La Relazione annuale ISIN 2026, presentata il 7 luglio 2026, documenta l’avanzamento della raccolta nazionale delle misurazioni di Radon e dei dati relativi ai materiali contenenti radionuclidi di origine naturale. Il sistema nazionale comprende quasi centoventimila misurazioni della concentrazione media annuale di Radon e registra anche relazioni tecniche su centinaia di impianti. Per le aziende, il quadro richiama l’importanza della qualità del dato, della trasmissione delle misure, della verifica successiva agli interventi di risanamento e del raccordo tra valutazioni radiologiche, documentazione dei luoghi di lavoro e organizzazione della prevenzione.

La Relazione ISIN 2026 e la raccolta nazionale dei dati
La Relazione dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione descrive le attività svolte nel 2025 e lo sviluppo del Sistema informativo nazionale sulla radioattività (SINRAD). La sezione dedicata al Radon raccoglie circa 119.916 misurazioni della concentrazione media annuale; approssimativamente il 10% dei risultati supera il livello di 300 Bq/m³.
Il dato aggregato non sostituisce la valutazione del singolo luogo di lavoro, ma mostra la dimensione della base informativa nazionale e la rilevanza della tracciabilità. ISIN segnala l’acquisizione sistematica delle misure effettuate nei luoghi di lavoro attraverso i servizi di dosimetria, con l’obiettivo di costruire una raccolta nazionale organica e di conoscere meglio distribuzione e caratteristiche delle esposizioni.
Il sistema comprende anche le misurazioni eseguite dopo gli interventi di risanamento. Questo passaggio è essenziale perché consente di verificare se le azioni adottate abbiano effettivamente ridotto la concentrazione e se il risultato sia stabile rispetto alle condizioni di utilizzo dell’edificio.
Radon nei luoghi di lavoro: misurare, registrare e verificare
La misura del Radon richiede un periodo rappresentativo, dispositivi e metodi coerenti con il quadro tecnico e una relazione che renda leggibili luogo, durata, punti di posizionamento e condizioni di utilizzo degli ambienti. Il valore finale deve poter essere ricondotto alle aree effettivamente occupate e alle modalità con cui i lavoratori vi accedono.
Quando emerge la necessità di intervenire, la sequenza prevenzionistica non termina con la prima relazione. L’organizzazione deve documentare la scelta delle misure di risanamento, la loro realizzazione e la misurazione di verifica successiva, conservando il collegamento tra risultato iniziale, intervento e dato finale.
La tracciabilità è utile anche quando cambiano destinazione d’uso, ventilazione, compartimentazioni o tempi di permanenza. Planimetrie, elenco dei locali, rapporti di prova e decisioni organizzative devono essere aggiornati in modo coordinato, così da evitare che un risultato valido per una precedente configurazione venga utilizzato senza riesame.
Materiali NORM: caratterizzazione radiologica e valutazione di dose
Con l’acronimo NORM si indicano i materiali contenenti radionuclidi di origine naturale che, in determinati processi industriali, possono concentrare la radioattività presente nelle materie prime. Il D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 individua settori e attività per i quali devono essere considerate caratterizzazione radiologica, gestione dei materiali e protezione dei lavoratori e della popolazione.
Nel 2025 sono state trasmesse relazioni tecniche riferite a 111 esercenti e 379 impianti. I documenti comprendono misure di caratterizzazione radiologica delle matrici e, quando necessarie, valutazioni di dose. La sezione NORM di SINRAD è divenuta pienamente operativa e raccoglie anche dati sulle concentrazioni di attività in materiali, residui ed effluenti.
Per le imprese interessate, la qualità della relazione dipende dalla ricostruzione del processo. Materie prime, prodotti, sottoprodotti, residui, depositi e scarichi devono essere collegati alle fasi nelle quali possono verificarsi accumulo, dispersione o esposizione. Le misure acquistano significato solo se sono accompagnate da una descrizione tecnica verificabile delle condizioni operative.
