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Gestione e prevenzione dei rischi da esposizione al freddo

Da EU-OSHA una guida all’integrazione dello stress termico nei modelli di sicurezza aziendale.

Secondo le più recenti indicazioni di EU-OSHA, il freddo va gestito come un rischio operativo “silenzioso” che compromette le funzioni fisiologiche e cognitive ben prima del congelamento. La ricerca scientifica evidenzia che la destrezza manuale diminuisce significativamente quando la temperatura cutanea scende sotto i 22 °C, diventa critica sotto i 15 °C e aumenta il rischio di gravi errori procedurali. Oltre ai settori all’aperto, il monitoraggio è fondamentale anche negli ambienti refrigerati dell’industria alimentare e farmaceutica.

Protocolli di valutazione e standard tecnici

La valutazione del rischio non può limitarsi alla fornitura di vestiario pesante, ma deve seguire gli standard ISO 15265:2004 e ISO 15743:2008 per quantificare lo stress termico in funzione di temperatura, vento (wind-chill) e umidità. È essenziale mappare le vulnerabilità individuali, proteggendo con protocolli mirati i lavoratori con patologie cardiovascolari, respiratorie o diabete, nonché anziani e donne. L’obiettivo finale è adottare misure tecniche e organizzative che rendano l’ambiente di lavoro sicuro e monitorabile.

Strumenti operativi e DPI

L’utilizzo dello strumento “OiRA Heat and Cold” guida le imprese nell’attuazione di programmi di acclimatazione e nella scelta di indumenti di protezione conformi alla EN 342. Oltre all’adozione del “buddy system” (lavoro a coppie o in microgruppi che si monitorano reciprocamente per individuare precocemente segnali di pericolo), l’abbigliamento deve seguire il principio dei tre strati: uno strato interno traspirante per allontanare l’umidità, uno intermedio isolante e uno esterno resistente a vento e pioggia. La formazione deve inoltre istruire i lavoratori a riconoscere i segnali precoci di ipotermia (temperatura corporea < 35 °C) e geloni.

Gestione ordinaria e monitoraggio

Operativamente, l’approccio integrato richiede l’allestimento di aree di recupero riscaldate e la garanzia di un’idratazione costante, con bevande calde non alcoliche. Il ciclo di prevenzione si completa con un aggiornamento dinamico del DVR, che integri l’indice di raffreddamento (wind-chill) come moltiplicatore del rischio, soprattutto in presenza di eventi climatici estremi, sempre più frequenti. Solo attraverso un monitoraggio costante, anche mediante dispositivi indossabili, è possibile garantire la conformità SSL (Salute e Sicurezza sul Lavoro) nel lungo periodo.

Cosa cambia in 5 punti

  • Riconoscimento del rischio “silenzioso”. Il freddo non è solo un disagio, ma un fattore che compromette le funzioni cognitive e la destrezza manuale ben prima del congelamento. Sotto i 15 °C di temperatura cutanea, il rischio di infortuni gravi aumenta a causa del rallentamento dei riflessi e della capacità decisionale.
  • Standardizzazione della valutazione (ISO). La valutazione dello stress termico deve andare oltre il semplice controllo con il termometro, adottando gli standard ISO 15265 e 15743. Queste norme permettono di quantificare l’impatto combinato di temperatura, umidità e wind-chill (effetto vento).
  • Mappatura delle vulnerabilità individuali. La prevenzione deve essere personalizzata: è necessario individuare i lavoratori con patologie cardiovascolari, respiratorie o diabete. Particolare attenzione va riservata ai lavoratori più anziani e alle donne, categorie statisticamente più esposte agli effetti del freddo.
  • Sistema DPI e “Buddy System”. La protezione non si basa su un unico capo pesante, ma sul principio dei tre strati (traspirante, isolante, protettivo) conforme alla norma EN 342. È previsto un monitoraggio reciproco strutturato tra colleghi per identificare tempestivamente segnali di ipotermia o geloni.
  • Logistica del recupero e monitoraggio dinamico. Le aziende dovrebbero garantire aree di recupero riscaldate e idratazione con bevande calde non alcoliche. Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) deve essere aggiornato dinamicamente per integrare l’indice di raffreddamento in caso di eventi climatici estremi.

Clicca qui per consultare l’articolo OSHwiki  sul lavoro al freddo (lingua inglese)

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