20 novembre 2017

Polmonite: chi è più a rischio

Intervista dott.ssa Cristina Balzarotti, pneuomologa CDI

Ogni anno, la polmonite, infezione causata da un gran numero di batteri e virus, colpisce circa 450 milioni di persone, il 7% della popolazione mondiale, e ciò si traduce in circa 4 milioni di morti. Il principale responsabile della polmonite negli adulti, soprattutto di quelle cosiddette “acquisite in comunità”, cioè nei normali ambienti di vita e di lavoro, extra-ospedaliere, è lo Streptococcus pneumoniae, o Pneumococco, un batterio gram-positivo appartenente al genere Streptococcus. 

 
Quali sono le persone più a rischio?
Lo Streptococcus pneumoniae può anche dare luogo a malattie non invasive (otite media acuta, bronchite, congiuntivite, sinusite) così come a patologie invasive (meningite, osteomielite e peritonite): la virulenza di questo batterio è tuttavia minima. A dover prestare particolare attenzione sono soprattutto i soggetti immunodepressi, gli anziani e i bambini, le persone sottoposte a chemioterapia o a terapia con corticosteroidi. Oltre a condizioni di immunodeficienza, esistono fattori di rischio che predispongono alla polmonite quali fumo, alcolismo, broncopneumopatia cronica ostruttiva, malattia renale cronica e malattia epatica.
 
Come avviene l’infezione?
I pneumococchi di solito raggiungono i polmoni per via inalatoria o per aspirazione. Si localizzano nei bronchioli, proliferano e danno origine a un processo infiammatorio che inizia negli spazi alveolari con l’essudazione di un liquido. I fluidi agiscono come terreno di coltura per i batteri e facilitano la disseminazione agli alveoli vicini.
 
Esiste un vaccino?
Fino a pochi anni fa esisteva un vaccino contenente 23 sierotipi, che dopo una prima dose necessitava almeno di un richiamo dopo 5 anni. Più recentemente è stato elaborato un vaccino contenente 13 sierotipi, con maggiore poter immunizzante: è infatti sufficiente praticare una sola dose che dura tutta la vita. Solo nei bambini vengono somministrate 3 dosi. Nel caso i pazienti siano già immunizzati con il vecchio vaccino, sarà possibile somministrare anche questo se è trascorso un anno.

A chi è indicato?
Il vaccino indicato in pazienti cardiopatici, broncopneumopatici, diabetici, epatopatici, nefropatici, affetti da immunodeficienze congenite o acquisite, in soggetti che abbiano subito asportazione della milza. E’ possibile effettuarlo anche in soggetti sopra i 50 anni senza particolari patologie.

Non ha interferenze con altri vaccini?
Questo vaccino può essere eseguito in qualsiasi momento dell’anno, anche contemporaneamente al vaccino antinfluenzale. Come questo, viene iniettato sul muscolo deltoide del braccio. Nel caso di somministrazione contemporanea i 2 vaccini verranno iniettati ognuno su un braccio.