Quando stress e forti emozioni colpiscono il cuore imitando i sintomi di un infarto: capiamo come riconoscere, diagnosticare e trattare la Sindrome di Takotsubo con il dott. Angelo Compare, psicologo CDI.

Dolore toracico improvviso, affaticamento, respiro corto: i sintomi ricordano quelli di un infarto acuto, anche l’elettrocardiogramma e gli esami del sangue possono mostrare alterazioni compatibili con un’ischemia cardiaca. Tuttavia, l’analisi delle coronarie non evidenzia ostruzioni. Questo quadro caratterizza la Sindrome di Takotsubo, una cardiomiopatia acuta transitoria nota anche come “sindrome del cuore spezzato”.
Descritta per la prima volta in Giappone agli inizi degli anni Novanta, la sindrome prende il nome da un vaso tradizionale giapponese per la pesca dei polpi (tako-tsubo), la cui forma ricorda quella assunta dal ventricolo sinistro del cuore durante la fase acuta della malattia.
Il CDI, in collaborazione con l’University College of London e alcuni ospedali italiani, ha condotto uno studio sul ruolo dei fattori psicologici nella Sindrome di Takotsubo. La ricerca ha mostrato che persone con difficoltà a gestire ed esprimere le emozioni (personalità di tipo D) sono più vulnerabili allo stress che può colpire il cuore, sottolineando quanto sia importante considerare anche l’aspetto psicologico nella prevenzione e nella gestione della sindrome.
Chi colpisce e cosa la scatena
La Sindrome di Takotsubo è una condizione relativamente rara: colpisce circa l’1-2% dei pazienti che arrivano in pronto soccorso per sospetto infarto e riguarda soprattutto le donne in età post-menopausale, che rappresentano circa il 90% dei casi.
Spesso insorge in seguito a situazioni di forte stress fisico o emotivo, come un lutto, uno spavento improvviso, traumi o gravi problemi di salute. Lo stress, infatti, può provocare una temporanea alterazione della capacità del cuore di contrarsi, alla base della sindrome.
Come viene riconosciuta
I sintomi sono molto simili a quelli di un infarto: dolore al petto, difficoltà respiratorie e debolezza. Per questo motivo, nelle fasi iniziali può essere difficile distinguere la Sindrome di Takotsubo da altre patologie cardiache acute.
Gli esami iniziali, come l’elettrocardiogramma, possono mostrare alterazioni tipiche dell’infarto, mentre gli esami del sangue possono evidenziare un aumento dei marker cardiaci. L’ecocardiogramma è fondamentale: nelle persone con Takotsubo alcune parti del ventricolo sinistro si muovono poco o per nulla, mentre altre lavorano più del normale. Per confermare la diagnosi ed escludere altre condizioni gravi, viene spesso eseguita una coronarografia, che mostra arterie generalmente libere da ostruzioni significative.
Recupero e cura
La Sindrome di Takotsubo ha solitamente un decorso favorevole: il rischio di complicanze gravi durante il ricovero è molto basso e la maggior parte dei pazienti recupera completamente la funzione cardiaca solitamente entro un mese. Le recidive sono rare: solo una piccola percentuale di pazienti può avere un nuovo episodio negli anni successivi. Uno degli aspetti distintivi della sindrome è proprio la temporaneità e reversibilità della disfunzione cardiaca, con un progressivo ritorno alla normalità.