10 marzo 2017

Epatite C: la sfida per l’eradicazione

Una svolta nella cura dell’Epatite C: AIFA stabilisce i nuovi criteri di accesso ai farmaci

Fino ad oggi l'accesso alle cure era riservato ai casi più gravi, ma lo scorso 8 marzo l’Agenzia del Farmaco ha ridefinito le modalità di trattamento dell'epatite C cronica in modo da estendere gli antivirali ad una fascia più ampia di malati, in alcuni casi anche agli asintomatici.

Si tratta di un passo importante per il piano per l'eradicazione dell’epatite, che può contare su una rete di attori istituzionali, del terzo settore e della sanità pubblica e privata.

“Le 6 nuove categorie di pazienti, che potranno avere accesso alle terapie di ultima generazione per HCV, sono un chiaro segnale della volontà del Sistema Sanitario italiano di eradicare la malattia nel volgere di 3-4 anni” afferma il Dott. Ferrara, Direttore del Servizio di medicina integrata di Laboratorio e Anatomia Patologica CDI.

Grazie all'azione di AIFA, frutto di mesi di negoziazioni e trattative, si ridurranno significativamente i costi delle terapie di ultima generazione. “L’obiettivo è molto ambizioso – continua Ferrara - ma i presupposti per un'azione di successo ci sono tutti. Ora la vera sfida sarà quella di ricostruire, con assoluta precisione, il quadro epidemiologico territoriale, per garantire il successo delle azioni intraprese. In questo senso è indispensabile fare emergere i casi di HCV "sommersi" che ancora non sono diagnosticati e che secondo i più recenti studi di settore rappresentano un 5-6 % di soggetti”.

Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale che tutti i soggetti coinvolti continuino ad operare in maniera sinergica, come avviene per l’iniziativa Easy test, il progetto in collaborazione con IRCCS Ospedale San Raffaele, ATS Milano – Città Metropolitana e Anlaids per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della diagnosi precoce dell’HIV e dell’epatite C.

“Il coinvolgimento delle strutture territoriali CDI nella campagna Easy test 2017 è un impegno assunto nei confronti delle Istituzioni, dei Cittadini e delle Associazioni dei pazienti di categoria, un contributo significativo all'eradicazione della malattia in linea con la propria missione istituzionale. Siamo pronti a offrire tutto il supporto tecnologico, informativo e organizzativo ai circa 240.000 pazienti in attesa di entrare in terapia nei prossimi tre anni” conclude il dott. Ferrara.