Al CDI un esame per identificare il batterio. Intervista al dott. Claudio Droghetti, responsabile dell’Ambulatorio di Vaccinoprofilassi CDI

La malattia da graffio di gatto (o Cat Scratch Disease) è un’infezione batterica causata da Bartonella henselae, trasmessa all’uomo attraverso graffi, morsi di gatto o il contatto tra la saliva del gatto e una ferita aperta. I gatti possono contrarre il batterio soprattutto tramite le pulci, principali vettori dell’infezione. Al CDI un esame di laboratorio può individuare la presenza del batterio.
Sintomi della malattia da graffio di gatto
I primi sintomi compaiono solitamente tra 3 e 10 giorni dopo il graffio o il morso. I più comuni includono:
- Papule o rash nel punto del graffio
- Linfonodi ingrossati e dolorosi (in genere ascelle, inguine, collo, gomito – poiché le sedi più frequenti del morso o del graffio sono le mani e le braccia, le gambe e il collo)
- Febbre
- Dolori muscolari, articolari o ossei
- Stanchezza marcata
- Perdita di appetito
I linfonodi possono restare ingrossati per settimane. Nella maggior parte dei casi, l’infezione è autolimitante e regredisce spontaneamente.
Chi è più a rischio?
Alcune categorie possono sviluppare forme più gravi della malattia:
- Bambini sotto i 15 anni
- Persone immunodepresse o con difese immunitarie ridotte
Possibili complicazioni
Sebbene rare, le complicazioni della malattia da graffio di gatto possono interessare vari organi:
- Encefalopatia o altri disturbi neurologici
- Infiammazione cardiaca
- Ingrandimento di fegato e milza
- Problemi oculari (sindrome oculo‑ghiandolare di Parinaud, neuroretinite)
- Nei soggetti immunocompromessi: angiomatosi bacillare o peliosi bacillare
La diagnosi
In genere le manifestazioni cliniche e la storia di un graffio o morso di gatto permettono di diagnosticare la malattia. La diagnosi si basa su:
- Esame clinico della cute, della lesione e dei linfonodi
- Valutazione della storia di un recente graffio o morso
- Esami del sangue per identificare anticorpi contro Bartonella henselae
Il trattamento
Nella maggior parte dei casi:
- La malattia si risolve spontaneamente in poche settimane o mesi
- Si possono assumere analgesici da banco (ibuprofene, paracetamolo)
- Si ricorre agli antibiotici (macrolidi, aminoglicosidi) nei casi più gravi
- Nei rari casi di colliquazione linfonodale, può essere indicata l’asportazione chirurgica del linfonodo
Quando contattare il medico
È consigliabile rivolgersi a un medico se compaiono:
- Ferite che non migliorano
- Arrossamento in estensione
- Febbre persistente
- Linfonodi molto dolorosi
Quando andare al pronto soccorso
Rivolgersi immediatamente all’ospedale in caso di:
- Febbre molto alta
- Confusione, convulsioni o forte mal di testa
- Difficoltà respiratorie o dolore toracico
- Dolore addominale associato a nausea o vomito
Come fare prevenzione
Per ridurre il rischio di contrarre la malattia da graffio di gatto:
- Evitare graffi e morsi dei gatti
- Non far leccare ai gatti ferite aperte
- Lavare sempre le mani dopo aver toccato i gatti
- Proteggere i gatti dalle pulci
- Evitare contatti con gatti randagi, soprattutto cuccioli
- Le persone immunodepresse dovrebbero preferire gatti adulti
- Tenere i gatti in casa riduce il rischio, anche se non lo elimina del tutto