Scoliosi e cifosi nell’età della crescita: come riconoscere i segnali, quando rivolgersi allo specialista e quali sono le principali possibilità di trattamento con il dott. Massimo Casati e il dott. Marco Moscati, ortopedici CDI.

Scoliosi e cifosi sono tra le principali deformità della colonna vertebrale che possono manifestarsi durante l’infanzia e, soprattutto, nel periodo dell’adolescenza. Riconoscere precocemente eventuali alterazioni della colonna è importante per poterle monitorare nel tempo e, quando necessario, intervenire con trattamenti mirati.
Non tutte le alterazioni della postura, tuttavia, corrispondono a una vera problematica della colonna. È quindi fondamentale distinguere i semplici atteggiamenti posturali dalle condizioni strutturate, che richiedono una valutazione specialistica.
Che cos’è la scoliosi
La scoliosi è una deformità tridimensionale della colonna vertebrale caratterizzata da una curvatura laterale associata alla rotazione delle vertebre. Vista posteriormente, la colonna può assumere un andamento simile a una “S” o a una “C”, anziché mantenere il normale allineamento.
Può comparire a diverse età, in età pediatrica si distinguono, in particolare:
- la scoliosi infantile, diagnosticata entro i 3 anni;
- la scoliosi giovanile tra i 3 e i 9 anni;
- la scoliosi adolescenziale, tra i 10 e i 18 anni.
Si parla inoltre di scoliosi a esordio precoce (Early-Onset Scoliosis) quando la deformità compare prima dei 10 anni.
Nella maggior parte dei casi la causa non è conosciuta: si parla quindi di scoliosi idiopatica. In una minoranza di pazienti la scoliosi può essere associata a malformazioni congenite, condizioni neurologiche o neuromuscolari, malattie metaboliche o sindromiche. Anche la familiarità può avere un ruolo, suggerendo una componente genetica.
La scoliosi non è, invece, causata dalle posture scorrette o dal peso dello zaino scolastico: posture mantenute a lungo e carichi eccessivi possono contribuire a provocare affaticamento o dolore alla schiena, ma non sono la causa della scoliosi strutturale.
Scoliosi e atteggiamento scoliotico: una distinzione importante
È frequente utilizzare il termine “scoliosi” per indicare qualsiasi asimmetria della schiena. In realtà, è importante distinguere la scoliosi vera e propria dagli atteggiamenti scoliotici, perché anche il percorso diagnostico e terapeutico è diverso.
L’atteggiamento scoliotico è un’alterazione funzionale della postura: la colonna non presenta necessariamente una deformità strutturale e l’alterazione può essere legata, per esempio, a squilibri muscolari, posture mantenute a lungo o a una diversa lunghezza degli arti inferiori. La scoliosi, invece, è una deformità anatomica della colonna, associata alla rotazione vertebrale.
Come riconoscere la scoliosi
Nelle fasi iniziali la scoliosi è spesso asintomatica e può quindi non essere immediatamente riconosciuta. Per questo i controlli periodici durante l’età della crescita sono particolarmente importanti.
Alcuni segnali possono attirare l’attenzione dei genitori o del pediatra:
- una spalla più alta dell’altra;
- un’alterazione dell’allineamento del bacino;
- un’asimmetria del tronco;
- una maggiore sporgenza di una scapola;
- un’asimmetria della schiena quando il bambino si piega in avanti;
- una maggiore evidenza di una parte del dorso.
La presenza di uno di questi segni non significa necessariamente che il bambino abbia una scoliosi, ma rappresenta un motivo per sottoporlo a una valutazione medica.
La diagnosi
La diagnosi inizia con l’esame clinico, durante il quale il medico valuta l’atteggiamento della colonna, la simmetria del tronco e la mobilità. Un semplice test consiste nel chiedere al bambino di flettersi in avanti: questa posizione permette di evidenziare più facilmente eventuali asimmetrie e la rotazione del tronco.
Quando indicato, la valutazione viene completata con una radiografia della colonna vertebrale. L’esame consente di misurare l’entità della curvatura attraverso l’angolo di Cobb, un parametro utilizzato per quantificare la deformità e seguirne l’evoluzione.
Nelle scoliosi a esordio precoce, soprattutto quando la deformità è significativa, il medico può ritenere necessaria anche una risonanza magnetica per escludere eventuali anomalie associate del midollo spinale.
Come si cura la scoliosi
Il trattamento viene stabilito sulla base di diversi fattori, tra cui l’età del bambino, il grado e la sede della curva, il potenziale di crescita e l’eventuale progressione della deformità.
Nei casi lievi può essere sufficiente un monitoraggio clinico e radiografico periodico, per verificare che la curva rimanga stabile durante la crescita. In situazioni selezionate possono essere indicati esercizi fisioterapici specifici.
