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Colesterolo e statine: sfatiamo i falsi miti

Le statine sono tra i farmaci più efficaci per prevenire infarto e ictus, ma sono ancora circondate da molti pregiudizi. Facciamo chiarezza nella Giornata Mondiale per il Cuore tra evidenze scientifiche e fake news con il dott. Alberto Diano, cardiologo CDI.

Quando nel mio ambulatorio compilo una ricetta e scrivo la parola “statina“, vedo spesso lo sguardo dei miei pazienti incupirsi. I più coraggiosi solitamente ribattono: “Dottore, ma è sicuro che devo prendere le statine? Ho letto su internet che fanno male ai muscoli e che se le inizio le devo prendere a vita!”. In questi casi, faccio un profondo sospiro, e mi preparo a fugare ogni dubbio.

È una reazione assolutamente normale. La cattiva fama delle statine sul web e il passaparola tra amici e parenti generano spesso allarmismi, che rischiano di allontanare molte persone da una terapia molto efficace ed importante.

Per questo, oggi voglio parlarvi di questo argomento, separando le evidenze scientifiche dai falsi miti che affollano la rete, con buona pace del Dottor Google e di ChatGPT.

Il colesterolo “cattivo”, un nemico silenzioso.

Per capire l’utilità delle statine, dobbiamo prima inquadrare il loro bersaglio: il colesterolo LDL, detto comunemente “cattivo“.

Il colesterolo è un grasso essenziale per le nostre cellule e non è dannoso di per sé. Il problema nasce quando i livelli di LDL nel sangue sono troppo alti. Questo grasso in eccesso inizia a depositarsi silenziosamente sulle pareti delle nostre arterie, formando con il tempo delle vere e proprie “placche”. Queste placche si possono vedere facilmente nelle carotidi con l’ecocolorDoppler dei tronchi sovraortici (TSA), ma sono presenti in tutte le arterie del corpo, comprese le coronarie e le arterie cerebrali. Negli anni, queste placche restringono i vasi sanguigni e li irrigidiscono. È un processo lento e che non dà alcun sintomo, ma se una di queste placche si rompe o ostruisce il vaso, il flusso del sangue si blocca, causando un infarto o un ictus.

Per questo obiettare: “Ma io il colesterolo ce l’ho alto da sempre, è di famiglia”, non è un’attenuante, anzi!

Cosa sono le statine e come “ripuliscono” le vostre arterie

Le statine sono un farmaco molto efficace e studiato, che noi cardiologi usiamo come prima scelta per abbassare il colesterolo LDL. Non abbiamo alcun interesse personale a prescriverlo e non ci sono misteriose lobby delle statine che ci coprono d’oro, semplicemente funzionano molto bene.

Immaginate il vostro fegato come la fabbrica del colesterolo del vostro corpo. Le statine entrano in questa fabbrica e ne rallentano la produzione, bloccando un enzima. Poiché l’organismo ha comunque bisogno di colesterolo, è costretto a recuperarlo direttamente dal sangue e quindi dalle pareti delle arterie. Questo meccanismo permette di “ripulire” le vostre arterie dall’eccesso di LDL e bloccare la crescita delle placche, che a volte si possono addirittura ridurre.

Sfatiamo i falsi miti

La disinformazione è il peggior nemico della salute. Ecco le due paure più grandi che affronto quotidianamente con i miei pazienti.

Mito 1: le statine fanno male ai muscoli

È vero, il foglietto illustrativo riporta i dolori muscolari (mialgia) tra i possibili effetti indesiderati. Bisogna considerare però che questo è un problema che riguarda meno di una persona su 10 e i danni muscolari veri e propri sono estremamente rari e vengono comunque sempre monitorati con gli esami del sangue, che noi cardiologi richiediamo dopo alcuni mesi (CPK).

Quello che la scienza ha dimostrato in modo inequivocabile, e che cerco sempre di spiegare, è il cosiddetto “effetto nocebo“. Quando iniziamo un farmaco convinti che ci farà venire i crampi, il nostro cervello alza l’allerta. Risultato: iniziamo ad attribuire alle statine i normali acciacchi dovuti all’età, a una camminata un po’ troppo lunga o a una postura scorretta. Molti studi recenti hanno provato che la maggior parte di questi dolori si verifica anche somministrando pillole “finte” (placebo).

I benefici di questi farmaci nel prevenire eventi cardiovascolari gravi superano di gran lunga i potenziali, e rari, fastidi.

Mito 2: la statine una volta iniziate vanno prese a vita

Le statine non creano alcuna dipendenza e non si firma un contratto dove ci si impegna ad assumerle per sempre. Le statine vanno prese “a vita” semplicemente perché la tendenza a produrre troppo colesterolo è una condizione cronica, esattamente come l’ipertensione.

Pensate agli occhiali da vista: non li indossiamo perché ne siamo “dipendenti”, ma semplicemente perché senza non vediamo bene. Se decidete di sospendere le statine, il fegato riprenderà a produrre troppo colesterolo e tornerete alla situazione di prima.

Se invece l’eccesso di colesterolo era dovuto a cause eliminabili (ad esempio, una dieta ricca di grassi o una vita sedentaria), nulla vieta di provare a sospenderle e vedere se i valori rimangono nella norma, dopo aver modificato il vostro stile di vita. In questo caso, la statina servirà a tenere sotto controllo il colesterolo nel periodo che vi servirà per tornare in forma.

Mai fare da soli

È importante non interrompere la terapia di vostra iniziativa e rassegnarsi a convivere con il colesterolo alto. In caso di fastidi dovuti alla statina o dubbi personali, consultate il vostro Cardiologo di fiducia. Esistono infatti molte alternative terapeutiche (ad esempio, l’ezetimibe, l’acido bempedoico o farmaci iniettivi) che riducono i livelli di colesterolo.

Il vostro Cardiologo saprà impostare la terapia giusta per voi, l’importante è parlarsi, non avere paura di “sentirsi malati” solo perché si sta prendendo un farmaco e non negare il problema. Date una possibilità alle statine, il vostro cuore vi ringrazierà!

Bibliografia

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