In occasione della Giornata Mondiale della Bicicletta, capiamo il perché andare in bicicletta è uno degli sport più completi per il benessere cardiovascolare e psicofisico con il dott. Giovanni Marinelli, cardiologo CDI.

Andare in bicicletta è una delle attività fisiche più complete e salutari per il nostro organismo. È uno sport aerobico, praticabile a tutte le età, che permette di migliorare il benessere cardiovascolare senza sottoporre il corpo a sforzi traumatici per articolazioni e muscoli. Pedalare regolarmente aiuta il cuore a lavorare meglio, migliora la circolazione sanguigna, favorisce il controllo del peso corporeo e contribuisce a ridurre numerosi fattori di rischio cardiovascolare, come ipertensione, diabete e colesterolo elevato. Inoltre, il ciclismo apporta benefici anche sul piano psicologico: stare all’aria aperta, muoversi con continuità e produrre endorfine aiuta infatti a ridurre stress, ansia e tensioni quotidiane.
Il ciclismo e i suoi benefici
Dal punto di vista fisiologico, il ciclismo è un’attività di resistenza a prevalente impegno aerobico. Quando pedaliamo, i muscoli richiedono una maggiore quantità di ossigeno e nutrienti; di conseguenza aumenta il volume di sangue pompato dal cuore, la cosiddetta “gittata cardiaca”. Con l’allenamento costante il cuore si adatta progressivamente allo sforzo diventando più efficiente: diminuiscono la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa a riposo, mentre migliora la capacità respiratoria. Nei soggetti sani, oppure nei pazienti con malattie cardiovascolari ben controllate dalla terapia e in assenza di sintomi, il ciclismo praticato a livello ricreativo o amatoriale può essere un grande alleato.
La gradualità e l’allenamento
Uno dei grandi vantaggi della bicicletta è la possibilità di modulare facilmente l’intensità dello sforzo. Per chi non è allenato è importante iniziare gradualmente, mantenendo una pedalata regolare e senza affrontare percorsi troppo impegnativi. Una velocità di circa 15 km orari è generalmente sufficiente per allenare il sistema cardiovascolare in sicurezza. Anche poche uscite settimanali di 45-60 minuti possono produrre benefici significativi: migliorano la capacità aerobica, la circolazione periferica e la tolleranza allo sforzo fisico. L’allenamento costante permette inoltre di aumentare progressivamente la soglia anaerobica, cioè la capacità del nostro organismo di sostenere uno sforzo senza accumulare elevate quantità di acido lattico nei muscoli. Fondamentale anche non trasformare l’attività fisica in una competizione personale: l’obiettivo deve essere il raggiungimento di un equilibrio psico-fisico e di uno stile di vita sano e sostenibile nel tempo.
Come il ciclismo migliora il lavoro del sistema cardiovascolare
Numerose evidenze scientifiche dimostrano, inoltre, che il ciclismo può essere utile anche nella prevenzione secondaria cardiovascolare. Nei soggetti che hanno avuto un infarto miocardico o soffrono di ischemia cardiaca, la bicicletta praticata a bassa intensità e sotto controllo medico può contribuire al recupero funzionale e al miglioramento della qualità di vita. L’attività aerobica favorisce infatti una migliore ossigenazione muscolare grazie alla vasodilatazione arteriosa e venosa, riduce la pressione arteriosa e migliora il tono dell’umore. Naturalmente è fondamentale che l’attività venga personalizzata in base alle condizioni cliniche del paziente e preceduta da un’accurata valutazione cardiologica.
Controlli medici e precauzioni prima di iniziare
Prima di intraprendere un’attività ciclistica regolare, soprattutto dopo i 40 anni o in presenza di fattori di rischio cardiovascolare, è consigliabile effettuare controlli medici specifici. Una visita cardiologica con elettrocardiogramma, eventualmente associata a test da sforzo, ecocardiogramma o monitoraggio Holter, consente di valutare la salute del cuore e l’idoneità all’attività fisica. È inoltre importante evitare gli eccessi: il cosiddetto “sovrallenamento”, in soggetti predisposti o con patologie non diagnosticate, può infatti rappresentare un fattore di rischio. Anche le condizioni climatiche estreme, come caldo intenso o freddo eccessivo, possono influenzare negativamente pressione arteriosa e risposta cardiovascolare allo sforzo.
E-bike e la pedalata assistita
Negli ultimi anni, accanto alla bicicletta tradizionale, si sono diffuse sempre di più anche le biciclette elettriche, o e-bike. Spesso considerate una soluzione “più facile”, in realtà rappresentano un valido strumento per incentivare l’attività fisica, soprattutto nelle persone meno allenate, sedentarie o con difficoltà ad affrontare lunghe distanze e percorsi impegnativi. La pedalata assistita riduce lo sforzo ma non elimina il movimento: numerosi studi hanno dimostrato che l’utilizzo della e-bike consente comunque di svolgere un’attività aerobica di moderata intensità, utile per il benessere cardiovascolare. Inoltre, grazie al supporto del motore elettrico, molte persone riescono a utilizzare la bicicletta con maggiore frequenza, sostituendo l’automobile negli spostamenti quotidiani e aumentando il tempo dedicato all’attività fisica. In questo senso, la bicicletta elettrica può rappresentare un importante alleato nella lotta alla sedentarietà e nella promozione di uno stile di vita più attivo e salutare.