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Sigarette elettroniche: cosa sono e quali rischi per la salute

Per la Giornata Mondiale Senza Tabacco parliamo con la dott.ssa Cristina Balzarotti, pneumologa CDI, delle sigarette elettroniche: dispositivi non privi di rischi, il cui vapore contiene composti chimici potenzialmente dannosi e può provocare effetti respiratori e cardiovascolari.

Le sigarette elettroniche, o e-cig, sono dispositivi sempre più diffusi, spesso percepiti come un’alternativa “più sicura” rispetto al fumo tradizionale. Tuttavia, le conoscenze scientifiche attuali delineano un quadro più complesso, in cui potenziali benefici e rischi convivono e richiedono una valutazione attenta, soprattutto in ambito sanitario.

Che cosa sono le sigarette elettroniche

Le sigarette elettroniche sono dispositivi a batteria che permettono di inalare un aerosol (comunemente chiamato “vapore”) ottenuto riscaldando una soluzione liquida. Questo liquido contiene generalmente glicole propilenico, glicerolo, acqua, aromi e quantità variabili di nicotina. A differenza delle sigarette tradizionali, non avviene combustione del tabacco: è proprio l’assenza di combustione a ridurre la produzione di molte sostanze tossiche e cancerogene tipiche del fumo.

L’atto di utilizzare questi dispositivi, noto come “svapare”, riproduce non solo l’assunzione di nicotina, ma anche gesti e sensazioni legate al fumo, come l’inalazione e l’esperienza gustativa. Questo aspetto contribuisce alla loro diffusione tra i fumatori. In Italia, secondo dati recenti, circa il 2–3% della popolazione utilizza sigarette elettroniche, con una tendenza in aumento negli ultimi anni. [1]

Sono meno pericolose delle sigarette tradizionali?

Studi hanno evidenziato che, nei fumatori che passano completamente alle sigarette elettroniche, si osserva una diminuzione di alcuni marcatori di esposizione a sostanze nocive già dopo pochi mesi.

“Meno dannose”, tuttavia, non significa “sicure”. Le sigarette elettroniche non sono prive di effetti sull’organismo e non possono essere considerate innocue. Il loro utilizzo comporta comunque l’esposizione a sostanze potenzialmente dannose, la cui azione a lungo termine non è ancora completamente conosciuta.

La convinzione che la sigaretta elettronica sia meno dannosa può indurre a “svapare” con maggiore frequenza, senza una reale riduzione della gestualità associata al fumo. Questo aspetto è rilevante, poiché il mantenimento dell’abitudine comportamentale può rendere più difficile il percorso di cessazione.

Quali sono i possibili rischi per la salute

Il vapore delle sigarette elettroniche contiene diverse sostanze chimiche. Tra queste:

  • Il glicole propilenico e il glicerolo, se riscaldati ad alte temperature, possono generare composti come formaldeide e acetaldeide, noti per la loro tossicità e potenziale cancerogeno.
  • Sono state rilevate particelle fini (particolato) e tracce di metalli pesanti come nichel, cromo e titanio.
  • Gli aromi, pur essendo sicuri per ingestione, non sono stati sufficientemente studiati per l’inalazione: alcune sostanze, come il diacetile, sono associate a malattie respiratorie se inalate a lungo.

Un ulteriore elemento critico riguarda la nicotina contenuta nei liquidi: la quantità effettivamente assunta può essere variabile e non sempre chiaramente indicata, rendendo difficile per l’utilizzatore controllarne l’assunzione. Inoltre, non esistono veri liquidi “light”: anche concentrazioni apparentemente basse possono contribuire alla dipendenza e avere effetti sull’organismo.

Dal punto di vista clinico, l’uso di sigarette elettroniche è stato associato a sintomi come tosse, irritazione delle vie respiratorie e respiro affannoso. Sono stati osservati anche effetti sistemici, tra cui aumento della pressione arteriosa e possibili alterazioni a livello cellulare, come lo stress ossidativo.

