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Dolore al collo e mal di testa: può essere emicrania

Spesso confusa con la cervicale, l’emicrania può manifestarsi con dolore a collo e nuca: riconosciamone i segnali con il prof. Paolo Marchettini, neurologo e responsabile dell’Ambulatorio di Medicina e Terapia del Dolore e Fibromialgia CDI.

L’emicrania non è “solo un mal di testa”, ma una vera e propria patologia neurologica che può compromettere in modo significativo la qualità della vita, interferendo con il lavoro, lo studio, il sonno e le relazioni sociali. Eppure, ancora oggi, molte persone tendono a sottovalutarla o a confonderla con altri disturbi, soprattutto quando il dolore coinvolge il collo e la nuca. In questi casi si parla spesso, impropriamente, di “cervicale”.

Dal punto di vista medico, però, la cervicale non è una malattia: quando compaiono dolore, rigidità, fastidio alla nuca o alle spalle, molte persone pensano automaticamente a un problema articolare o posturale. In realtà, questi sintomi possono essere legati proprio all’emicrania.

I sintomi che aiutano a riconoscere l’emicrania

L’emicrania non si manifesta sempre con il classico dolore alla fronte o alle tempie. In alcuni casi il dolore può irradiarsi alla nuca, al collo e persino alle spalle, creando confusione con disturbi muscolo-scheletrici come l’artrosi cervicale. Distinguere le due condizioni è importante, perché richiedono trattamenti diversi.

Una delle caratteristiche principali dell’emicrania è la sua ricorrenza. Gli attacchi compaiono in modo episodico: possono durare da poche ore fino a diversi giorni, ma tra una crisi e l’altra la persona torna a stare bene. Al contrario, nell’artrosi cervicale i sintomi tendono a essere più continui e persistenti, perché legati a una degenerazione delle articolazioni del collo. Inoltre, nell’artrosi è più frequente il dolore che si irradia verso le braccia, accompagnato da formicolii alle mani, sintomi generalmente assenti nelle forme emicraniche.

L’emicrania con interessamento cervicale, invece, si accompagna spesso a nausea, vomito, vertigini e forte sensibilità alla luce e ai rumori. Il dolore viene descritto come pulsante, intenso e invalidante, tanto da costringere spesso chi ne soffre a interrompere ogni attività e a cercare riposo in un ambiente silenzioso e buio.

Le cause dell’emicrania e i fattori scatenanti

Si stima che in Italia circa otto milioni di persone soffrano di emicrania, in forma episodica o cronica. Le donne risultano colpite maggiormente rispetto agli uomini, probabilmente anche per il ruolo degli ormoni femminili, in particolare degli estrogeni, riferendo attacchi in prossimità del ciclo mestruale.

Le cause dell’emicrania non sono ancora completamente chiarite, ma si sa che entrano in gioco diversi fattori: predisposizione genetica, alterazioni dei meccanismi nervosi e vascolari, stress, disturbi del sonno, cambiamenti climatici, alimentazione scorretta e alcuni stimoli sensoriali come luci intense o odori forti. Negli ultimi anni la ricerca ha individuato un ruolo importante del CGRP, una proteina coinvolta nella trasmissione del dolore e nella dilatazione dei vasi sanguigni durante l’attacco emicranico.

In alcune persone l’attacco può essere preceduto dall’aura, un insieme di sintomi neurologici temporanei come lampi di luce, linee luminose, annebbiamento della vista, formicolii o difficoltà nel linguaggio. Successivamente compare il mal di testa vero e proprio, che può durare da 4 a 72 ore.

Cefalea cronica: i segnali da non sottovalutare

Quando gli episodi diventano molto frequenti si parla di emicrania cronica. La diagnosi viene posta quando il mal di testa compare per almeno 15 giorni al mese per più di tre mesi consecutivi, di cui almeno otto giorni con caratteristiche tipiche dell’emicrania. In questi casi l’impatto sulla vita quotidiana può essere molto pesante.

Per questo motivo è importante non affidarsi all’autodiagnosi o all’uso incontrollato di antidolorifici, un abuso di farmaci può addirittura peggiorare il problema. La diagnosi deve essere effettuata da uno specialista, generalmente un neurologo esperto in cefalee, che valuterà la frequenza degli attacchi, i sintomi associati e la necessità di eventuali esami diagnostici.

Farmaci, prevenzione e buone abitudini

Oggi esistono terapie sempre più efficaci sia per trattare gli attacchi acuti sia per prevenirli. Oltre ai farmaci tradizionali, negli ultimi anni sono stati introdotti anticorpi monoclonali diretti contro il CGRP, in grado di ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi. Nei casi di emicrania cronica può essere utile anche la tossina botulinica, somministrata attraverso iniezioni mirate a livello di testa e collo.

Accanto alle cure farmacologiche resta fondamentale lo stile di vita. Dormire regolarmente, mantenersi idratati, seguire un’alimentazione equilibrata, praticare attività fisica e imparare a gestire lo stress può contribuire a ridurre gli attacchi.

Riconoscere che un dolore al collo o alla nuca potrebbe avere origine emicranica è quindi un passaggio essenziale. Comprendere la vera natura del disturbo permette di intraprendere percorsi terapeutici adeguati e, in molti casi, migliorare significativamente la qualità della vita.

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