Quando il rischio di progressione è maggiore, soprattutto nei bambini ancora in crescita, può essere prescritto un corsetto ortopedico, con l’obiettivo di contenere l’evoluzione della curva.
Nei casi più gravi o progressivi, quando il trattamento conservativo non è sufficiente, può essere indicato il trattamento chirurgico. L’intervento ha l’obiettivo di correggere e stabilizzare la deformità attraverso sistemi di strumentazione vertebrale e, quando indicato, la fusione dei segmenti interessati.
La cifosi: quando la curvatura è eccessiva
La colonna vertebrale, osservata di profilo, presenta normalmente alcune curvature fisiologiche. A livello toracico è presente una curvatura rivolta anteriormente, chiamata cifosi, che contribuisce, insieme alle curvature cervicali e lombari, a mantenere l’equilibrio del corpo nella posizione eretta.
Quando la curvatura toracica supera i valori fisiologici si parla di ipercifosi, comunemente definita “dorso curvo”. Anche in questo caso è importante distinguere una semplice alterazione posturale da una deformità strutturata della colonna.
Cifosi flessibile e cifosi strutturale
Nella cifosi flessibile la colonna può essere raddrizzata volontariamente o durante l’esame clinico. Le vertebre sono normali e l’alterazione è prevalentemente posturale. È una condizione frequente nell’adolescenza, che può essere favorita da abitudini posturali non corrette. In questi casi possono essere utili esercizi specifici di fisioterapia e di rinforzo della muscolatura, associati a un’educazione alla corretta postura e a una regolare attività fisica.
La cifosi strutturale, invece, è una vera deformità della colonna: la curvatura non può essere completamente corretta modificando la postura e può essere associata ad alterazioni della forma delle vertebre.
La malattia di Scheuermann
Tra le principali cause di cifosi strutturale in età adolescenziale vi è la malattia di Scheuermann, una condizione legata a un’alterazione della crescita delle vertebre toraciche.
Le vertebre, anziché avere una forma regolare, possono assumere una caratteristica conformazione “a cuneo”, determinando un aumento della cifosi. La condizione compare generalmente durante l’adolescenza e può manifestarsi con un dorso curvo rigido, dolore alla schiena e limitazione dei movimenti.
La diagnosi viene effettuata attraverso la valutazione clinica e, quando indicato, mediante radiografia della colonna. In casi selezionati possono essere necessari ulteriori esami, come la risonanza magnetica o la tomografia computerizzata, per approfondire le caratteristiche della deformità.
Come si cura l’ipercifosi
Anche per la cifosi il trattamento dipende dalla causa, dall’entità della deformità, dall’età e dal grado di crescita residua.
Le forme posturali e le ipercifosi lievi possono essere trattate attraverso:
- fisioterapia ed esercizi specifici;
- rinforzo della muscolatura del tronco;
- rieducazione posturale;
- regolare attività fisica, adeguata all’età e alle condizioni del bambino.
Nelle forme strutturate e più significative può essere indicato l’utilizzo di un corsetto ortopedico, in particolare durante la crescita, con l’obiettivo di contenere la progressione della deformità.
Solo nei casi più gravi e progressivi, quando il trattamento conservativo non è sufficiente, può essere presa in considerazione la chirurgia. L’intervento può prevedere la correzione della curvatura mediante sistemi di strumentazione vertebrale e la successiva fusione ossea dei segmenti interessati.
Quando rivolgersi allo specialista
Un bambino o un adolescente dovrebbe essere sottoposto a valutazione medica quando vengono osservate modificazioni persistenti dell’aspetto della schiena, asimmetrie del tronco o delle spalle, una curvatura evidente o un dorso curvo che non si corregge modificando la posizione. Anche la comparsa di dolore persistente, rigidità o limitazioni nei movimenti merita un approfondimento.
La valutazione del pediatra rappresenta spesso il primo passaggio: sulla base dei segni osservati, il bambino può essere indirizzato all’ortopedico pediatrico o al fisiatra e, quando necessario, agli esami diagnostici più appropriati.
L’importanza della diagnosi precoce
Durante l’infanzia e l’adolescenza la colonna vertebrale è ancora in crescita. Per questo alcune deformità possono modificarsi rapidamente, soprattutto nelle fasi di maggiore sviluppo. La diagnosi precoce consente di distinguere le alterazioni posturali dalle vere deformità della colonna, monitorarne l’evoluzione e, quando necessario, intervenire tempestivamente con il trattamento più appropriato.
L’obiettivo dell’ortopedia pediatrica non è soltanto correggere la deformità, ma accompagnare la crescita del bambino preservando, per quanto possibile, la funzionalità della colonna, lo sviluppo del torace e la qualità di vita.