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Ortodonzia fissa
Ortodonzia fissa

La valutazione di problemi occlusali negli adolescenti è consigliabile quando quasi tutti i denti permanenti sono spuntati e sta per iniziare lo sviluppo fisico. È importante eseguire questa valutazione in presenza di malocclusioni, ovvero ingranaggio scorretto, dento-scheletriche, disallineamento, affollamento, spazi e ritardo nello sviluppo dei denti permanenti, può essere necessario a volte anche qualche estrazione.

Gli apparecchi fissi sono generalmente costituiti da bande, anellini metallici che abbracciano il dente e vengono ad esso cementati, ed attacchi (brackets) che vengono incollati direttamente sulla superficie vestibolare (cioè verso le labbra o le guance) o su quella linguale dei denti mediante resine adesive. Quest’ultimi possono essere metallici o estetici, confortevoli e di ultima generazione.
Le bande e gli attacchi di per sé non sono in grado di esercitare alcun movimento dentale, ma consentono l'applicazione degli archi, ovvero fili metallici che sono il vero motore del trattamento e vengono scelti e modellati di volta in volta dall'ortodontista. Gli archi generano forze ortodontiche idonee a provocare il movimento dei denti.

In alcune fasi della terapia si potrà rendere necessario l'utilizzo di mezzi ausiliari, come ad esempio gli elastici intraorali da agganciare in precisi punti dell'apparecchio fisso, la trazione extraorale, cioè il cosiddetto "baffo", la maschera di protrazione ecc..

Le terapie ortodontiche su tutti i denti permanenti hanno una durata variabile in funzione della gravità della malocclusione. Nella maggior parte dei casi la durata media di una terapia va dai 18 ai 24 mesi, mentre i casi più complessi possono richiedere fino a 36 mesi di cura.

Sempre più adulti richiedono un intervento ortodontico per migliorare il loro sorriso in preparazione dello spazio per l’esecuzione di un impianto o di una protesi, per risolvere affollamenti tardivi dei denti anteriori per problemi gengivali o per problemi scheletrici, in collaborazione con il chirurgo maxillo-facciale. All'inizio della terapia il paziente viene istruito sulle metodiche corrette per la pulizia dei denti in presenza dell’apparecchio: spazzolino, scovolino, coluttorio e filo interdentale per evitare il ristagno di cibo e placca con conseguente comparsa di macchie sullo smalto o infiammazione gengivale.

Va ridotta l'assunzione di cibi duri e appiccicosi, bevande troppo dolci, non bisogna addentare il cibo, mangiarsi le unghie e pellicine, succhiare il pollice, respirare con la bocca, mordere le labbra e spingere la lingua contro i denti. Un trattamento ortodontico ben fatto è sempre seguito da un periodo di contenzione, con l'obiettivo di favorire la stabilità a lungo termine della correzione. Tuttavia possono esserci, nel tempo, una volta interrotta la contenzione fissa o mobile anche in assenza dei denti del giudizio, recidive del trattamento. Spesso tali recidive sono di lieve entità, e comunque non influiscono sul risultato estetico-funzionale del trattamento. Qualche volta, invece, possono essere tali da richiedere piccoli interventi di riallineamento o di ottimizzazione occlusale.
I giorni successivi all'applicazione dell'apparecchio o alla sua attivazione il paziente può avvertire qualche fastidio. Si tratta di piccole irritazioni della mucosa che va a sfregare contro le parti sporgenti dell'apparecchio e di sensibilità dei denti. Consigliamo all'occorrenza l’assunzione di antidolorifici e l’utilizzo di cera per proteggere la parte dolente. Nel giro di pochi giorni tali fastidi andranno ad attenuarsi fino a scomparire.

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