Riconoscerlo, prevenirlo e agire in tempo può salvare la vita. Intervista al dott. Alberto Diano, cardiologo CDI

Cos’è l’infarto miocardico
L’infarto miocardico acuto, da non confondersi con l’arresto cardiaco, si verifica quando una o più arterie coronarie si occludono improvvisamente, interrompendo il flusso di sangue verso il cuore.
Senza l’ossigeno portato dal sangue, le cellule che compongono il miocardio (la parte muscolare del cuore) iniziano a morire.
La causa più frequente dell’occlusione delle coronarie è la rottura di una placca aterosclerotica con formazione di un trombo, che blocca il passaggio del sangue.
L’infarto miocardico è un’emergenza medica: intervenire subito può evitare che il danno al cuore diventi irreversibile o che causi la morte del paziente.
Come riconoscere i sintomi dell’infarto
Il sintomo più caratteristico è un dolore al petto intenso e prolungato, spesso descritto come una morsa o un peso al centro o alla parte sinistra del torace, che può irradiarsi a braccia, spalle, mandibola o schiena. Spesso il dolore compare quando si fa uno sforzo e diminuisce quando ci si riposa.
Possono comparire anche:
- sudorazione fredda
- nausea o vomito
- fiato corto
- senso di debolezza o ansia improvvisa
È importante ricordare che a volte, soprattutto nelle donne, negli anziani e nei diabetici, si possono avere sintomi atipici, come stanchezza o malessere diffuso.
In presenza di dolore toracico è fondamentale chiamare subito il 118: più passa il tempo, maggiore è il danno cardiaco.
Le conseguenze dell’infarto
L’infarto può causare danni molto variabili: nei casi più lievi e in cui si interviene precocemente il cuore può recuperare quasi completamente la propria funzione, in altri casi può rimanere una riduzione grave e permanente della forza di contrazione, ovvero uno scompenso cardiaco.
Si possono inoltre verificare danni alle valvole cardiache.
L’infarto può anche favorire lo sviluppo di aritmie, fino all’arresto cardiaco, spesso mortale.
Un’altra gravissima complicanza, che accade solitamente quando si trascurano i sintomi, è la rottura del cuore, quasi sempre letale.
Fattori di rischio cardiovascolare
Molti fattori che predispongono all’infarto possono essere prevenuti. I più importanti sono:
- Fumo
- Ipertensione arteriosa
- Colesterolo elevato
- Diabete mellito
- Familiarità per infarto precoce
- Obesità e sedentarietà
- Stress
Queste condizioni favoriscono la formazione di placche aterosclerotiche nelle coronarie, le arterie che portano il sangue al cuore.
Prevenzione e diagnosi precoce
La prevenzione cardiovascolare è la strategia più efficace contro l’infarto.
Adottare un regime alimentare mediterraneo, svolgere attività fisica regolare, non fumare e controllare periodicamente pressione, colesterolo e glicemia riduce in modo significativo il rischio di avere un infarto.
È di particolare importanza eseguire controlli cardiologici regolari, soprattutto in presenza di fattori di rischio:
- visita cardiologica con elettrocardiogramma (ECG),
- ecocardiogramma colorDoppler,
- test da sforzo
In questo modo è possibile individuare precocemente segni di ischemia miocardica o patologia coronarica.
Prevenire è meglio che curare
L’infarto miocardico spesso non arriva all’improvviso: è il risultato di anni di abitudini scorrette e di scarso controllo dei fattori di rischio.
Monitorare la propria salute, effettuare controlli cardiologici regolari e non trascurare i sintomi è fondamentale per evitare gravi danni al cuore.
Bibliografia
- 2023 ESC Guidelines for the management of acute coronary syndromes. European Heart Journal.
- Ministero della Salute. Infarto miocardico acuto: sintomi e prevenzione.
- American Heart Association. Heart Attack Symptoms and Warning Signs.