19 Settembre 2016

Cornea: al CDI il primo trapianto con chirurgia laser mininvasiva

 

Intervista al Prof. Claudio Macaluso, medico chirurgo specialista in oculistica

È stato eseguito dal prof. Claudio Macaluso il primo trapianto di cornea del Centro Diagnostico Italiano. Il paziente, un milanese affetto dacheratopatia bollosa”, con gravissima riduzione della capacità visiva, è tornato a vedere.

Un successo che porta la firma dell’equipe di oculistica del CDI, della Banca degli occhi di Monza, che ha prontamente attivato la macchina organizzativa per realizzare l’intervento, e della generosità delle famiglie dei donatori che hanno permesso a un uomo di ritrovare la vista.

Grazie ad una tecnologia laser all’avanguardia, l’intervento si è svolto in circa mezz’ora in regime di day surgery e in totale sicurezza. Il paziente è stato dimesso 3 ore dopo l’operazione e ha potuto riprendere regolarmente le sue attività già nei primissimi giorni successivi all’intervento.

Per conoscere maggiori dettagli sull’intervento e approfondire le tecniche chirurgiche per il trapianto di cornea e gli aspetti legati al sistema della donazione, abbiamo intervistato il Prof. Macaluso.

“Il primo trapianto che abbiamo trattato al CDI è stato UT-DSAEK (Ultra Thin Dsaek), su un caso di «cheratopatia bollosa». In sostanza la cornea, la lente più importante dell’occhio umano, si gonfia e perde la propria trasparenza a causa della progressiva riduzione delle cellule più interne, il c.d. «endotelio corneale». Ne derivano diminuzione della trasparenza e, di conseguenza, riduzione gravissima della capacità visiva. In casi avanzati possono sopravvenire anche dolore intenso e infezioni” spiega il Prof. Macaluso.

La tecnica utilizzata si definisce «trapianto di endotelio» e consente, attraverso una piccola incisione laterale, di asportare le cellule endoteliali malate e introdurne di nuove con l’inserimento di un tessuto sottilissimo. “In questo modo la cornea del paziente non viene sostituita, ma torna trasparente grazie alle cellule del donatore. A differenza dell’intervento tradizionale, che comporta il trapianto di tutto lo spessore corneale, i vantaggi sono enormi, sia in termini di sicurezza che di risultato funzionale visivo” sottolinea Macaluso. “Con questa tecnica, i rischi operatori sono estremamente remoti, in modo simile a quanto osservato nell’intervento per la cataratta che, come noto, è l’intervento più eseguito al mondo, nonché uno dei più sicuri ed efficaci”.

Tale tecnica chirurgica, assicura il professore, garantisce tempi di ripresa molto rapidi: “In casi standard, già dopo alcuni giorni di convalescenza, durante i quali non è necessario il ricovero, la funzione visiva migliora notevolmente e può recuperare completamente nel giro di pochissime settimane. Quando la cornea del paziente ha sofferto a lungo per la patologia i tempi possono allungarsi, ma la cosa straordinaria è che, grazie alle nuove cellule, anche se più lentamente, viene comunque ripristinata la trasparenza”.

Il trapianto di endotelio è stata la più grande rivoluzione nel campo dei trapianti di cornea. “Personalmente ho avuto il piacere di essere stato il primo ad effettuarla in Italia, ormai undici anni fa, introducendo alcune modifiche tecniche che si sono dimostrate efficaci e che ancora oggi vengono utilizzate” racconta Macaluso.

Il professore, poi, richiama l’attenzione sulle condizioni che rendono realizzabile l’intervento: “non dobbiamo mai dimenticare che alla base di tutto ciò vi è un atto di estrema generosità, la donazione, senza la quale molte gravi patologie non potrebbero essere curate. La gratitudine di tutti noi va innanzitutto a questi anonimi benefattori e ai centri di prelievo dove i tessuti vengono analizzati, preparati, e quindi inviati alle strutture che ne fanno richiesta” “Nel nostro caso la banca degli occhi di Monza ha garantito un servizio eccellente”.

Il trapianto di cornea rappresenta una novità molto significativa per l’offerta oculistica del CDI che, in questo modo, completa lo spettro di prestazioni per la chirurgia degli occhi attraverso una procedura innovativa in grado di garantire ai pazienti il miglior trattamento possibile.

I benefici della tecnologia laser in dotazione del CDI non si esauriscono nella precisione degli interventi, ma risultano particolarmente utili anche per le terapie conservative, che permettono di “curare” la cornea ed evitare di arrivare al trapianto, ad esempio per una condizione piuttosto frequente come il cheratocono.