PET/TC

Nuovi materiali dei sistemi di rilevazione dei tomografi PET, sviluppo di sistemi elettronici per tempi infinitesimali, sviluppo di sistemi informatici con enormi capacità di calcolo, speciali algoritmi di ricostruzioni di immagini, sviluppo di nuovi detettori TC, sono solo alcune delle innovazioni utilizzate nei tomografi PET/TC di ultima generazione.

La punta di tale progresso tecnologico è rappresentato dalla PET/TC Discovery 710 FX con tecnologia TOF (time of flight), composto da un tomografo PET ad alta sensibilità e da un tomografo TC multistrato a 64 campi.

Alta definizione delle immagini TC, unite alle caratteristiche innovative della TOF PET, permettono di ridurre drasticamente i tempi di esecuzione dell’esame a circa 15 minuti, con ottimizzazione del comfort per il paziente nell’esecuzione della procedura diagnostica. Una particolare tecnologia intelligente consente una ricostruzione più accurata dei dati grezzi acquisiti dallo scanner, con importante riduzione della dose erogata al paziente, migliorando due volte la qualità dell’immagine per la maggior parte delle tipologie di paziente, anche quelli con elevata massa corporea, una rilevazione delle piccole lesioni, con più precisa delineazione dell'attività e del contrasto. Per la prima volta nella ricostruzione PET, non sono necessari compromessi tra eccellente qualità dell'immagine e accuratezza quantitativa, strumenti indispensabili per la diagnosi accurata e la precisa valutazione della risposta del trattamento. Poiché gli artefatti da movimento possono causare una distorsione significativa delle immagini, lo scanner PET/TC è dotato di un sistema di gating respiratorio in grado di correggere il movimento respiratorio.

E’ inoltre fornito di una strumentazione hardware e software che permette il sincronismo tra acquisizione dei dati ed ECG del paziente, acquisendo dati di imaging in momenti definiti del ciclo cardiaco.

Se la metodica è strumento importante nella diagnostica oncologica, flogistico/settica e cardiologica, l’imaging PET/CT cerebrale è uno strumento decisivo nello studio delle patologie neurodegenerative che impattano le funzioni cognitive. Alla qualità dell’immagine si unisce un software per l’accurata analisi qualitativa e quantitativa delle indagini non solo con tracciante FDG ma anche con il tracciante per l’amiloide. La Discovery 710 è la porta di una nuova era, caratterizzata da innovative tecniche cliniche che portano all’eccellenza operativa cui conseguono livelli eccezionali di assistenza al paziente. .

La PET in ambito ortopedico

La diagnosi differenziale fra la mobilizzazione asettica o settica di protesi articolari, spesso tardiva, riveste particolare rilevanza clinica e terapeutica e la PET consente l’accurata valutazione di un eventuale coinvolgimento flogistico-settico dei tessuti molli periprotesici e della sua estensione.

Se nelle osteomieliti acute l’indagine fornisce importanti informazioni sul coinvolgimento precoce del tessuto osseo, esprime però la maggior accuratezza nella diagnosi di osteomieliti croniche, soprattutto nei casi di malattia accertata pregressa in cui si sospetti una recidiva, nella diagnosi precoce delle osteomieliti vertebrali, nel monitoraggio della terapia. Infine, la metodica PET sta assumendo un ruolo in chirurgia ortopedica ricostruttiva.
La perdita di sostanza ossea post-traumatica e le complicanze settiche, temibili per la estesa distruzione del tessuto osseo e per le recidive, sono eventi frequenti in seguito agli interventi di osteosintesi e di impianto di protesi e megaprotesi articolari.
Il riconoscimento di processo infettivo a carico dell’osso o dei tessuti molli e della presenza o meno di tessuto osseo non vitale consente trattamenti chirurgici con iter terapeutico in 2 tempi, che prevedono dapprima la rimozione di tutti i dispositivi impiantati tra cui sistemi di osteosintesi ed elementi protesici, resezione del tessuto osseo infetto e necrotico, bonifica dei tessuti molli ed impianto di spaziatori; nel secondo tempo, dopo conferma mediante nuovo esame PET, si procede alla ricostruzione, quando possibile, mediante impiego della medicina rigenerativa (innesti ossei, cellule mesenchimali, fattori di crescita) oppure nei pazienti più complessi e a rischio o nei quali la perdita di sostanza ossea è estesa, mediante l’impianto di speciali protesi da grandi resezioni o megaprotesi.

Responsabile del servizio

Dott. Sergio Papa