Ikoniscope è un microscopio totalmente automatizzato e robotizzato utilizzato nella diagnosi del cancro della cervice uterina e della vescica, le due forme tumorali rispettivamente al secondo e al quarto posto per diffusione nel mondo tra le donne e gli uomini.
Il microscopio automatizzato Ikoniscope è capace di assicurare un grado di certezza della diagnosi che i sistemi tradizionali non possono garantire: esegue, infatti, la Fluoroscence In Situ Hybridization (FISH), il più avanzato degli esami oggi a disposizione, senza rischio di falsi negativi, cioè casi in cui, sebbene il tumore sia presente, l’esame di laboratorio non riesce a vederlo. Se eseguita da un operatore umano, invece, la FISH registra 2 falsi negativi su 10 e l’esame citologico tradizionale del sedimento urinario addirittura 5 su 10.
Ikoniscope, inoltre, per la diagnosi del tumore alla vescica non usa esami invasivi e, quindi, dolorosi per il paziente: lavora infatti su cellule ricavate da un semplice campione di urine a differenza delle tecniche diagnostiche tradizionali che richiedono la biopsia della parete della vescica.
Il Centro Diagnostico Italiano è l’unica struttura sanitaria in Italia a disporre dell’Ikoniscope.

La grande innovazione di Ikoniscope consiste nella possibilità di eseguire la FISH su un numero estremamente elevato di cellule, 800 contro le sole 25 dell‘esame tradizionale, in circa quattro ore. Per analizzare lo stesso numero di cellule un operatore umano impiegherebbe settimane. Con Ikoniscope la fase a basso ingrandimento dura infatti solamente 20 minuti per vetrino, indipendentemente dal numero di cellule, mentre l’analisi ad alto ingrandimento richiede un tempo medio di 20 secondi per cellula.
Infine l’archiviazione digitale delle immagini permette il confronto dei dati nel tempo, fondamentale nei casi di follow-up.

Per diagnosticare l’eventuale presenza di tumori della vescica e della cervice uterina il microscopio analizza cellule prelevate da questi due tessuti. Grazie ad un potente software basato su algoritmi che sfruttano i frattali, può analizzare contemporaneamente fino a 175 vetrini e fino a 100mila nuclei cellulari per vetrino.
Le cellule, prima di essere analizzate dall’Ikonoscope, sono sottoposte alla Fluoroscence In Situ Hybridization (FISH), un sistema che permette di rilevare le alterazioni numeriche e strutturali dei cromosomi, segnali inequivocabili della trasformazione tumorale della cellula. Grazie a particolari sostanze i cromosomi sono resi fluorescenti: diventano quindi ben visibili all’interno del nucleo della cellula.
Ikoniscope controlla quindi se presentano alterazioni nel numero: in una cellula normale infatti i cromosomi sono disposti a coppie mentre nella cellula tumorale possono essere più o meno numerosi rispetto a questa norma. La presenza di questo tipo di alterazioni è sintomo che la cellula in esame è tumorale o che è iniziato il suo processo irreversibile di trasformazione in questo senso.
Come avviene il controllo di Ikoniscope sulle cellule?
Ad una prima scansione dell’intero vetrino a basso ingrandimento, finalizzata a localizzare i nuclei con caratteristiche che possono far presagire alterazioni cromosomiche, segue una seconda scansione ad alto ingrandimento con diversi filtri di fluorescenza. Ogni singola cellula viene fotografata su nove diversi piani focali e tutte le immagini, di cui è possibile aumentare la risoluzione e studiare il dettaglio, vengono catalogate in un archivio digitale in modo da facilitare e velocizzare il lavoro dell’operatore che può concentrarsi sull’interpretazione del risultato del test.
Per informazioni: 02 48317.406


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