Lo scompenso cardiaco è una patologia cronica in cui il cuore fatica a pompare sangue in modo adeguato, causando sintomi come stanchezza, fiato corto e gonfiore. Impariamo a riconoscere i segnali e ad intervenire tempestivamente con il dott. Alberto Diano, cardiologo CDI.

Il cuore può essere immaginato come il motore di un’automobile. Lavora continuamente per pompare il sangue nelle arterie, portando ossigeno e nutrienti ad ogni singola cellula del corpo. Nello scompenso cardiaco, questo motore fatica a spingere il sangue con la forza necessaria.
In questa patologia, il cuore non ha smette di battere, ma diventa sempre meno efficace.
Che cos’è lo scompenso cardiaco?
Nello scompenso cardiaco, il muscolo del cuore diventa troppo debole per pompare il sangue (scompenso a funzione ridotta) o troppo rigido per riuscire a riempirsi (scompenso a funzione preservata). In entrambi i casi, le conseguenze principali sono due:
- meno sangue agli organi: i muscoli e i tessuti ricevono meno ossigeno e nutrimento, facendoci sentire stanchi;
- ristagno di liquidi: i liquidi si accumulano nei polmoni e nelle gambe, causando mancanza di fiato e gonfiore alle caviglie.
Quali sono i sintomi principali?
Spesso i sintomi dello scompenso vengono confusi con la normale stanchezza legata all’età, all’obesità o allo scarso allenamento. È invece fondamentale prestare attenzione a questi segnali:
- mancanza di fiato: fiato corto anche per sforzi lievi (come fare una rampa di scale) o mentre si è sdraiati a letto (spesso si sente il bisogno di usare più cuscini quando si dorme);
- gonfiore: piedi, caviglie e gambe si gonfiano, soprattutto a fine giornata;
- stanchezza: senso di spossatezza costante, anche senza aver fatto sforzi fisici rilevanti.
Quali sono le cause?
Lo scompenso cardiaco è causato da altri problemi al cuore, non curati o trascurati nel tempo. Le cause più comuni includono:
- infarto del miocardio: dopo un infarto, una parte del muscolo cardiaco viene danneggiata e sostituita da tessuto cicatriziale (che non può più contrarsi);
- ipertensione arteriosa: la pressione alta costringe il cuore a pompare il sangue contro pressioni elevate e alla lunga perde forza;
- problemi alle valvole: l’insufficienza (cioè la chiusura incompleta) o la stenosi (cioè il restringimento) delle valvole può alterare i flussi e le pressioni del cuore, riducendone la funzione e dilatandolo;
- cardiomiopatie: malattie genetiche, infiammatorie o di causa ignota che danneggiano direttamente il muscolo cardiaco;
- aritmie: molte aritmie, come la fibrillazione atriale o moltissime extrasistoli, possono danneggiare il cuore facendolo contrarre in modo irregolare e molto velocemente.
Come si diagnostica?
Il primo passo da fare per diagnosticare lo scompenso cardiaco è la visita cardiologica con elettrocardiogramma (ECG), dove il Cardiologo indaga i sintomi, vede se ci sono alterazioni elettriche del cuore nell’ECG e cerca segni di accumulo di liquidi nei polmoni e nelle gambe.
L’altro esame fondamentale è l’ecocardiografia colorDoppler, che permette di vedere il funzionamento e le dimensioni del cuore e di valutare se le valvole si chiudono correttamente.
Inoltre, con un esame del sangue, si possono dosare i peptidi natriuretici (NT-proBNP o BNP): queste sostanze aumentano in caso di scompenso cardiaco.
Anche la radiografia del torace è molto utile per vedere se c’è versamento di liquidi nei polmoni.
In alcuni casi, può essere necessaria una Risonanza Magnetica Cardiaca per analizzare la struttura del tessuto cardiaco o una TAC coronarica per verificare che non ci siano restringimenti delle coronarie.
Come si cura?
Iniziare subito la terapia medica è fondamentaleper migliorare o rallentare lo scompenso cardiaco. In particolare, i beta bloccanti, gli ACE-inibitori (o farmaci simili) e i diuretici possono ridurre i sintomi e proteggere il cuore.
Naturalmente anche lo stile di vita è fondamentale:
- Meno sale, meno liquidi: Ridurre il sale aiuta a non trattenere liquidi
- Controllare il peso: un aumento di peso improvviso (es. 2 kg in due giorni) spesso non è grasso, ma liquidi accumulati
- Attività fisica moderata
- Evitare fumo e alcol
Lo scompenso cardiaco è una condizione cronica, che in alcuni casi può ridurre molto la qualità di vita e peggiorare nel tempo. Se riconosciuto precocemente e gestito insieme al cardiologo, è possibile proteggere il cuore con la giusta terapia ed ridurre il rischio di progressione della malattia. Non trascurare i segnali del proprio cuore è il primo passo per prendersene cura!
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