Nella Giornata Internazionale dell’Alopecia scopriamo le molteplici cause ai trattamenti più innovativi con il dott. Maurizio Cavallini, medico estetico e coordinatore della dermatochirurgia CDI.

Oltre agli aspetti clinici, la perdita dei capelli può avere un impatto significativo sul benessere psicologico e sulla qualità della vita. Se negli uomini la calvizie è spesso percepita come un fenomeno legato all’età, nelle donne rappresenta frequentemente una fonte di forte disagio, poiché i capelli sono tradizionalmente associati all’identità.
Perdere alcuni capelli ogni giorno è un fenomeno del tutto fisiologico. Quando però la caduta diventa improvvisa, abbondante o si accompagna a un progressivo diradamento, è importante non sottovalutare il problema e rivolgersi a uno specialista. L’alopecia, infatti, è una condizione molto comune che può avere cause diverse e che, se diagnosticata precocemente, in molti casi può essere trattata con successo.
Che cos’è l’alopecia?
Con il termine alopecia si indica una riduzione della quantità o dello spessore dei capelli dovuta a un’alterazione del normale ciclo di crescita del follicolo pilifero. La condizione può manifestarsi in modo graduale, con un progressivo assottigliamento dei capelli, oppure comparire improvvisamente con la formazione di chiazze prive di capelli. In alcuni casi può interessare anche sopracciglia, ciglia, barba e altri peli del corpo.
Uno degli aspetti più caratteristici dell’alopecia è la miniaturizzazione del capello: il follicolo produce capelli sempre più sottili, fragili e corti, fino a interrompere completamente la loro crescita.
Dal punto di vista clinico si distinguono due grandi categorie:
- alopecie non cicatriziali, nelle quali il follicolo rimane vitale e la ricrescita dei capelli è generalmente possibile;
- alopecie cicatriziali, caratterizzate dalla distruzione permanente del follicolo pilifero e quindi da una perdita irreversibile.
Le cause della perdita dei capelli
L’alopecia non ha un’unica causa, nella maggior parte dei casi è il risultato dell’interazione di più fattori. Tra le cause più frequenti vi sono la predisposizione genetica e gli squilibri ormonali, in particolare quelli che coinvolgono gli androgeni o la funzionalità della tiroide, oppure nel caso di una gravidanza. Anche alcune carenze nutrizionali, come la mancanza di ferro, vitamina D, zinco o proteine, possono compromettere la salute del capello.
La caduta può inoltre essere favorita da periodi di intenso stress fisico o psicologico, interventi chirurgici, malattie sistemiche, diete particolarmente restrittive o dall’assunzione di alcuni farmaci, come chemioterapici, anticoagulanti, antidepressivi e beta-bloccanti.
Per questo motivo è importante evitare il “fai da te”: identificare la causa dell’alopecia rappresenta il primo passo per scegliere il trattamento più appropriato.
Alopecia areata
L’alopecia areata è una malattia autoimmune nella quale il sistema immunitario attacca erroneamente i follicoli piliferi, determinando la comparsa improvvisa di una o più chiazze completamente prive di capelli.
Può manifestarsi a qualsiasi età, anche durante l’infanzia e l’adolescenza, e colpisce uomini e donne con la stessa frequenza. In alcuni casi interessa anche barba, sopracciglia e ciglia e, nelle forme più estese, può coinvolgere tutto il cuoio capelluto o l’intera superficie corporea.
Le cause non sono ancora completamente chiarite. È nota una predisposizione genetica e l’associazione con altre malattie autoimmuni, come tiroiditi, vitiligine e celiachia. Eventi anche particolarmente stressanti possono rappresentare un fattore scatenante, pur non essendo la causa diretta della malattia.
L’evoluzione è imprevedibile: alcune persone sperimentano una ricrescita spontanea, mentre altre necessitano di trattamenti specifici e di un monitoraggio nel tempo.
Quando è opportuno rivolgersi al dermatologo
È normale perdere ogni giorno circa 60-80 capelli, quando però la caduta aumenta sensibilmente, compaiono aree di diradamento, i capelli diventano progressivamente più sottili oppure si formano chiazze glabre, è consigliabile richiedere una valutazione medica.
Una diagnosi precoce permette, infatti, di distinguere le diverse forme di alopecia e di intervenire prima che il danno ai follicoli diventi irreversibile.
La visita specialistica inizia con un’attenta raccolta della storia clinica del paziente, valutando familiarità, patologie, terapie farmacologiche, alimentazione ed eventuali eventi stressanti. Segue l’esame del cuoio capelluto mediante tricoscopia, una tecnica non invasiva che, tramite l’osservazione dei capelli grazie a particolari telecamere digitali, consente di evidenziare immediatamente l’assottigliamento e la miniaturizzazione del capello.
Le terapie disponibili
Il trattamento dell’alopecia varia in base alla diagnosi e alle caratteristiche del singolo paziente. Non esiste una terapia valida per tutti, ma oggi sono disponibili numerose opzioni in grado di rallentare la progressione della malattia e, in molti casi, favorire la ricrescita dei capelli.
Negli ultimi anni si sono inoltre diffuse terapie di medicina rigenerativa, tra cui il plasma ricco di piastrine (PRP). Il trattamento prevede il prelievo di una piccola quantità di sangue del paziente, dalla quale viene isolato il plasma ricco di fattori di crescita. Questo viene successivamente infiltrato nel cuoio capelluto con l’obiettivo di stimolare l’attività dei follicoli e migliorare la qualità dei capelli ancora presenti.
Esiste un trattamento mirato studiato per contrastare il diradamento dei capelli e migliorarne l’aspetto, la forza e la densità. Grazie all’impiego di peptidi biomimetici, favorisce il rinforzo dei follicoli piliferi, stimola la naturale ricrescita e contribuisce a rendere la chioma più folta e resistente. È particolarmente indicato per chi presenta capelli fragili, perdita di volume o diradamento e può essere utilizzato anche nelle fasi iniziali dell’alopecia, con l’obiettivo di rallentarne la progressione. Il trattamento è minimamente invasivo e prevede l’esecuzione di microiniezioni nelle aree del cuoio capelluto maggiormente interessate dal diradamento.
In pazienti selezionati possono essere impiegati anche altri trattamenti rigenerativi a base di polinucleotidi e oligopeptidi, sostanze che contribuiscono a nutrire e rivitalizzare il capello, sostenendone il metabolismo e contrastando il progressivo indebolimento dovuto alla riduzione dell’apporto di nutrienti.
In alcuni casi selezionati e avanzati è possibile intervenire con un autotrapianto di capelli. La procedura prevede il microprelievo di unità follicolari dalla regione occipitale posteriore, che vengono successivamente reimpiantate nelle aree diradate o prive di capelli, consentendo di ottenere un risultato correttivo permanente.
Intervenire precocemente fa la differenza
L’alopecia non è soltanto un problema estetico, ma una condizione medica che merita una valutazione specialistica. Individuare precocemente la causa della caduta dei capelli consente, nella maggior parte dei casi, di impostare un trattamento mirato e di rallentare o arrestare la progressione della malattia.
Per questo motivo, in presenza di una perdita abbondante, improvvisa o persistente dei capelli, il consiglio è di non attendere che il diradamento diventi evidente, ma di rivolgersi tempestivamente a un dermatologo esperto in tricologia.