Ambulatorio della Stipsi e della Continenza Anale

Il Centro della Stipsi del Centro Diagnostico Italiano coinvolge medici specialisti con esperienza multidisciplinare (gastroenterologi, chirurghi, radiologi, neurofisiologi, dietologi, endocrinologi) e terapisti della riabilitazione particolarmente rivolta ai disturbi del transito intestinale ed alla dinamica evacuativa.

Tale attività è organizzata in un percorso clinico rivolto inizialmente all’inquadramento anamnestico e sintomatologico, seguito da un appropriato iter diagnostico personalizzato e volto all'individuazione delle cause del disturbo sintomatologico e dalla successiva programmazione terapeutica.

Il modello operativo prevede una valutazione ambulatoriale iniziale svolta da uno specialista del settore (sia esso gastroenterologo o chirurgo) e rivolta ad un primo approccio anamnestico al paziente, momento clinico in cui viene inquadrata la problematica riferita e, tramite somministrazione di scores dedicati, viene impostato l'iter diagnostico, da svolgersi, per quanto possibile, nell'arco di una sola giornata, per giungere ad una corretta diagnosi.

La diagnostica

L'iter diagnostico necessario ad inquadrare il caso clinico viene preceduto dalla somministrazione di scores dedicati e compilati dal medico e dal paziente, tutti volti all'individuazione delle possibili cause di stipsi, alla localizzazione del problema di transito (intestinale o evacuativo) e alla incidenza del problema sulla qualità della vita del paziente.

Se dalla somministrazione degli scores dovesse emergere un sospetto di evacuazione difficoltosa da ostacolo morfologico a carico dell'apparato ano-rettale, quale prolasso rettale, rettocele, invaginazione rettale o una neoformazione della parete intestinale, si procederà con esami strumentali morfologici ed individuati a seconda del sospetto formulato.

La diagnostica della stipsi è basata principalmente su una diagnostica di laboratorio e su una diagnostica strumentale. La diagnostica di laboratorio è volta ad indagare, oltre gli aspetti di tipo generale, gli aspetti di tipo metabolico-funzionali. La diagnostica strumentale è invece impostata su tre grandi categorie: morfologica, funzionale e morfo-funzionale.

Nella categoria della diagnostica morfologica sono compresi gli esami volti alla descrizione morfologica dell'apparato in esame, fra cui: la proctoscopia, l'endoscopia digestiva, il clisma opaco, l'ecografia trans-anale a sonda rotante , la TAC e l'RMN.

Nella categoria della diagnostica funzionale invece vi sono raccolti gli esami in grado di valutarne gli aspetti funzionali: la manometria ano-rettale, i tempi di transito intestinale.

Nella categoria della diagnostica morfo-funzionale troviamo invece gli esami in grado di valutarne in contemporanea sia gli aspetti morfologici che funzionali, come la cisto-colpo-defecografia dinamica, l'RMN dinamica e lo studio neurofisiologico del pavimento pelvico (elettromiografia, potenziali evocati e tempi di latenza del nervo pudendo).
In caso di sospetto di quadro clinico a causa multifattoriale (morfo-funzionale) si cercherà di integrare esami strumentali in grado di individuarli adeguatamente.

Importante esame, ai fini della diagnosi differenziale fra rallentato transito e difficoltosa evacuazione, risulta poi essere il tempo di transito intestinale, semplice esame radiologico dell'addome dopo assunzione, a tempi prestabiliti, di markers radiopachi.

La terapia

L'adeguato inquadramento clinico della patologia in questione permette di indicare una corretta terapia.

La terapia della stipsi riconosce diversi approcci, quali la terapia comportamentale, dietetica, farmacologica, chirurgica, rieducativo-riabilitativa e con neuromodulazione sacrale.

La terapia della stipsi, essendo essa spesso multifattoriale, è quasi sempre una terapia complementare fra i diversi strumenti terapeutici a disposizione, con approccio spesso sequenziale volto alla risoluzione delle diverse cause individuate. Esistono pertanto percorsi terapeutici che prevedono, per esempio, un primo approccio rieducativo perineale seguito da una fase chirurgica con successivo ciclo riabilitativo volto a recuperare i postumi muscolari dell'intervento chirurgico.

Bisogna poi tener conto che quasi sempre risulta necessario intervenire con un riassetto dietetico-alimentare, comportamentale e farmacologico a causa dei frequenti errori alimentari, comportamentali e degli abusi farmacologici (lassativi catartici) spesso riscontrati nei pazienti affetti da stipsi.

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Coordinatore del servizio:

Dott. Giuseppe Calabrò

Coordinatore del servizio:

Dott. Attilio Giacosa