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Insonnia: quando dormire non è per tutti

Intervista alla dott.ssa Elena Mandorino, psicologa CDI

Insonnia: quando dormire non è per tutti

L’insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato da: difficoltà ad addormentarsi, problemi a rimanere addormentati, risveglio troppo presto e sonno non ristoratore. Coloro che soffrono d’insonnia manifestano questi sintomi almeno tre notti a settimana e per almeno un mese. Tale condizione può portare a una sonnolenza diurna, scarsa concentrazione, irritabilità e incapacità di sentirsi ristorati e riposati al risveglio. Una caratteristica dell’insonnia è che gli individui sperimentano insofferenza e disagio significativo tale da compromettere la propria qualità di vita.
L’insonnia non è definita dalle ore di sonno che una persona fa o dal tempo necessario per addormentarsi, ma dalla qualità dello stesso. Gli individui infatti variano nel bisogno e nella soddisfazione del sonno.
Alcuni comportamenti possono esacerbare l’insonnia o possono contribuire nell’avere difficoltà a dormire, tra cui: preoccuparsi di non riuscire a dormire, assumere caffeina in dosi eccessive, fumare sigarette prima di coricarsi, fare dei sonnellini pomeridiani di lunga durata.

Covid e insonnia

Le manifestazioni di stress legate alla situazione d’emergenza COVID-19, come le preoccupazioni e le ruminazioni, hanno influenzato fortemente il sonno in termini di continuità e capacità di ristoro.
La quarantena e, in generale, la situazione di pandemia sembrerebbero aver giocato un ruolo determinante nel cambiare qualitativamente l’attività del sonno. L’isolamento sociale, l’aumento di attività sociali e lavorative in modalità virtuale, e la conseguente sovraesposizione a dispositivi elettronici, la modificazione delle abitudini alimentari e la ridotta attività fisica, la condivisione di spazi ristretti presso la propria abitazione, la paura di ammalarsi o di contagiare i conviventi, la perdita di persone care a causa del virus e l’eventuale pregressa presenza di disagio psicologico, sono ritenuti tutti fattori associati all’insorgenza di una condizione d’insonnia.

Perché è importante prendersi cura della qualità del proprio sonno?

L’insonnia è comunemente associata a quadri psicologici di tipo depressivo e/o ansioso e ad altre problematiche psicologiche. Inoltre le ultime ricerche scientifiche condotte sugli effetti psicologici sorti nel corso della pandemia, riportano una significativa presenza di umore irritabile unita a difficoltà di concentrazione e insonnia. Per tali motivi è importante prendersi cura della propria qualità del sonno, al fine di prevenire l’insorgenza di manifestazioni psicologiche che potrebbero causare un disagio clinicamente significato e impattare sul benessere psico-fisico della persona.

Alcuni consigli

Qualora si dovesse percepire una persistente difficoltà nel dormire, si possono mettere in atto degli accorgimenti utili a migliorare la qualità del sonno:


• Vai a letto solo quando hai sonno
• Se non riesci a dormire, è bene alzarti anziché restare a letto sveglio
• Evita il pisolino diurno e riduci il tempo che trascorri a letto
• Mantieni il più possibile lo stesso orario per svegliarti e per andare a letto
• Evita pasti pesanti prima di coricarti
• Stabilisci una routine rilassante prima di andare a dormire, come una lettura o un bagno caldo
• Limita l’utilizzo di smartphone, tablet o pc prima di dormire
• Evita di studiare o lavorare a letto

Infine è stato osservato come le tecniche di rilassamento possano essere uno strumento molto utile per ridurre o alleviare l’ansia e la tensione del corpo. Il rilassamento dei muscoli, infatti, può portare a un sonno ristoratore. L’utilizzo di tali tecniche potrebbe richiedere un training preliminare con uno psicologo.

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