi di tumore al seno.

Parliamo di controlli periodici da effettuare
Dai 30 anni: esame clinico ed ecografico va eseguito con regolarità (12/18 mesi).
Dai 40 ai 49 anni: esame clinico, mammografia ed ecografia ogni 12/18 mesi.
Oltre i 50 anni mammografia ogni due anni, ma nelle donne con seno denso e/o in trattamento TOS (terapia ormonale sostitutiva) proseguire ogni 12 max 18 mesi + ecografia una visita oculistica completa di esame OCT per verificare la reale indicazione alla terapia.

Mammografia e radiazioni: molte donne non vogliono sottoporsi alla mammografia perché temono le radiazioni. E’ vero?
La bassa dose di radiazioni ionizzanti cui la paziente è esposta rende il beneficio diagnostico molto superiore ai possibili effetti secondari.

Ci parla della mammografia a tomosintesi?
La tomosintesi è uno strumento diagnostico che permette di studiare la mammella ‘a strati’. Si tratta in pratica di una mammografia tridimensionale ad alta definizione. È un passo avanti importante quale tecnologia più avanzata della prevenzione del cancro al seno. La ricostruzione volumetrica, in linea di principio, consente di superare uno dei limiti principali dell’imaging bidimensionale, ovvero il mascheramento di lesioni (nel caso della mammella, masse, microcalcificazioni, ecc.), causato dalla sovrapposizione di strutture normali.

Un’ultima domanda. Abbiamo detto che la prevenzione parte dall’alimentazione e dagli stili di vita. Si dice anche che noi siamo i migliori medici di noi stessi in quanto dovremmo prestare più attenzione ai segnali che il nostro corpo ci dà quando c’è qualcosa che non va. Quanto è importante l’autopalpazione?
Importantissima. A partire dai 20 anni dovrebbe essere effettuato una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo. La mano deve essere poggiata a piatto, con piccoli movimenti circolari e mai muovere le dita come a suonare il pianoforte. Ricordiamoci che non dobbiamo spaventarci se è sentiamo dei piccoli nodi; se però ci accorgiamo che uno di questi aumenta di consistenza o cambia nella forma è bene rivolgersi allo specialista.

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