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Salute intestinale in viaggio: come proteggere l'intestino

I consigli per proteggere l’intestino durante il viaggio: dalle corrette norme igieniche alla prevenzione della diarrea del viaggiatore, fino a quando è necessario rivolgersi al medico con il dott. Bruno Restelli, direttore Poliambulatorio & Day Services CDI.

La vacanza è finalmente arrivata, c’è però un aspetto che spesso passa inosservato fino a quando non si presenta il problema: la salute dell’intestino.

Gonfiore, stitichezza, crampi addominali e, soprattutto, diarrea sono tra i disturbi più frequenti durante un viaggio. Nella maggior parte dei casi si tratta di episodi passeggeri, ma possono compromettere anche la vacanza meglio organizzata.

La buona notizia è che molti di questi problemi possono essere prevenuti con qualche semplice accorgimento.

Perché l’intestino cambia comportamento quando siamo in viaggio?

L’intestino è un organo estremamente sensibile ai cambiamenti della nostra routine. Non risponde soltanto a ciò che mangiamo, ma anche agli orari, al sonno, allo stress, all’attività fisica e persino al clima.

Durante un viaggio cambiano contemporaneamente molti di questi fattori:

  • si mangia in modo diverso dal solito;
  • si modificano gli orari dei pasti;
  • si dorme meno o in orari insoliti;
  • si affrontano lunghi spostamenti in auto, treno o aereo;
  • si beve talvolta meno del necessario;
  • ci si espone a microrganismi nuovi, soprattutto quando si visitano Paesi con standard igienico-sanitari differenti.

Tutto questo può alterare l’equilibrio del microbiota intestinale e modificare la motilità dell’intestino, favorendo la comparsa di gonfiore, stitichezza oppure diarrea.

La diarrea del viaggiatore: il disturbo più comune

Tra tutti i problemi intestinali che possono comparire in vacanza, la diarrea del viaggiatore è sicuramente la più frequente.

Si stima che interessi ogni anno tra il 20% e il 40% dei viaggiatori internazionali, con un rischio particolarmente elevato per chi si reca in alcune aree dell’Asia, dell’Africa, del Medio Oriente e dell’America Latina.

Generalmente compare durante la prima settimana di permanenza, ma può manifestarsi in qualsiasi momento del viaggio e, in alcuni casi, anche dopo il rientro.

Il contagio avviene quasi sempre attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati da microrganismi.

Quali sono le cause?

Nella maggior parte dei casi la diarrea del viaggiatore è provocata da batteri. Il responsabile più comune è un particolare ceppo di Escherichia coli, chiamato Escherichia coli enterotossigeno (ETEC), ma possono essere coinvolti anche altri batteri, come Campylobacter, Salmonella e Shigella. Più raramente l’infezione è sostenuta da virus, come il norovirus, oppure da parassiti intestinali, tra cui Giardia intestinalis.

Il rischio aumenta soprattutto nelle destinazioni dove l’accesso ad acqua potabile sicura è limitato e dove le condizioni igieniche nella preparazione e nella conservazione degli alimenti sono meno controllate.

Come si manifesta?

L’esordio è spesso improvviso, nella forma tipica si verificano tre o più scariche diarroiche nell’arco di 24 ore. Alla diarrea possono associarsi:

  • crampi addominali;
  • nausea e vomito;
  • gonfiore;
  • urgenza evacuativa;
  • febbricola o febbre;
  • senso generale di malessere.

Fortunatamente, nella maggior parte dei casi il disturbo si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni. Circa il 90% degli episodi guarisce entro una settimana. Il problema principale è la perdita di liquidi e sali minerali, che può portare a disidratazione, soprattutto nei bambini, negli anziani e nelle persone fragili.

Come prevenire la diarrea del viaggiatore

La prevenzione rimane l’arma più efficace. Le principali raccomandazioni sono semplici ma molto importanti:

  • Bevi solo acqua sicura: nei Paesi dove la qualità dell’acqua è incerta è preferibile scegliere acqua in bottiglia sigillata. Meglio evitare il ghiaccio nelle bevande, poiché potrebbe essere stato preparato con acqua non potabile.
  • Fai attenzione agli alimenti, in generale è consigliabile:
  • consumare cibi ben cotti e serviti caldi;
  • evitare carne, pesce e frutti di mare crudi o poco cotti;
  • preferire frutta che possa essere sbucciata personalmente;
  • limitare il consumo di verdure crude se non si è certi del loro lavaggio;
  • evitare alimenti quando non sono garantite adeguate condizioni igieniche.
  • Lava spesso le mani: lavare accuratamente le mani prima di mangiare e dopo essere stati in bagno resta una delle misure preventive più efficaci. Quando acqua e sapone non sono disponibili, può essere utile utilizzare un gel idroalcolico.
  • Mantieni una buona idratazione: viaggiare, soprattutto nei mesi estivi, aumenta il rischio di disidratazione. Bere regolarmente aiuta non solo a compensare le perdite di liquidi, ma contribuisce anche al normale funzionamento dell’intestino.
  • È utile assumere antibiotici prima di partire? No, nella maggior parte dei casi non è raccomandato. Le principali linee guida internazionali sconsigliano l’uso preventivo degli antibiotici, perché i possibili rischi superano i benefici. L’impiego indiscriminato può infatti favorire lo sviluppo di batteri resistenti, aumentare gli effetti collaterali e non protegge dalle infezioni causate da virus o parassiti. Solo in situazioni particolari, valutate dal medico, può essere presa in considerazione una profilassi farmacologica.

Cosa fare se compare la diarrea

La prima regola è evitare la disidratazione. Nelle forme lievi è generalmente sufficiente bere frequentemente acqua e, se necessario, soluzioni reidratanti orali che consentono di reintegrare anche gli elettroliti persi.

Nei casi più lievi la malattia tende a risolversi spontaneamente, se, invece, la diarrea è molto intensa, persiste per diversi giorni oppure è accompagnata da febbre alta, sangue nelle feci, vomito importante o segni di disidratazione, è necessario rivolgersi a un medico.

In alcune situazioni può essere indicata una terapia antibiotica specifica, che deve essere prescritta dal professionista in base alla destinazione del viaggio e ai possibili microrganismi coinvolti.

Un ultimo consiglio: prenditi cura del tuo intestino anche in vacanza

Viaggiare significa uscire dalla routine, ma questo non vuol dire trascurare il proprio benessere. Mantenere una buona idratazione, fare attenzione alla sicurezza degli alimenti, rispettare per quanto possibile i ritmi dei pasti e del sonno e ascoltare i segnali del proprio corpo permette nella maggior parte dei casi di evitare spiacevoli inconvenienti.

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