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12 marzo: Giornata Mondiale del Rene

Intervista al dott. Bruno Restelli, medico internista CDI

12 marzo: Giornata Mondiale del Rene

Sono 850 milioni le persone nel mondo affette da malattie renali: si stima infatti che un adulto su dieci soffre di insufficienza renale (IR), una patologia in crescita, che, oltre ad avere un grande impatto sulla vita quotidiana dei pazienti, rappresenta anche un costo pari al 2-3% del budget sanitario in Paesi ad Alto Reddito. Si stima che entro il 2040 l’insufficienza renale diventi la quinta causa di morte.

C’è una variabile tra donne e uomini?

Il rischio di sviluppare patologie renali risulta più elevato nelle donne e spesso è associato ad altre condizioni esclusivamente femminili: può avere conseguenze sulla fertilità, dare preclampsia in gravidanza, aborti.

Tra le patologie renali più comuni nelle donne ci sono la nefrite lupica e la pielonefrite, quest’ultima un’infezione del tratto urinario inferiore causata da batteri che, se non tratta, può portare alla disfunzionalità di uno dei due reni.

Ma quali sono le misure di prevenzione da attuare?

Partiamo dalla prevenzione primaria dei fattori di rischio, trasversale a molteplici patologie: diabete, obesità, ipertensione. Quindi seguire una dieta sana ed equilibrata e fare esercizio fisico sono alla base della buona salute anche renale.

Mangiare bene aiuta non solo a mantenere un peso corporeo adeguato (le persone obese hanno l’83% di possibilità in più di sviluppare patologie renali), ma anche abbassare il livello di pressione arteriosa, prevenire il diabete e altre patologie correlate alle patologie renali croniche. Iniziamo a ridurre il sale nelle nostre pietanze: non più di 4-5 grammi al giorno, equivalenti a un cucchiaino da te. Seguire una dieta ipoproteica contribuisce alla prevenzione dell’insufficienza renale. Il controllo della glicemia attraverso esami del sangue e delle urine è fondamentale perché metà delle persone affette da diabete nel mondo non solo non ne è a conoscenza, ma può sviluppare danni ai reni.

Anche avere alti livelli di pressione arteriosa può danneggiare l’apparato renale, soprattutto se a questi si aggiungono altri fattori quali il diabete, elevati valori di colesterolo e patologie cardiovascolari.

L‘importanza di bere

Acqua, acqua, acqua: importantissimo è bere per mantenere il corretto apporto di liquidi anche in base agli stili di vita (sport, lavori di fatica), alle condizioni fisiche in cui ci si trova (gravidanza, allattamento, vecchiaia). Due litri al giorno per una persona sana che devono essere “rivisto” dal proprio medico in caso di problemi renali.

Non fumare: il fumo rallenta la circolazione del sangue nei reni: a un afflusso inferiore del sangue corrisponde una diminuita funzionalità renale, oltre ad aumentare del 50% il rischio di sviluppare un tumore del rene. 

Le misure d screening

Al corretto stile di vita si associano anche le misure di screening per intervenire tempestivamente nel caso si presentassero valori anomali: oltre agli esami del sangue e urinari, è consigliabile eseguire ogni anno un’ecografia dell’addome completo.

A maggior ragione se si rientra in una delle seguenti categorie:

  • diabete
  • ipertensione
  • obesità
  • familiarità di patologie renali

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