Negli Stati Uniti sono stati inoltre segnalati casi di grave lesione polmonare acuta associata all’uso di sigarette elettroniche, nota come EVALI (E-cigarette or Vaping Product Use-Associated Lung Injury). Questa condizione è stata correlata all’inalazione di alcune sostanze presenti nei liquidi, in particolare acetato di vitamina E e THC. I sintomi includono tosse, difficoltà respiratoria, dolore toracico, febbre e disturbi gastrointestinali, e nei casi più severi richiedono il ricovero ospedaliero.

Nicotina e dipendenza

La maggior parte delle sigarette elettroniche contiene nicotina, una sostanza che induce dipendenza e ha effetti sul sistema cardiovascolare. Nei giovani, l’esposizione alla nicotina è particolarmente preoccupante: può interferire con lo sviluppo del cervello, che continua fino ai 25 anni circa, e favorire l’insorgenza di dipendenza. Inoltre, l’uso di sigarette elettroniche tra adolescenti e giovani adulti è stato associato a una maggiore probabilità di iniziare a fumare sigarette tradizionali.

Le sigarette elettroniche aiutano a smettere di fumare?

Uno degli aspetti più dibattuti riguarda l’efficacia delle e-cig come strumento per smettere di fumare. Dai dati emerge che circa un fumatore su dieci le usa come supporto, ma i risultati mostrano che non sono più efficaci del tentare di smettere senza aiuto. In generale, circa il 9% delle persone riesce a smettere: la percentuale è simile tra chi non usa alcun metodo e chi usa e-cig, mentre è più alta tra chi ricorre a farmaci o programmi di supporto. Il dibattito resta aperto perché gli studi disponibili danno risultati contrastanti. Nonostante alcuni limiti metodologici, la conclusione principale è che le sigarette elettroniche non aumentano le probabilità di smettere e risultano meno efficaci rispetto ai metodi tradizionali. [2]

Ad oggi, nessuna sigaretta elettronica è approvata come dispositivo medico per la cessazione del fumo. I metodi tradizionali, come le terapie sostitutive della nicotina e il supporto psicologico, rimangono gli strumenti di riferimento nei programmi di disassuefazione.

Il punto di vista delle istituzioni sanitarie

Le principali istituzioni scientifiche sottolineano che le evidenze disponibili non sono ancora sufficienti per trarre conclusioni definitive sui rischi a lungo termine delle sigarette elettroniche. La loro introduzione relativamente recente sul mercato rende necessari studi di lunga durata, analoghi a quelli che hanno chiarito nel tempo gli effetti del fumo tradizionale.

Il Comitato Scientifico della Commissione Europea (SCHEER) ha evidenziato rischi moderati per il sistema respiratorio e cardiovascolare, oltre a possibili effetti cancerogeni legati all’esposizione prolungata. Ha inoltre sottolineato il ruolo degli aromi nell’attrarre nuovi consumatori, in particolare tra i giovani.[3]

Conclusioni

Le sigarette elettroniche rappresentano un fenomeno in evoluzione, che richiede un approccio prudente. Per i fumatori adulti, il loro utilizzo potrebbe comportare una riduzione dell’esposizione a sostanze nocive rispetto alle sigarette tradizionali, tuttavia, non è ancora chiaro se siano uno strumento efficace per smettere di fumare nel lungo periodo.

Per i non fumatori, in particolare per i giovani, l’uso di sigarette elettroniche è fortemente sconsigliato. Anche in assenza di nicotina, questi dispositivi espongono a sostanze chimiche potenzialmente dannose, i cui effetti a lungo termine non sono ancora completamente noti.

In sintesi, le sigarette elettroniche non possono essere considerate sicure. La scelta più efficace per la tutela della salute resta evitare sia il fumo tradizionale sia l’uso di prodotti alternativi contenenti nicotina o altre sostanze inalabili.


[1] https://www.istat.it/comunicato-stampa/sigaretta-elettronica-e-prodotti-a-tabacco-riscaldato-in-lento-aumento/

[2] https://www.epicentro.iss.it/passi/focus/e-cigPassi2017

[3] https://health.ec.europa.eu/system/files/2022-08/scheer_o_017.pdf

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