8 luglio 2015

Intervista prof. Paolo Biglioli e dr. Riccardo Bigi, medici cardiologi

 

In un’intervista doppia, abbiamo chiesto al prof. Paolo Biglioli, direttore scientifico del Centro di Diagnostica Cardiovascolare Avanzata del CDI, di spiegarci come nasce e le caratteristiche principali che contraddistinguono il centro, mentre il dott. Riccardo Bigi, coordinatore del servizio, ci darà i dettagli, sotto il profilo clinico, dei diversi percorsi proposti.
“Le malattie cardiocerebrovascolari in Italia rappresentano la più importante causa di mortalità e di invalidità. Ciononostante, sappiamo che, rispetto ad altre patologie, numerosi sono i fattori di rischio che possono essere modificati, se non azzerati completamente.

Parliamo di pressione elevata, obesità, ipercolesterolemia, diabete, tutte patologie che con un corretto stile di vita possono migliorare e non danneggiare il nostro cuore. Per questo è importante sottoporsi regolarmente a controlli, sia in mancanza di sintomatologia sia alle prime evidenze.

Il Centro di Diagnostica Cardiovascolare Avanzata vuole offrire un servizio il più possibile personalizzato al paziente: per evitare esami inutili, con conseguente spreco di tempo e risorse, abbiamo pensato di istituzionalizzare la figura di un cardiologo tutor. Sarà il tutor a prendersi cura del paziente dalla prima visita, per indicargli passo dopo passo quali sono gli esami di primo e secondo livello da eseguire e, una volta terminato l’iter diagnostico, definire l’eventuale terapia.

E, per seguire i pazienti già sintomatici o con patologie cardiovascolari croniche, il servizio di cardiologia del CDI, già di altissimo livello clinico, potrà ora contare anche su nuove attrezzature che consentono approfondimenti mirati quali l’RM cardiaca da stress, l’ecografia trans esofagea, l’ecostress, a cui, ovviamente, sono stati affiancati altrettanti medici specialisti in grado di refertare con competenza specialistica.

Non solo: proprio perché un caso clinico è differente da un altro, e la presenza di una o più patologie può determinare o influenzare anche la salute del cuore, sono stati creati degli appositi percorsi per i pazienti diabetici, dislipidemici e ipertesi, e, altresì, uno screening dedicato agli asintomatici”.

Dott. Bigi, ci illustra nel dettaglio i vari percorsi?
Partiamo dal percorso dedicato a soggetti asintomatici, sia senza precedenti cardiologici che desiderano una valutazione dello stato di salute del proprio cuore, sia con precedenti per una valutazione periodica del grado di evoluzione della patologia. Se il range di valutazione del rischio cardiovascolare è compreso tra il 10/20%, il paziente eseguirà gli screening per valutare la riserva coronarica, il carico aterosclerotico e il rischio biochimico. In base ai risultati verrà poi indirizzato a cascata ad approfondimenti di secondo e terzo livello che possono, nei casi più importanti, prevedere la Risonanza Magnetica cardiaca da stress.

Diverso, ovviamente, lo screening per i soggetti diabetici: alla visita con il cardiologo tutor, seguono una serie di esami cardiologici di routine quali l’ECG, l’Ecocardiogramma, l’ECG da sforzo, il doppler TSA. In caso però di ECG da sforzo fuori norma, il paziente verrà subito indirizzato all’ecostress e, nel caso, all’RM cardiaca. A questi esami, si aggiungono anche una batteria di test ematochimici, l’ecografia addominale e la visita oculistica con screening strumentale ad hoc. In base ai risultati ottenuti, il cardiologo tutor prescriverà o meno approfondimenti che potranno riguardare non soltanto l’apparato cardiovascolare per avere una situazione più chiara della salute del paziente.
Ugualmente il soggetto dislipidemico eseguirà una serie di esami predefiniti: se il doppler TSA risulta alterato, verrà inviato all’angioTac.

L’ultimo percorso, ma non certo di minore importanza, è riservato ai soggetti ipertesi. Il paziente, dopo aver eseguito esami di routine quali ECG, ecocardiocolordoppler,doppler TSA, test ematochimici, ecoaddome e una visita oculistica con screening strumentale, se il cardiologo tutor lo riterrà opportuno, sarà indirizzato a ulteriori approfondimenti diagnostici quali ad esempio la TAC dei reni e l'ecostress.

In tutti i percorsi il paziente è preso in carico da subito dal medico tutor che lo segue non solo nell’iter diagnostico ma anche nel definire poi l’eventuale terapia farmacologica.

E’ importante sottolineare come un’offerta così ampia, ma allo stesso tempo personalizzata e specifica dei servizi cardiovascolari, sia possibile grazie a un’equipe formata da cardiologi, radiologi specialistici, cardiochirurghi, senza dimenticare l’organizzazione e la flessibilità del customer service del Centro Diagnostico Italiano.