Qualità del dato e raccordo con la documentazione aziendale
ISIN collega lo sviluppo delle banche dati a procedure di qualità e a istruzioni operative dedicate. Per l’organizzazione, questo orientamento richiama la necessità di controllare completezza e coerenza dei rapporti ricevuti: identificazione del sito, metodo, punti di misura, incertezza, periodo di campionamento, risultati, criteri di confronto e conclusioni tecniche.
La relazione radiologica deve dialogare con il Documento di Valutazione dei Rischi, con le valutazioni dell’esperto di radioprotezione e, quando previste, con le attività del medico competente. Il raccordo non comporta la diffusione di informazioni sanitarie, ma consente di collegare mansioni, aree, tempi di permanenza, misure tecniche e protocolli di tutela.
Anche la conservazione nel tempo è rilevante. Modifiche degli impianti, lavori edilizi, variazioni di ventilazione, nuove materie prime o cambiamenti nella gestione dei residui possono rendere necessario riesaminare le misure precedenti. Un archivio ordinato permette di confrontare serie storiche e di motivare le decisioni adottate.
Sintesi analitica dei profili essenziali
• Fonte: Relazione annuale ISIN 2026 al Governo e al Parlamento, presentata il 7 luglio 2026 e riferita alle attività del 2025.
• Radon: circa 119.916 misurazioni della concentrazione media annuale registrate in SINRAD, con circa il 10% dei risultati oltre 300 Bq/m³.
• Luoghi di lavoro: acquisizione sistematica delle misure tramite i servizi di dosimetria e costruzione di una raccolta nazionale organica.
• Risanamento: registrazione delle misure eseguite dopo gli interventi per verificarne l’efficacia.
• NORM: relazioni tecniche riferite a 111 esercenti e 379 impianti, con caratterizzazione radiologica e valutazioni di dose quando necessarie.
• Documenti aziendali: rapporti di misura, relazioni tecniche, valutazioni radioprotezionistiche, DVR, planimetrie, interventi di risanamento e misure di verifica.
Cosa cambia in pratica per le organizzazioni
- La prima ricaduta riguarda la qualità delle campagne di misura. L’azienda deve poter ricostruire dove, quando e come il dato è stato ottenuto, quali ambienti rappresenta e quali condizioni d’uso erano presenti durante il periodo di rilevazione.
- La seconda ricaduta riguarda il seguito dato ai risultati. Il superamento di un livello di riferimento o l’emersione di una situazione meritevole di approfondimento deve tradursi in una decisione tecnica, in un intervento documentato e in una verifica successiva dell’efficacia.
- La terza ricaduta riguarda i processi con materiali NORM. L’analisi deve coprire l’intero flusso di materia, compresi residui ed effluenti, e deve collegare i risultati alle condizioni di esposizione dei lavoratori e alle modalità di gestione ambientale.
- La quarta ricaduta riguarda la trasmissione e conservazione dei dati. Informazioni incomplete, siti non correttamente identificati o relazioni prive del contesto operativo riducono la possibilità di usare le misure per la prevenzione e per eventuali controlli.
Indicazioni operative essenziali
• censire ambienti e processi interessati: individuare locali, attività e materiali che richiedono misurazioni o caratterizzazioni radiologiche;
• verificare il piano di misura: controllare punti di campionamento, durata, condizioni d’uso, metodo e riferibilità dei risultati;
• allineare relazioni e DVR: collegare dati ambientali, mansioni, tempi di permanenza e misure di prevenzione;
• documentare gli interventi di risanamento: conservare progetto, realizzazione, modifiche impiantistiche e motivazioni tecniche;
• eseguire le misure di verifica: accertare l’efficacia delle azioni e registrare il confronto con il dato iniziale;
• tracciare materiali, residui ed effluenti NORM: ricostruire il flusso di processo e le matrici sottoposte a caratterizzazione;
• riesaminare i dati dopo modifiche: valutare nuove campagne quando cambiano locali, impianti, ventilazione, materie prime o modalità operative.
In sintesi
La Relazione ISIN 2026 mostra che la protezione dal Radon e dalla radioattività naturale dipende dalla qualità e dalla continuità dei dati. Per le organizzazioni, misurazione, registrazione, intervento e verifica devono comporre un unico processo documentale, collegato alla valutazione dei rischi e alle condizioni reali dei luoghi di lavoro.