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Neonati in vacanza: come comportarsi

Intervista alla dott.ssa Elena Piacentini, pediatra CDI

Neonati in vacanza: come comportarsi

Andare in vacanza con un neonato è possibile: occorre però avere molte attenzioni per tutelarlo al meglio.

Il mezzo di trasporto

Quale mezzo di trasporto preferire? Teoricamente i bambini sani e nati a termine possono viaggiare in aereo a partire da 48 ore dopo la nascita, ma è preferibile aspettare almeno fino al settimo giorno di vita.

Diverso è il discorso per i prematuri e i bimbi con patologie polmonari e cardiache che andrebbero fatti visitare e controllare perfettamente prima di intraprendere il volo.

Per quanto riguarda il viaggio in auto, fondamentali sono le condizioni climatiche che devono essere il più possibile favorevoli all’interno dell’abitacolo. D’estate, in particolare, l’aria condizionata non dovrebbe scendere sotto i 22-23 gradi. Di assoluta importanza è la sicurezza a bordo, il neonato deve infatti essere alloggiato nel suo ovetto, conforme alla normativa europea ricordando che fino ai 9 chili di peso del bambino il seggiolino deve essere installato obbligatoriamente in senso contrario a quello di marcia. E’ preferibile sul sedile centrale posteriore perché è il posto più riparato in caso di urti frontali e laterali. Il sedile posteriore, poi, è obbligatorio qualora la vettura sia dotata di air bag in corrispondenza del posto anteriore, quello riservato al passeggero.

Ricordiamoci inoltre che non bisogna mai tenere i bambini in braccio mentre si viaggia in auto perché in caso di frenata, anche a bassissima velocità (poche decine di km/h), la spinta centrifuga trasforma il piccolo in un macigno di 200-300 kg e trattenerlo sarebbe impossibile. In caso di trasferimenti lunghi, raccomandabile fare una sosta ogni due ore circa e comunque ogni volta che il neonato debba essere alimentato.

Risulta quindi preferibile, quando possibile, come mezzo di trasferimento per il neonato il treno. Il treno infatti rappresenta la soluzione più comoda perché offre più spazio per muoversi.

La meta: mare o montagna? La campagna la destinazione ideale

Dopo aver compreso come muoversi la domanda è quale sia la meta più indicata per un neonato.

Non ci sono limitazioni sulla meta: vanno bene sia mare sia montagna, anche se probabilmente è la campagna la destinazione ideale. Infatti il neonato, che dorme ancora per la maggior parte del tempo, ha bisogno di calma e di ritmi regolari, che sono probabilmente più facili da trovare in campagna, dove in genere c’è anche un clima temperato. Attenzione però alle zone in prossimità di stagni e stalle, dove potrebbero concentrarsi insetti come zanzare, tafani o pappataci, fastidiosi e potenziali veicoli di malattie.

Anche il mare va bene a patto di fare attenzione al caldo eccessivo. Il rischio principale, per il neonato in vacanza al mare, è l’esposizione a temperature troppo elevate, alle quali risulta ancora molto vulnerabili, con il conseguente rischio di disidratazione. Per evitarlo, però, basta garantire al piccolo le giuste condizioni climatiche preferire ambienti arieggiati ed evitare di uscire nelle ore centrali della giornata.
Bisogna prestare attenzione ad alcuni segnali che permettono di capire se il piccolo si sta disidratando quali la scarsa emissione di urine (il pannolino risulta spesso asciutto), la secchezza delle mucose, l’avvallamento della fontanella anteriore, l’irritabilità o il sopore e talvolta alterazioni della temperatura corporea. Ricordiamo che per soddisfare i bisogni di liquidi di un neonato è sufficiente il latte e non bisogna necessariamente somministrare altre tisane o acqua. Meglio evitare luoghi troppo isolati(come pure quelli troppo affollati) e lontani dalla possibilità di raggiungere facilmente un soccorso in caso di bisogno. L’ideale è scegliere spiagge “a misura di bambino”.

Per quanto riguarda la montagna sappiamo che il clima è in genere perfetto per un bambino di poche settimane, ma è meglio evitare altitudini troppo elevate (sopra i 2000-2500 metri), o soggiorni troppo brevi, che non permettano i fisiologici adattamenti richiesti dal cambio di altitudine. Come ultimo accorgimento, in campagna, mare o montagna sono sconsigliate gite e passeggiate troppo lunghe e impegnative, perché il neonato non ha una struttura ossea e muscolare adatta ad essere trasportato “a spalla”. Seguendo questi piccoli e spero utili consigli la vacanza con il vostro neonato rimarrà una dei ricordi più belli.

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