Con la circolare n. 1 del 23 febbraio 2026, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro si colloca nel nuovo quadro applicativo del D.L. 159/2025, convertito nella Legge 198/2025, e chiarisce la traiettoria di una vigilanza sempre meno formale e sempre più orientata alla coerenza sostanziale tra documenti, organizzazione e presenza reale della manodopera.

La circolare n. 1 del 23 febbraio 2026 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro pone in primo piano il rafforzamento dei controlli sulla filiera dell’appalto. L’attenzione dell’Ispettorato si concentra sulla tracciabilità effettiva della presenza in cantiere e sulla capacità dell’impresa di dimostrare chi operi, a quale titolo e sotto quale direzione. Il rilievo del badge con codice univoco anticontraffazione si inserisce precisamente in questo scenario.
In questa prospettiva, badge identificativi, registri di accesso, documentazione di coordinamento e corrispondenza tra organigramma dichiarato e personale effettivamente impiegato cessano di essere dati periferici. Divengono, al contrario, indicatori di affidabilità organizzativa, utili a intercettare dissociazioni tra contratto, cantiere e catena di comando.
Patente a crediti e qualificazione dell’impresa
La circolare si innesta inoltre sul sistema di qualificazione tramite crediti previsto dall’art. 27 del D.Lgs. 81/2008. Il punto non è soltanto sanzionatorio: la decurtazione dei crediti e le ipotesi di sospensione cautelare incidono direttamente sulla continuità operativa dell’impresa, specie quando l’irregolarità riguardi lavoro sommerso, gestione della filiera o carenze prevenzionistiche di rilievo.
Ne deriva che la patente a crediti non può essere considerata come titolo amministrativo separato dal resto della compliance, perché il suo mantenimento dipende dalla capacità dell’organizzazione di presidiare in modo unitario appalti, subaffidamenti, formazione, presenze e responsabilità operative.
Sintesi analitica dei punti essenziali
- Appalti e subappalti: maggiore attenzione alla filiera esecutiva, al coordinamento e alla effettiva distribuzione delle responsabilità.
- Tracciabilità: rilievo crescente dei sistemi di identificazione e della corrispondenza tra presenza in cantiere e assetto contrattuale dichiarato.
- Patente a crediti: incidenza concreta dei meccanismi di qualificazione e decurtazione sulla continuità operativa dell’impresa.
- Vigilanza sostanziale: la verifica ispettiva tende a privilegiare la coerenza tra documenti, prassi e realtà del sito produttivo.
- Governance interna: procedure, referenti e controlli interni assumono un peso decisivo anche in chiave difensiva.
Che cosa cambia in pratica per imprese e committenti
Sul piano operativo, il nuovo assetto impone di ripensare la gestione di appalti e cantieri come sistema documentale e organizzativo unitario. Per il committente, diventa essenziale verificare non solo la regolarità cartolare dell’affidatario, ma anche la tenuta della filiera esecutiva, la trasparenza degli accessi e la coerenza tra personale autorizzato e personale effettivamente presente.
In altri termini, ciò che prima poteva apparire come irregolarità periferica — ad esempio una tracciabilità incompleta o una gestione approssimativa dei subaffidamenti — tende ora a trasformarsi in sintomo di disfunzione organizzativa suscettibile di produrre effetti sanzionatori, economici e reputazionali.
Indicazioni operative
In termini applicativi, appare opportuno:
- verificare la coerenza tra badge, anagrafiche di cantiere, contratti e presenze effettive;
- formalizzare ruoli, flussi informativi e responsabilità tra committente, affidataria, subappaltatori e lavoratori autonomi;
- riesaminare la posizione dell’impresa rispetto alla patente a crediti, con particolare riguardo agli elementi che possono incidere sulla decurtazione;
- aggiornare DUVRI, POS, verbali di coordinamento e registri formativi in chiave sostanziale e non meramente compilativa.
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