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Malattie Tropicali Neglette: la nuova sfida globale

Con il dott. Claudio Droghetti, responsabile dell’Ambulatorio di Medicina dei Viaggi, facciamo un focus sulla Dengue e sul vaccino oggi disponibile anche al CDI

Il 30 gennaio si celebra la Giornata Mondiale Malattie Tropicali Neglette.

Ma cosa si intende con l’acronimo NTDs? Le malattie tropicali neglette (NTD) costituiscono un insieme molto eterogeneo di patologie, originate da diversi agenti patogeni — tra cui virus, batteri, parassiti, funghi e tossine — e capaci di provocare gravi ripercussioni sul piano sanitario, sociale ed economico.
Sono diffuse soprattutto nelle comunità più povere che vivono in aree tropicali, anche se alcune presentano una distribuzione geografica più ampia. Si stima che oltre un miliardo di persone ne siano colpite e che circa 1,495 miliardi necessitino di misure preventive o terapeutiche.

La dinamica epidemiologica delle NTD è complessa e spesso influenzata da fattori ambientali. Molte di queste malattie vengono trasmesse da vettori, hanno serbatoi animali e seguono cicli biologici articolati. Tutto ciò rende particolarmente difficile il loro controllo e la loro gestione in ambito di salute pubblica. Molte tra le NTD sono, a noi europei, sconosciute o appartenenti a tempi remoti:

  • Ulcera di Buruli
  • Malattia di Chagas o tripanosomiasi americana
  • Dracunculiasi (o malattia del verme di Guinea)
  • Echinococcosi
  • Trematodiasi
  • Tripanosomiasi africana umana (o malattia del sonno)
  • Leishmaniosi
  • Lebbra
  • Filariosi linfatica
  • Micetoma, cromoblastomicosi e altre micosi profonde
  • Noma (o cancrum oris)
  • Oncocercosi (o cecità fluviale)
  • Rabbia
  • Scabbia e altre ectoparassitosi
  • Schistosomiasi
  • Elmintiasi trasmesse dal suolo
  • Avvelenamento da morso di serpente
  • Teniasi/cisticercosi
  • Tracoma
  • Framboesia

La Dengue

Tra queste, vogliamo soffermarci sulla Dengue, la cui presenza in Europa è sempre più in aumento. Ora però c’è il vaccino.

La Dengue è una malattia virale trasmessa dalle zanzare — in particolare Aedes aegypti e Aedes albopictus, note per pungere soprattutto nelle ore diurne. Questa infezione è causata da quattro sierotipi virali distinti (DEN-1, DEN-2, DEN-3 e DEN-4), molto simili tra loro, che possono colpire l’essere umano attraverso la puntura di una zanzara infetta. La trasmissione non avviene direttamente da persona a persona: il vettore è sempre l’insetto.

La Dengue è particolarmente diffusa nelle regioni tropicali e subtropicali di Asia, Africa, Sud America e Pacifico. La sua presenza è però in aumento anche in Europa, dove si manifesta soprattutto come malattia di importazione, complice l’incremento dei viaggi internazionali e la crescente presenza della zanzara Aedes albopictus.

Epidemiologia e dati

Negli ultimi decenni, la diffusione della Dengue è cresciuta rapidamente e in modo significativo.

Questo quadro evidenzia come la Dengue non sia più una malattia esclusivamente tropicale, ma una minaccia emergente anche nel Mediterraneo, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici e dell’espansione delle specie di zanzare vettore.

Secondo l’OMS, i casi globali sono aumentati di oltre dieci volte negli ultimi 20 anni.

In Italia, nel 2025 In Italia dati dello scorso dicembre confermano la presenza di 217 casi confermati di Dengue (213 associati a viaggi all’estero e 4 autoctoni, nessun decesso)

Sintomi e decorso della malattia

Dopo un’incubazione di 5-6 giorni, possono insorgere:

  • febbre alta improvvisa
  • cefalea intensa
  • dolore retro-oculare
  • dolori articolari e muscolari
  • nausea e vomito
  • irritazioni o eruzioni cutanee

Nella maggior parte dei casi, i sintomi regrediscono in circa due settimane, anche se stanchezza e affaticamento possono persistere più a lungo.

Un punto critico della Dengue è che una seconda infezione, provocata da un sierotipo differente, può aumentare il rischio di Dengue emorragica (DHF), una forma più severa caratterizzata da emorragie, ingrossamento del fegato e rischio di collasso cardiocircolatorio.

 Diagnosi e trattamento

La diagnosi si basa su:

  • analisi dei sintomi
  • ricerca del virus o di anticorpi specifici nel sangue

Attualmente non esiste una terapia antivirale specifica. Il trattamento si concentra su:

  • riposo assoluto
  • antipiretici (da evitare l’acido acetilsalicilico per rischio emorragico)
  • reidratazione abbondante per prevenire la disidratazione
La prevenzione

La prevenzione si basa principalmente sulla protezione dalle punture di zanzara:

Misure personali

  • Utilizzare repellenti a base di DEET, icaridina o IR3535.
  • Indossare abiti chiari e coprenti, soprattutto nelle ore diurne.
  • Applicare zanzariere alle finestre e utilizzare dispositivi anti-zanzare in casa.

Eliminazione dei focolai

  • Rimuovere ristagni d’acqua da sottovasi, secchi e contenitori.
  • Coprire bidoni e cisterne.
  • Pulire regolarmente grondaie e tombini.
Il vaccino

La vaccinazione rappresenta un’opzione preventiva importante.
Presso CDI è disponibile un vaccino vivo attenuato attivo contro i quattro sierotipi DEN-1, DEN-2, DEN-3 e DEN-4, indicato per soggetti dai 4 anni in su.

Somministrazione e protocollo

  • via sottocutanea nel deltoide
  • due dosi: tempo 0 e dopo 3 mesi
  • attualmente non è stabilita la necessità di un richiamo
  • donne: evitare la gravidanza per almeno 1 mese dopo la vaccinazione

Effetti collaterali comuni

  • febbre
  • perdita di appetito
  • irritabilità e stanchezza
  • malessere generale e sonnolenza
  • dolori muscolari
  • arrossamento o dolore nella sede di inoculo

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