26 giugno 2019

La dispareunia: il dolore ai rapporti sessuali

La dispareunia rappresenta un problema molto diffuso: colpisce il 12-15% delle donne in età fertile e circa il 40% delle donne in menopausa. Intervista a Dania Gambini, ginecologa consulente CDI

Che cos’è la dispareunia?

Con il termine di dispareunia si intende il dolore genitale durante la penetrazione vaginale nel rapporto sessuale e si distingue in superficiale (in sede di penetrazione con dolore urente all’introito vaginale) e profonda (in sede vaginale profonda e nello scavo pelvico), ognuna con cause specifiche determinanti il quadro patologico.                                                                                                                

 
Quali sono le cause?
 
Tra le condizioni patologiche principali responsabili di dispareunia superficiale vi sono la vestibolite vulvare (vulvodinia provocata), vulviti e vaginiti recidivanti, atrofia vulvo-vaginale da carenza ormonale (menopausa, allattamento, post-partum) o immunitaria (sindrome di Sjogren) e da cause iatrogene (chirurgia perineale, esiti di radioterapia pelvica, lacerazioni da parto e episiotomia).
La dispareunia profonda riconosce come fattori determinanti l’endometriosi, la malattia infiammatoria pelvica, il dolore pelvico cronico, il varicocele pelvico.
La causa più frequente di dispareunia superficiale in età fertile è la vestibolite vulvare, caratterizzata da dolore acuto a livello del vestibolo vaginale (introito della vagina) a ogni tentativo di penetrazione. Da un punto di vista clinico, si riscontra in sede di visita ginecologica un quadro di iperemia/eritema di vario grado limitato al vestibolo vaginale con bruciore/dolore alla digitopressione in sede tipica (a ore 5 e 7 dell’introito vaginale), con ipertono della muscolatura del pavimento pelvico. E’ una patologia multifattoriale e multisistemica, a base infiammatoria cronica causata dall’iperattivazione dei mastociti presenti a livello della mucosa del vestibolo vaginale, con conseguente liberazione di citochine pro-infiammatorie tra cui il nerve groth factor (NGF), il fattore di crescita delle terminazioni nervose (si determina una iperproliferazione e superficializzazione delle terminazioni nervose a livello della mucosa vestibolare con iperalgesia e allodinia, ovvero la conversione dello stimolo da tattile a doloroso). In risposta al dolore cronico si ottiene una contrattura difensiva della muscolatura del pavimento pelvico, responsabile del restringimento dell’introito vaginale che in un circolo vizioso rende ancora più vulnerabile la mucosa del vestibolo vaginale alle microabrasioni del coito.
Frequentemente si associa a disturbi urinari (cistiti ricorrenti e/o post-coitali, uretriti, sindrome della vescica dolorosa) e intestinali (sindrome del colon irritabile, stipsi, intolleranze/allergie alimentari). 
 
Come si cura?
 
L’approccio terapeutico è multimodale, basato sull’utilizzo di farmaci antimicotici, antinfiammatori naturali a base di acido palmiletanolamide, miorilassanti, farmaci per il controllo del dolore di origine nervosa, probiotici intestinali, disinfettanti delle vie urinarie, da associare a sedute di riabilitazione del pavimento pelvico. Con il corretto e completo protocollo di cura si arriva a guarigione completa in un periodo medio di alcuni mesi.