11 aprile 2017

Vertigini e disturbi dell'equilibrio

Ne parliamo con la dott.ssa Giuseppina Di Stefano, fisiatra CDI

Le indagini statistiche più recenti indicano che le vertigini e i disturbi dell’equilibro interessano il 5-10% della popolazione che si rivolge al medico di base, riguardano il 40% della popolazione oltre i 40 anni e sono la causa che più frequentemente spinge i pazienti over 65 a consultare il medico.

 
Quali sono i sintomi?
Sono condizioni che fanno percepire al soggetto un senso di instabilità o di vertigine; sostanzialmente, viene a mancare la capacità di mantenere l’orientamento intenzionale del corpo nello spazio; alla persona sembra di essere in movimento anche quando è ferma, sia che si trovi in piedi o in posizione sdraiata.
 
Quali sono i sistemi coinvolti nel mantenimento dell’equilbrio?
Il mantenimento dell’equilibrio è garantito da un sistema complesso costituito da vari sottosistemi tra i quali senza dubbio il più importante è il sistema vestibolare composto dai labirinti contenuti nell’orecchio interno, dai nervi vestibolari e dai centri nervosi regolatori con i quali si collegano, contenuti nel tronco cerebrale e nel cervelletto. Altrettanto importanti sono i muscoli e le articolazioni della colonna vertebrale e degli arti inferiori (postura), gli occhi e le articolazioni della mandibola. La diagnosi delle turbe del sistema dell’equilibrio, siano esse vertigini o disequilibri, presuppone una visita specialistica in cui vi sia un’anamnesi e un esame obiettivo molto accurati che vadano a ricercare sintomi e segni di tutti i componenti del sistema dell’equilibrio: colonna vertebrale, occhi, soprattutto nella valutazione degli assi ottici (p. es presenza di strabismo latente), masticazione e segni neurologici eventualmente associati, Le cause infatti alla base di un disturbo dell’equilibrio possono essere le più svariate; esistono, infatti, diverse patologie che possono creare problemi di equilibrio (lesioni cerebrali o cerebellari, condizioni patologiche a carico dell’orecchio interno, patologie del rachide cervicale, patologie internistiche, ecc).
 
Quali sono gli esami strumentali per la diagnosi?
La classica rilevazione del nistagmo spontaneo e provocato con stimolazioni termiche, rotatorie e vibratorie, l’esame otovestibolare con l’elettrosnistagmografia (ENG), i potenziali evocati acustici e vestibolari, la pedana stabilometrica computerizzata.
 
E la terapia possibile?
Le terapie sono la diretta conseguenza del percorso diagnostico e pertanto sarà rappresentata sia dalla terapia medica specifica per la patologia accertata che dal trattamento riabilitativo manuale e strumentale. La terapia riabilitativa consiste sia nella rieducazione vestibolare che nella rieducazione motoria e/o neuromotoria. La terapia riabilitativa strumentale si avvale dell’utilizzo delle pedane stabilometriche utilizzabili anche a scopo riabilitativo con esercizi per l’equilibrio e il biofeedback e della terapia TEPS. La TEPS (Triple Energy Postural Stabilization) è una terapia non invasiva che si basa sull’utilizzo, a scopo terapeutico, degli effetti prodotti dagli impulsi elettromagnetici a bassa intensità generati contemporaneamente da tre differenti sorgenti di energia elettromagnetica: infrarossi, “low power laser”, TENS. E’ in grado di migliorare velocità e qualità del cammino, il controllo posturale favorendo quindi la stabilità, la resistenza alle spinte laterale, la reattività del corpo umano agli stimoli esterni che possono provocare una caduta.