06 febbraio 2018

Cyberdipendenza nel bambino e nell’adolescente

Intervista al dott. Antonino Cumella, medico pediatra CDI, specialista in psicologia medica

La cyberdipendenza - la dipendenza dal cellulare e dal tablet – è una patologia nuova che, in questi ultimi anni, sta emergendo con preoccupante intensità e richiede ancora studi accurati e approfonditi. Poco conosciuta e in gran parte sottovalutata, presenta caratteristiche assai peculiari e diverse dalle altre forme di assuefazione, in quanto si esercita su un cervello in formazione qual è quello del bambino e dell'adolescente, con disturbi estremamente variabili che a volte si embricano fra loro, rendendo non facile una diagnosi.
I disturbi possono presentarsi in modo diverso da bambino a bambino, in rapporto sia allo stile di vita, sia a condizioni specifiche di vita in cui il bambino o l'adolescente si vengono a trovare.

 

Come si effettua la diagnosi?
La diagnosi sembrerebbe scontata e facile ma in realtà non è per niente così. Le variabili che entrano in gioco sono numerose: età del bambino e dell'adolescente, setting familiare, rapporti sociali, situazione scolastica, concomitanza di altre patologie e via dicendo.
Ovviamente a queste si aggiunge la reattività individuale alle sollecitazioni del web e alle ore trascorse al cellulare o davanti al tablet.
La cyperdipendenza è una patologia ancora da studiare bene e da definire: i pochi studi al riguardo si sono infatti concentrati sui disturbi a carico della vista e sul fenomeno del cyberbullismo.

Quali sono i sintomi?
Possiamo parlare di 3 tipologie di condizioni cliniche che a loro volta danno sono caratterizzate da sintomi specifici:

  1. condizioni cliniche ad insorgenza acuta in senso lato con coinvolgimento di disturbi cardiaci e respiratori come crisi di tachicardia che impauriscono molto il bambino e la famiglia, tachipnea, forme pseudoasmatiche, a volte una vera fame d'aria;
  2. condizioni cliniche ad insorgenza subacuta come crisi di ansia parziale, disturbi del comportamento, disturbi dell'apprendimento e della memoria, difficoltà a concentrarsi e a coordinare, stanchezza e senso di spossatezza;
  3. condizioni cliniche ad insorgenza cronica con manifestazioni molto varie da bambino a bambino.

Fra queste ultime vi sono i disturbi dell'appetito e del sonno, sensazione di spossatezza come per le forme ad insorgenza subcronica, astenia a volte intensa che fa pensare a carenze vitaminiche o a carenze di ferro simulanti anemie.
Sono proprio i disturbi legati alla sfera alimentare che si manifestano in maniera preponderante e preoccupante: forme similanoressiche che appaiono in netto aumento, con maggiore frequenza nel sesso femminile, ricalcando il modello classico dell'insorgenza dell'anoressia.
I disturbi del sonno sono anch'essi molto vari e vanno da difficoltà nell'addormentamento a risvegli notturni improvvisi, a sonno agitato, etc.                                                     

Esistono tipologie di bambini più esposti alla dipendenza?
Si tratta di una patologia in crescente aumento perché quasi tutti, se non tutti i bambini, sono in possesso di un cellulare o di un tablet e lo usano spesso in modo del tutto incongruo.
Le ore trascorse col cellulare e con il tablet sono tante, spesso non facilmente quantificabili: il bambino ammette difficilmente il tempo reale passato davanti a uno schermo. Occorre quindi tener conto di questo limite negli studi: il concetto del tempo cambia da bambino a bambino. Quanti infatti dichiarano di utilizzare questi mezzi per poche ore quando invece li usano anche di notte, a scapito del sonno! 
La prevalenza maggiore dei disturbi appare ovviamente nei paesi più sviluppati.
Statisticamente l'incidenza sembra maggiore nelle bambine, soprattutto in fase di crescita adolescenziale.
L'anamnesi, anche se non facile trattandosi di una patologia nuovissima, è di fondamentale importanza.
E' necessario tantissima pazienza per intervistare sia il bambino che tutti i componenti familiari.
Se da un lato i genitori, nella maggioranza dei casi, sottovalutano il “problema computer” come causa dei disturbi che man mano notano nei figli, dall’altro non è sempre facile parlare con il bambino, se non si riesce ad instaurare una buona empatia: passo fondamentale per arrivare a una diagnosi di cyberdipendenza e, quindi, a un corretto iter terapeutico che ovviamente deve essere estremamente personalizzato e contestualizzato al momento di vita del bambino. Una terapia “modulante”, quindi, che può cambiare anche nello stesso bambino, modificandosi le condizioni di vita.

Il genitore cosa può fare?
Sono stati identificati alcuni tipi di intervento: genitore rigido, genitore permissivo, genitore collaborativo e molte altre situazioni intermedie.
E’ molto difficile descrivere o suggerire un comportamento adeguato perchè la patologia legata alla cyberdipendenza è proteiforme.

Non possiamo parlare di una lista di disturbi senza avere prima preso in seria considerazione lo strettissimo rapporto che si è instaurato fra i neuroni cerebrali e i microchip del computer. I neuroni cerebrali del bambino sono infatti dotati di una plasticità immensa e quindi di una capacità altrettanto grande di essere influenzati.
Il computer, il cellulare, il tablet, sono strumenti meravigliosi e di incalcolabile progresso che hanno cambiato e cambieranno in meglio il nostro modo di vivere, ma come ogni scoperta vanno usati con intelligenza.