16 dicembre 2016

La fibromialgia

Intervista prof. Paolo Marchettini, responsabile Ambulatorio di Medicina del Dolore CDI e autore del Manuale di Medicina del Dolore

Si stima che la fibromialgia interessi il 2-8 per cento della popolazione, con un rapporto femmine/maschi tra 7:1 e 9:1; è più comunemente diagnosticata in persone di età compresa tra i 20 ei 50 anni, anche se l’esordio può verificarsi durante l’infanzia, nel qual caso non è quasi mai riconosciuta. Per la pluralità delle presentazioni cliniche, nel 75% dei casi non è diagnosticata neanche negli adulti.

La fibromialgia non è una malattia, ma una sindrome, che raccoglie diverse condizioni che hanno come sintomo principale un dolore muscoloscheletrico cronico diffuso. Al dolore spontaneo si aggiunge spesso anche quello evocato da stimoli pressori non intensi e quasi costantemente senso di stanchezza, disturbi del sonno che variano tra sensazione di non aver riposato sino a severa insonnia. O ancora disturbi dell’umore e depressione. La terapia, sia essa farmacologica o fisioterapica, è personalizzata: per tale ragione il ruolo del medico del dolore risulta fondamentale.

 
Prof. Marchettini, quali sono gli altri sintomi che possono portare a una diagnosi di fibromialgia?
Formicolii, spasmi e contrazioni muscolari, debolezza degli arti, palpitazioni e disturbi funzionali intestinali, dolori diffusi o localizzati nelle spalle, al collo, alla parte bassa della schiena, ai fianchi o ad altre aree circoscritte. Molte persone riportano anche un peculiare disturbo cognitivo, noto come nebbia mentale della fibromialgia, che consiste in difficoltà di concentrazione, problemi di memoria soprattutto a breve termine, ridotta velocità delle prestazioni cognitive, incapacità di svolgere più compiti simultanei, rapido raggiungimento di una sensazione di sovraccarico cognitivo e diminuita capacità di attenzione. La fibromialgia è spesso associata a disturbi funzionali intestinali, tra cui la sindrome dell’intestino irritabile, sintomi genito-urinari e cistite interstiziale, disturbi dermatologici, mal di testa, contrazioni muscolari e ipoglicemia sintomatica.
 
La fibromialgia è spesso associata alla depressione
La ragione di questa coesistenza sembra da ricercarsi in comuni anomalie genetiche predisponenti, che comportano alterazioni dei mediatori eccitatori o inibitori o dei loro recettori (sistemi monoaminergico, glutamatergico, neurotrofico, oppioide) o della sensibilità alle infiammazioni. In questi individui vulnerabili, lo stress psicologico o le malattie possono causare anomalie nei circuiti che regolano l’umore e il dolore. La sensibilizzazione o la perdita d’inibizione generano i sintomi clinici della fibromialgia e, talvolta, anche l’associato disturbo dell’umore. Alcune anomalie neurochimiche che si verificano nella fibromialgia regolano anche l’umore, il sonno e il senso di benessere ed energia; questo spiega perché problemi di umore, sonno e stanchezza siano comuni comorbilità della fibromialgia.

Esiste una correlazione tra fibromialgia e altre patologie?
La fibromialgia può complicare i sintomi di malattie reumatiche clinicamente certe, come l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico, che si identificano nel 20-30 per cento dei casi.
 
Quali sono i fattori scatenanti?
Lo stress può essere un fattore importante che ne favorisce lo sviluppo ed è spesso presente in chi soffre di disturbi legati allo stress come la sindrome da stanchezza cronica, il disturbo da stress post-traumatico, la sindrome del colon irritabile e la depressione. Sono ben documentate le relazioni tra fibromialgia e abusi fisici e sessuali, sia nell’infanzia sia nell’età adulta.
 
Ma quali sono le cause della fibriomialgia?
La causa della Fibromialgia è sconosciuta: una delle ipotesi fisiopatologicamente più coerenti per includere tutto l’ampio spettro dei sintomi, è il concetto di “sensibilizzazione centrale”. Questa teoria propone che i pazienti abbiano una soglia più bassa al dolore a causa di un aumento della reattività dei cellule nervose del dolore spinali o cerebrali e una diminuita attività del sistema inibitorio del dolore.
 
E’ possibile prevenire la fibriomialgia?
Gli stili di vita non salutari come fumare, essere obesi e praticare scarsa o nulla attività fisica, aumentano il rischio di sviluppare la fibriomialgia.
 
Quali sono gli strumenti di diagnosi?
La diagnosi di fibromialgia è clinica e non esistono specifici esami strumentali. Nella maggior parte dei casi, le persone con i sintomi di fibromialgia possono anche avere tutti i risultati dei test di laboratorio nella norma e molti dei loro sintomi possono mimare quelli di altre patologie reumatiche come l’artrite o l’osteoporosi. Un’altra condizione con cui viene spesso confusa è la sindrome depressiva con disturbo del sonno.