27 luglio 2016

Vaccini: il parere degli esperti del CDI

Intervista al Prof. Longhi, medico pediatra del Centro Diagnostico Italiano

Continua il dibattito sui vaccini: la scorsa settimana è stato presentato alla stampa il “Documento sui vaccini” da parte della FNOMCeO (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), che ribadisce l’importanza dei vaccini e introduce sanzioni disciplinari, anche molto severe, per i medici che ne sconsigliano l’utilizzo.
Con l’occasione, abbiamo intervistato il Prof. Longhi, medico pediatra del Centro Diagnostico Italiano, per approfondire il tema dei vaccini e capire quali sono i rischi.
 
“Vaccinare i bambini è un imperativo – afferma il Prof. Longhi - I vaccini costituiscono la forma di prevenzione primaria nell’infanzia. Bene ha fatto la FNOMCeO ad assumere una posizione decisa e severa contro i medici che sconsigliano le vaccinazioni, in quanto questo atteggiamento è arbitrario e ingiustificato, poiché non suffragato dalla benché minima prova. Non solo” – continua Longhi – “Il vaccino, oltre che uno strumento di salvaguardia della salute, è un atto di responsabilità civica. La vaccinazione di tanti singoli provoca la cosiddetta “immunità di gregge” che evita la circolazione del virus, proteggendo anche i singoli che, per ragioni valide, non possono essere vaccinati. L'UNICEF ha stimato che la vaccinazione antimorbillosa abbia evitato, nel periodo 2000-2012, quasi 14 milioni di morti fra i bambini”.
 
Tuttavia, a queste argomentazioni, molti dei sostenitori della “teoria antivax” ribattono con l’inutilità dei vaccini, sostenendo che molte malattie, per le quali vengono vaccinati i bambini, sono ormai rarissime o addirittura debellate. “Chi si appella alla desuetudine di alcune malattie, per sconsigliare il ricorso ai vaccini, commette un grosso errore” – afferma Longhi – “Solo il vaiolo è scomparso negli anni 80’. Molte patologie, invece, non appena si abbassa il livello di guardia ritornano. È capitato con il morbillo sia negli Stati Uniti che in Inghilterra, ma anche in Olanda, negli anni 90’, con la poliomielite, dove la campagna anti vaccini degli adepti di una corrente della Chiesa olandese riformata provocò un’epidemia che coinvolse circa una settantina di bambini. Certamente le migliorate condizioni economiche, igienico sanitarie e alimentari hanno favorito l’abbassamento del livello di rischio e portato a grandi miglioramenti, ma queste non sono condizioni sufficienti a eliminare le malattie. La poliomielite, ad esempio, ha cessato di essere epidemica negli anni 60’ quando è stata introdotta la vaccinazione”.
 
E chi parla di effetti collaterali? “Nessuno nega che esistano effetti collaterali, ma quelli gravi sono estremamente rari. Come per qualunque sostanza, ingerita o somministrata per altre vie, ci possono essere effetti collaterali” sottolinea il Prof. Longhi – “Gli effetti collaterali lievi sono relativamente frequenti (1/2% ) e di solito sono dovuti a reazioni allergiche locali. Generalmente si tratta di forme benigne e transitorie che si risolvono in poche ore. Ci possono essere anche effetti collaterali importanti, con forme allergiche sistemiche, anche molto gravi, ma si tratta di episodi estremamente insoliti. Ad esempio, nel caso del morbillo, la possibilità di una reazione grave al vaccino è di 1 caso su 1 milione, mentre sappiamo che 1 caso su 1000 sfocia in encefalite e 1 su 1000 può portare alla morte del bambino” .
 
Le teorie più allarmistiche parlano addirittura di autismo. Cosa ne pensa? “La presunta connessione tra autismo e vaccini è stata una “bufala colossale” che purtroppo ha causato tantissime vittime da morbillo. Negli anni 90’, in Inghilterra, ci fu un calo clamoroso dei vaccini a causa di uno studio, poi ritirato dalla rivista che lo aveva pubblicato, che si basava su basi totalmente fallaci tanto da determinare la sospensione del medico dall’ordine”.
 
L’importanza dei vaccini è ancor più significativa quando si parla di età pediatrica. Quali sono le malattie infettive su cui va tenuta la massima allerta? “Tranne il vaiolo, per cui non è più necessaria la vaccinazione, sono tutte malattie pericolose. Anche per infezioni banali, come l’influenza, sarebbe opportuna un’immunizzazione. La varicella, ad esempio, se di rado può sfociare in encefalite, può essere invece spesso responsabile di “broncopolmoniti da varicella”.
 
Che ruolo hanno i medici a orientare le famiglie nella scelta più giusta per i propri figli? “I pediatri sono i primi artefici dell’educazione dei genitori. Devono fornire supporto e assistenza per aiutare i genitori a discernere tra scienza e falsi miti, frutto di medici incompetenti e di cattiva informazione. I vaccini sono uno strumento fondamentale per la prevenzione sanitaria e la salvaguardia della salute, specialmente quando in gioco c’è la salute dei più piccoli.”