1 luglio 2015

Intervista dott.ssa Elena Repetti - medico genetista 

  

Dott.ssa Repetti, che cos’è la fibrosi cistica?
La fibrosi cistica è una malattia ereditaria e trasmissibile, ossia, se presente in famiglia è possibile ereditarla e a nostra volta trasmetterla ai nostri figli. E’ dovuta alla presenza di mutazioni, “errori”, a livello del gene CFTR che codifica per una proteina in grado di regolare gli scambi elettrolitici tra l’interno e l’esterno delle cellule di molte ghiandole dell’organismo. La sua alterazione causa anomalie del trasporto di ioni cloro attraverso le membrane cellulari e, in generale, della produzione delle secrezioni esocrine dell’organismo, che risultano dense e viscose, causando un danno progressivo degli organi coinvolti (polmoni e pancreas soprattutto). La fibrosi cistica si presenta come una malattia sistemica che ha effetti sulle ghiandole esocrine di polmoni, fegato, pancreas, e intestino, causando malattie croniche dell’apparato respiratorio, insufficienza pancreatica esocrina, disturbi dell’apparato gastro-intestinale. Nel maschio può determinare infertilità.
 
Lei parla di mutazioni: ci spiega meglio di che cosa si tratta?
Il gene CFTR è molto grande e complesso e, ad oggi, sono state identificate circa 1900 mutazioni diverse che possono alterarne la sequenza e la conseguente produzione della proteina. Per questo le mutazioni sono state classificate in 5 classi in base all’errore che determinano e all’effetto che ne deriva. Se consideriamo la mutazione come un errore di ortografia, ad esempio, se nella frase: “Il gatto è sul letto” perdessimo una "t" in letto (leto) non cambiamo il senso della frase, ma, se invece di una "l" ci fosse una "t" (tetto) noi il gatto non lo troveremmo più … o per tornare al gene, non troveremmo più la proteina.
 
Esistono dei test in grado di identificare tali mutazioni?
Con test di biologia molecolare possiamo individuare questi errori e dire se una persona è malata di fibrosi cistica (sono necessari due errori) o se ne è portatore sano (è presente un solo errore). I portatori sani in Italia, quindi persone che hanno una mutazione nel gene CFTR ma che stanno bene e non svilupperanno mai la malattia, sono circa 1/28. Ad ogni gravidanza un portatore ha la probabilità del 50% di trasmettere la sua mutazione alla prole, il problema sorge quando entrambi gli individui di una coppia sono portatori perché hanno un rischio del 25% di avere bambini malati di fibrosi cistica.
I test molecolari si dividono in due livelli: uno di base che va ad identificare le mutazioni più frequenti nella popolazione con un minimo di 36 (presso il CDI vengono ricercate 80 mutazioni) proposto ad esempio alle coppie che si devono sottoporre ad una fecondazione in vitro, e un livello superiore in cui si effettua un sequenziamento, “lettura”, di tutto il gene (grazie al sequenziatore presente in CDI è possibile effettuarlo) se ad esempio c’è un sospetto di malattia in un soggetto negativo al primo livello.