News

Colpo di calore: come riconoscerlo, prevenirlo e intervenire

Sintomi, fattori di rischio, primo intervento e consigli pratici per affrontare in sicurezza le ondate di calore e proteggere la salute durante l’estate con il dott. Bruno Restelli, direttore Poliambulatorio & Day Services CDI.

Durante l’estate, soprattutto in presenza di ondate di calore, le alte temperature possono rappresentare un rischio concreto per la salute. Le ondate di calore si verificano quando per diversi giorni consecutivi si registrano temperature molto elevate, spesso accompagnate da un elevato tasso di umidità, intensa esposizione al sole e scarsa ventilazione. In queste condizioni il nostro organismo può avere difficoltà a mantenere stabile la temperatura corporea, aumentando il rischio di disturbi anche gravi.

Normalmente il corpo disperde il calore attraverso la sudorazione, quando però l’aria è molto umida, il sudore evapora con maggiore difficoltà e questo meccanismo diventa meno efficace.

I disturbi causati dal caldo

L’esposizione prolungata alle alte temperature può provocare disturbi di diversa entità, dai più lievi ai più gravi. Tra i più frequenti vi sono crampi muscolari, edema agli arti inferiori, disidratazione e cali di pressione, ma possono comparire anche condizioni più serie, come il colpo di calore che richiedono un intervento tempestivo.

È importante distinguere il colpo di sole (o insolazione) dal colpo di calore. L’insolazione è causata dall’esposizione diretta e prolungata ai raggi solari e può provocare arrossamenti o ustioni della pelle, mal di testa, vertigini e, nei casi più importanti, perdita di coscienza. Il colpo di calore, invece, può verificarsi anche in ambienti chiusi o all’ombra, quando il caldo intenso e l’elevata umidità impediscono al corpo di raffreddarsi adeguatamente.

Che cos’è il colpo di calore?

Il colpo di calore rappresenta l’emergenza più grave tra le patologie correlate alle alte temperature. I primi segnali possono comparire improvvisamente con un senso di malessere generale, mal di testa, nausea, vomito, debolezza e vertigini. Possono poi manifestarsi confusione, disorientamento, alterazioni dello stato di coscienza fino allo svenimento. La temperatura corporea può raggiungere rapidamente i 40-41 °C e, se non si interviene tempestivamente, possono verificarsi danni agli organi interni con conseguenze anche molto gravi.

Come intervenire?

In presenza di sintomi compatibili con un colpo di calore è fondamentale agire rapidamente. La persona deve essere portata immediatamente in un ambiente fresco e ben ventilato, preferibilmente climatizzato. È utile favorire il raffreddamento del corpo applicando panni umidi e freschi su collo, ascelle, inguine e polsi. Se è cosciente e non presenta nausea o vomito, può bere acqua a piccoli sorsi. In caso di perdita di coscienza, stato confusionale o peggioramento dei sintomi è necessario contattare immediatamente il servizio di emergenza sanitaria.

Disidratazione e altri effetti del caldo

Tra i disturbi più frequenti legati al caldo vi è anche la disidratazione, causata da una perdita di liquidi superiore a quella reintegrata. Si manifesta con sete intensa, debolezza, vertigini, crampi, pelle e mucose asciutte, tachicardia e abbassamento della pressione arteriosa. Anche i crampi muscolari sono comuni durante le giornate più calde e sono spesso dovuti alla perdita di acqua e sali minerali attraverso la sudorazione, soprattutto dopo un’attività fisica intensa.

Le elevate temperature possono inoltre aggravare malattie croniche già presenti, in particolare quelle cardiovascolari, respiratorie, renali, neurologiche e metaboliche come il diabete. Alcuni farmaci, tra cui diuretici, antipertensivi e medicinali utilizzati per patologie cardiache o psichiatriche, possono aumentare il rischio di disidratazione o alterare la capacità dell’organismo di adattarsi al caldo. Per questo motivo è importante non modificare o sospendere autonomamente le terapie, ma confrontarsi sempre con il proprio medico curante.

Chi è più a rischio?

Le persone più vulnerabili sono gli anziani, i neonati e i bambini piccoli, le donne in gravidanza, le persone affette da patologie croniche e chi svolge attività lavorative o sportive all’aperto nelle ore più calde della giornata. Gli anziani, in particolare, percepiscono meno lo stimolo della sete e possono andare incontro a disidratazione senza rendersene conto.

Come prevenire il colpo di calore?

È consigliabile bere acqua regolarmente durante la giornata, anche in assenza di sete. L’alimentazione dovrebbe essere leggera e ricca di frutta e verdura, che contribuiscono a reintegrare liquidi e sali minerali. È preferibile evitare bevande alcoliche e limitare quelle molto zuccherate.

Nelle giornate più calde è opportuno rimanere, quando possibile, in ambienti freschi o climatizzati, arieggiando i locali nelle ore meno calde e schermando le finestre durante il giorno. È inoltre consigliabile evitare l’esposizione al sole e l’attività fisica intensa tra le ore centrali della giornata, indossare abiti leggeri e di colore chiaro, preferibilmente in fibre naturali come cotone o lino, e proteggere il capo con un cappello quando si è all’aperto.

Quando rivolgersi al medico?

In presenza di sintomi importanti, come perdita di coscienza, stato confusionale, temperatura corporea molto elevata o peggioramento delle condizioni generali, è necessario contattare immediatamente i servizi di emergenza. Per dubbi, sintomi persistenti o per un eventuale adeguamento delle terapie durante il periodo estivo è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante.

Iscriviti alla newsletter di CDI

Tieniti informato su prevenzione, analisi e cura. Ricevi tutti gli aggiornamenti di CDI via mail, iscriviti alla newsletter.

Ti abbiamo inviato una mail per convalidare la registrazione.

Controlla la tua casella di posta.

Si è verificato un errore durante la registrazione alla newsletter, si prega di riprovare.

Accessibilità