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Ipertensione arteriosa ai tempi della pandemia

Dobbiamo ricordare che nella genesi dell’ipertensione arteriosa un ruolo importante è giocato dallo stress

Ipertensione arteriosa ai tempi della pandemia

In questi giorni siamo travolti da un’ondata di informazioni sull’andamento della pandemia da Covid-19.

Potrebbe sembrare che nel frattempo le altre patologie si siano prese un periodo di vacanza.

Purtroppo tutto questo non è vero, anzi bisogna prestare molta attenzione al controllo delle malattie croniche, alcune delle quali potrebbero favorire un’evoluzione negativa dell’infezione virale.

Ricordiamo che tra queste sembrerebbe avere particolare rilevanza il diabete e l’obesità, malattie che molto spesso troviamo nei nostri pazienti ipertesi.

L’ipertensione arteriosa è una delle malattie croniche più diffuse  nella società moderna e negli ultimi anni, i pazienti sono diventati più sensibili che in passato alla necessità di mantenere i propri valori al di sotto della soglia limite. Dobbiamo ricordare che nella genesi dell’ipertensione arteriosa un ruolo importante è giocato dallo stress. In questa fase storica, la tempesta mediatica con  continui aggiornamenti sul numero degli infetti, dei decessi, dei guariti,  degli asintomatici, giunge nelle case di ognuno di noi e ,soprattutto nei soggetti emotivamente più fragili, può causare un aumento dei valori pressori abitualmente riscontrati, Se il rialzo non è particolarmente marcato non deve generare ansia che a sua volte innescherebbe un nuovo rialzo, ma nella maggior parte dei casi potrebbe essere gestito semplicemente abbassando il livello d’ansia in questi pazienti.

Purtroppo, nelle ultime settimane si sono visti rialzi significativi, in pazienti che, ascoltando e leggendo fonti d’informazione non sempre scientificamente supportate, hanno sospeso la terapia in atto, nel timore che due classi di farmaci antipertensivi tra i più utilizzati, potessero giocare un ruolo negativo nell’evoluzione dell’infezione virale.  L’invito che rivolgo a tutti gli ipertesi è di non modificare una terapia che si è dimostrata efficace e soprattutto di non farlo senza aver prima consultato il  proprio medico di base o il cardiologo di fiducia. Sospendere un farmaco senza un’adeguata alternativa ed  in   maniera immotivata potrebbe portare a dei seri rialzi pressori con tutte le conseguenze del caso.  Un consiglio per sdrammatizzare: basta un TG al giorno, non andiamo in overdose…. Potrebbe fare molto male

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