Sintomi, diagnosi e strategie quotidiane per aiutare i bambini allergici a crescere sereni con la dott.ssa Elena Piacentini, allergologa pediatrica CDI.

Le allergie nei bambini sono sempre più diffuse e rappresentano una delle principali cause di consulto pediatrico. Non si tratta solo di disturbi stagionali, ma di vere e proprie condizioni del sistema immunitario che possono influire sulla qualità di vita del bambino e della famiglia. Secondo i dati raccolti da ISSalute, le allergie sono in aumento da oltre mezzo secolo nei paesi industrializzati. Nel mondo, infatti, la sensibilizzazione a uno o più allergeni tra i bambini si avvicina al 40-50 % con una prevalenza e aumento di malattie allergiche respiratorie.[1]
Le allergie pediatriche sono molto comuni: in Italia si stimano circa 2 milioni di bambini sotto i 14 anni con almeno una forma allergica. Conoscere come si manifestano, quando compaiono e come affrontarle è fondamentale per gestirle in modo corretto.
Che cos’è un’allergia
L’allergia è una risposta “alterata” del sistema immunitario verso sostanze normalmente innocue, chiamate allergeni. Nei bambini predisposti, il contatto con queste sostanze induce la produzione di anticorpi specifici, le immunoglobuline E (IgE), che scatenano la reazione allergica.
Gli allergeni possono essere di diversa natura:
- Respiratori: pollini, acari della polvere, muffe, pelo di animali.
- Alimentari: latte, uova, arachidi, frutta secca, pesce.
- Farmaci: antibiotici e antinfiammatori.
- Veleni di insetti: api, vespe, calabroni.
- Da contatto: metalli, profumi, gomma.
Le allergie possono manifestarsi a qualsiasi età, anche nei primi mesi di vita. Nel primo anno sono più frequenti le allergie alimentari e le dermatiti, con la crescita aumentano le allergie respiratorie. Tuttavia, la predisposizione da sola non basta: è necessario il contatto con l’allergene per sviluppare la malattia.
Le principali allergie nei bambini
Le allergie si distinguono in base al tipo di allergene e all’organo coinvolto.
- Allergie respiratorie:rinite allergica (starnuti, naso che cola, prurito); congiuntivite (occhi rossi e lacrimazione); asma (tosse, respiro sibilante).
- Allergie cutanee: dermatite atopica (eczema);orticaria (pomfi pruriginosi);dermatite da contatto.
- Allergie alimentari: colpiscono soprattutto nei primi anni di vita e spesso migliorano spontaneamente entro i 6 anni. Gli alimenti più coinvolti sono latte, uova, arachidi e frutta a guscio.
- Altre allergie: farmaci e punture di insetti.
I sintomi: come riconoscerle
I sintomi variano a seconda dell’organo coinvolto:
- Respiratori: tosse persistente, starnuti, naso chiuso, respiro sibilante;
- Cutanei: prurito, eczema, orticaria, gonfiore;
- Oculari: lacrimazione, arrossamento, prurito;
- Gastrointestinali: vomito, diarrea, dolori addominali.
Un elemento molto importante per riconoscere un’allergia è la ricorrenza dei sintomi. È utile osservare se i disturbi compaiono sempre dopo aver assunto un determinato alimento, se si presentano in specifici periodi dell’anno (come durante la stagione primaverile) oppure se si manifestano in particolari ambienti, ad esempio in presenza di polvere o animali domestici. Questi indizi possono aiutare a individuare la causa e orientare la diagnosi.
La diagnosi
La diagnosi si basa innanzitutto sulla storia clinica del bambino, fondamentale per individuare i possibili allergeni. Gli esami più utilizzati sono:
- Prick test: il test cutaneo più comune, si esegue applicando piccole quantità di allergeni sulla pelle e pungendo leggermente la superficie. Il risultato si legge dopo circa 15–20 minuti.
- Patch test: utilizzato per le allergie da contatto, prevede l’applicazione di cerotti con allergeni sulla pelle per 48–96 ore.
- Esami del sangue (IgE): misurano la presenza di anticorpi IgE specifici per determinati allergeni.
- Inoltre attraverso prelievi ematici si possono ora eseguire test molecolari per allergie, come ALEX2 e ISAC, rappresentano la diagnosi avanzata che analizza le IgE specifiche verso singole proteine allergeniche, permettendo di distinguere tra sensibilizzazioni reali e reattività crociata.
In casi selezionati, possono essere effettuati anche test di provocazione orale per le allergie alimentari.
Le cause e perché le allergie sono in aumento
Negli ultimi anni si è osservato un aumento significativo delle allergie in età pediatrica, soprattutto nei Paesi industrializzati. Le cause non sono ancora completamente definite, ma è ormai chiaro che si tratta del risultato di una combinazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali. Tra questi ultimi, giocano un ruolo importante l’inquinamento atmosferico, l’esposizione al fumo passivo, un’alimentazione non equilibrata e gli stili di vita sempre più stressanti. Anche le condizioni abitative e l’ambiente urbano possono favorire il contatto con allergeni come polveri e acari.
Come parlarne con i bambini
Parlare di allergia con un bambino nel modo giusto aiuta a ridurre ansie e paure, favorendo una maggiore consapevolezza e collaborazione. È importante spiegare la sua condizione con parole semplici, adatte all’età, senza creare allarmismi, ma senza nemmeno minimizzare. Coinvolgerlo nella gestione quotidiana, ad esempio insegnandogli cosa può o non può mangiare o come riconoscere eventuali sintomi, lo rende più autonomo e sicuro. Altrettanto fondamentale è condividere le informazioni con le persone che si prendono cura del bambino, come insegnanti, familiari o allenatori, così da garantire un ambiente protetto e preparato.
Quando rivolgersi allo specialista
È consigliabile consultare uno specialista in allergologia pediatrica quando i sintomi sono ricorrenti o persistenti e possono interferire con la vita quotidiana oppure compaiono reazioni importanti. Una diagnosi precoce permette di impostare un percorso sicuro ed efficace.
Le allergie pediatriche sono condizioni comuni, ma gestibili: riconoscerle precocemente, affidarsi a specialisti e adottare comportamenti corretti consente ai bambini di crescere in salute e serenità. Con le giuste attenzioni e un adeguato supporto medico, un bambino allergico può fare sport, viaggiare, partecipare alle attività con i coetanei.
[1] https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/allergia