10 gennaio 2018

Alluce valgo: come lo curo?

Intervista al dott.Marco Pozzolini, ortopedico CDI

L’Alluce valgo rappresenta una delle più comuni deformazioni dell’avampiede e colpisce prevalentemente il sesso femminile anche se è presente con minore incidenza nel sesso maschile. Si stima che in Italia circa il 40% delle donne ne sia affetto. Può insorgere a qualsiasi età, ma la la fascia più colpita è quella compresa tra i 40 e i 60 anni.
E caratterizzato dalla deviazione verso l’esterno dell’alluce con la comparsa della sporgenza mediale dell’osso che precede l’alluce che viene definita esostosi. La sua presenza spesso determina l’insorgenza di una borsite infiammatoria dovuta allo sfregamento con la calzatura causa di dolori tali da rendere difficoltosa la deambulazione.

 

Da cosa è causato?
L'alluce valgo è quasi sempre dovuto ad un difetto di fabbrica del piede e non certo dall’uso di calzature inadeguate anche se tale utilizzo può accelerare la comparsa dell’alluce in piedi già congenitamente predisposti
All’Alluce Valgo può aggiungersi la comparsa di 2 e 3 dito a martello caratterizzati dalla presenza di dolorose callificazioni dorsali


Esiste un’alternativa alla chirurgia?
Difficilmente la terapia conservativa (divaricatori-plantari-cure fisiche) è in grado di risolvere il problema in modo definitivo.
Nei confronti della soluzione chirurgica spesso indispensabile esiste da anni un atteggiamento negativo legato al decorso spesso molto doloroso con un ritorno lento ad una normale deambulazione.
Da alcuni anni all’estero ma più recentemente anche in Italia è stata introdotta una tecnica chirurgica di nuova generazione che passa sotto la definizione di percutanea. Tale tecnica prevede la possibilità di correggere l’alluce valgo e le sue complicanze che possono colpire il piede con prevalenza per il sesso femminile.

Come funziona?
La tecnica prevede l’utilizzo di piccole incisioni di pochi millimetri sulla cute del piede in corrispondenza delle sedi da trattare attraverso le quali si possono praticare correzioni delle ossa, delle capsule articolari e dei tendini con una chirurgia che rispettando muscoli vasi e nervi permette la correzione con una chirurgia meno traumatizzante.
La correzione con questa tecnica spesso non necessita di utilizzare viti o fili metallici ma di semplici fasciature che vanno rinnovate 2/3 volte nel periodo di utilizzo della calzatura post chirurgica.


Quando è possibile riprendere le normali attività di tutti i giorni?
Il decorso post operatorio rispetto alla chirurgia tradizionale e caratterizzato da una minor dolorabilità, il che consente un recupero della deambulazione in tempi decisamente più rapidi. Utilizzando delle calzature apposite si può camminare da subito anche se nella prima settimana è consigliabile aiutarsi con 2 stampelle.
Al termine del primo mese cessa la necessita di utilizzare la scarpa post chirurgica e si passa ad una calzatura estremamente comoda e si suggerisce di iniziare una riabilitazione assistita al fine di ridare mobilità all’alluce e delle dita.