19 aprile 2018

Cuore e bicicletta: cosa succede quando pedaliamo

Andare in bicicletta è, relativamente,  poco faticoso.  In soggetti sani,  oppure  in pazienti con patologie ben controllate dalla terapia ed  in assenza di sintomi,  il ciclismo, a tutti i suoi livelli (agonistico, amatoriale oppure ricreativo), non comporta alcun danno per  il cuore o per i polmoni.  Nel soggetto non agonista è importante  mantenere un’andatura regolare. 

L’adattamento del ritmo cardiaco e di quello respiratorio si ottiene progressivamente. La velocità ottimale per "allenare"  il cuore è di circa 15 km / ora.

Intervista al dott. Roberto Mattioli, cardiologo CDI

 
Quali sono gli effetti del ciclismo sul nostro fisico?
Il ciclismo è  uno sport di resistenza ad attività prevalentemente  aerobica.  Come tutte le attività fisiche determina  effetti sia sul nostro sistema cardio-vascolare, sia nei  muscoli scheletrici. Facendo un rapido  riassunto dei processi  fisiologici  possiamo  ricordare che l’energia    che origina  dalla combustione di glucidi (carboidrati), lipidi (grassi) e proteine  contenuti  nei cibi, viene trasformata in lavoro meccanico. Facendo un lavoro aerobico, ai muscoli è necessaria più  "energia";  perciò  aumenta la quantità di sangue in circolo che porta ai tessuti ossigeno e sostanze nutrienti.
Questo avviene  con l’aumento della "gittata cardiaca": cioè, la quantità di sangue espulsa in un minuto dal  cuore.
 
Cuore e ciclismo: cosa succede quando pedaliamo?
Come in tutti gli sport, in particolare di resistenza, anche con  il ciclismo si verificano modificazioni morfo-funzionali del cuore con  progressivo  aumento  della massa cardiaca che possono  condurre all’ipertrofia (aumento di spessore) del ventricolo sinistro.
 
Come possiamo calcolare la soglia della frequenza cardiaca in allenamento? 
La soglia della frequenza cardiaca si può calcolare con la formula: “ 220 -  età”. Un allenamento aerobico si ottiene considerando l’ 85 % di tale valore. Questo significa che in soggetti giovani e allenati, il cuore può arrivare a 180-200  battiti al minuto. In un  soggetto tendenzialmente sedentario, con due o tre percorsi di  45-60  minuti alla settimana, il volume di sangue può aumentare di 3 o 4 volte rispetto al normale. In un atleta che si allena tutti i giorni, il volume  di sangue aumenta  di 20 - 25 volte.
 
Quali sono i parametri per valutare il grado di allenamento?
Alcuni parametri che permettono di valutare il grado di allenamento e di attività fisica sono:  il  consumo massimo di Ossigeno (VO2 massima) e la soglia anaerobica. La VO2 massima (unità di misura ml/Kg/min) rappresenta il massimo consumo di ossigeno che un soggetto  può sostenere; esprime quindi la sua potenza aerobica. In una persona sedentaria  il valore è  di circa  45 ml/kg/min; in  un ciclista professionista arriva a 75/80 ml/Kg/min. La soglia anaerobica  è il valore fino al quale  un individuo  riesce ad utilizzare il metabolismo aerobico, senza produrre acido lattico. Quando si accumula acido lattico nei muscoli  non si riesce più a sostenere lo sforzo fisico. L’allenamento costante permette di alzare progressivamente la soglia anaerobica e quindi di tollerare maggiormente la fatica fisica. Numerose evidenze  scientifiche  hanno  dimostrato che l’allenamento aerobico  di  circa  40 - 45 minuti,  ripetuto due-tre  volte alla settimana,  ha un effetto molto  benefico  sul sistema cardiovascolare riducendo   la pressione arteriosa  e la frequenza cardiaca.
 
Quali sono le visite di controllo da effettuare prima dell’attività fisica?
Ovviamente, come in tutti gli sport ed attività fisica,  è fondamentale avere la certezza che il cuore sia sano e che possa  sostenere  sforzi prolungati.  Questa si ottiene con le normali visite di idoneità sportiva e, in particolare per coloro che non sono atleti agonisti, con accurata valutazione cardiologica clinica e strumentale (Test da Sforzo, Ecocardiogramma color-doppler, Elettrocardiogramma dinamico Holter). 
 
I vantaggi del ciclismo
Nel soggetto sano, anche se  tachicardico, andare regolarmente in bicicletta  fa molto bene. Analogamente  in pazienti  con  diabete  e/o colesterolo  elevato, per le motivazioni già descritte, pedalare  aiuta a diminuire la glicemia, il colesterolo e globalmente tutti i  fattori di  rischio  cardiovascolare.
 
Quali sono le conseguenze di un “allenamento eccessivo”?
In alcuni casi esiste la condizione di eccessivo  allenamento.  Questo, però, in  accertate condizioni di buona salute,  non arreca danni al cuore.  Al contrario, se esiste una  patologia non ben controllata, lo sforzo intensivo  può  peggiorarne la gravità. 
Nel caso di un soggetto che ha avuto un infarto miocardico o che soffre di ischemia l'uso frequente della bicicletta, praticato a intensità basse, ha numerosi  vantaggi quali la perdita del peso corporeo, migliore ossigenazione muscolare a seguito della vasodilatazione venosa ed arteriosa, riduzione della  frequenza cardiaca e pressione arteriosa a riposo, miglioramento dell'umore e delle attività cerebrali (a seguito della secrezione di endorfine), riduzione delle calorie e quindi dei livelli di colesterolo (con aumento dell'HDL,  il  cosiddetto "colesterolo buono  "), scarico del lavoro delle articolazioni (adatto quindi anche a persone in sovrappeso).
 
Consigli per chi vuole iniziare ad andare in bicicletta
Di seguito una serie di consigli per tutti quelli che volessero iniziare ad andare in bicicletta con un' atteggiamento di tipo ricreativo ed amatoriale:

  • Iniziare lentamente: con una frequenza di pedalata costante e non frenetica; iniziare  con  percorsi senza eccessivi dislivelli;
  • Effettuare controlli annuali: una visita cardiologia ed un test da sforzo (eventuali approfondimenti su giudizio del medico curante o dello specialista cardiologo); 
  • Evitare di uscire con troppo freddo o  caldo: situazioni di caldo o freddo estremi influenzano negativamente  la pressione arteriosa; 
  • Mantenere costanza di allenamento: meglio  20 - 30  minuti tutti i giorni che una sola ora alla settimana;
  • Evitare  la competizione personale: l'’obiettivo è raggiungere un equilibrio psico-fisico di buona salute.
 
Per concludere: andare in bicicletta è salutare, non presenta particolari controindicazioni anche in soggetti  con patologie o precedenti eventi cardio-vascolari.  Il tutto deve esser fatto dopo attenta valutazione medica e partendo dal presupposto che tale attività serve per migliorare il nostro stato di salute psico-fisica e non deve essere vissuta come una competizione. Questa la lasciamo ai professionisti del settore.