3 maggio 2016

Intervista al Dott. Leonardo Ruvolo

Che il fumo faccia male è qualcosa di ormai stranoto al giorno d’oggi; ne sono purtroppo la dimostrazione gli 80000 morti all’anno attribuibili al fumo di tabacco, di cui circa la metà per patologia tumorale, se poi consideriamo che il 34% di queste morti ha un età tra i 35 ed i 69 anni capiamo perfettamente che siamo di fronte ad un problema di sanità pubblica che incide profondamente nella nostra società (dati del Ministero della Salute - Ist.Sup.Sanità -2008)

 
Smettere di fumare: quando la forza di volontà non è sufficiente
Si tratta di una vera e propria dipendenza: non solo comportamentale e/o gestuale, ma anche una dipendenza a livello biochimico cerebrale, grazie all’azione specifica della nicotina su alcune aeree del cervello che diventano nel tempo iperfunzionanti in seguito alla loro protratta stimolazione
 
Come agisce la nicotina sul nostro organismo?
La nicotina attiva la liberazione di dopamina nelle aree dopaminergiche (noto come circuito del piacere), deputate al controllo del comportamento motivato. L’attivazione delle aree dopaminergiche con rilascio di dopamina è il denominatore comune degli effetti delle sostanze d’abuso (cocaina, oppiacei, alcool, nicotina). Non a caso l’Organizzazione Mondiale della Sanità inquadra la dipendenza psicofisica da tabacco nella lista dei disturbi legati all’abuso di sostanze tossiche e il tabagismo può essere quindi considerato a tutti gli effetti una “malattia cronica recidivante” e come tale deve essere trattata.
 
Se quindi da soli non si riesce a smettere, come fare per liberarsi dalla dipendenza dalla nicotina?
Smettere di fumare è difficile, ma di certo non impossibile. Per quanto la determinazione e la convinzione siano essenziali e fondamentali, in alcune persone non sono però sufficienti a raggiungere l’obbiettivo. In questi casi è utile rivolgersi ad un ambulatorio anti-fumo per intraprendere un percorso medico di disassuefazione dal tabagismo in cui sia possibile avvalersi di un counselling adeguato e di un supporto farmacologico per affrontare con successo quella che potremmo definire una vera e propria crisi d’astinenza. Per quanto possa apparire banale affermare che non è mai troppo tardi per smettere, l’esperienza maturata sul campo con ex fumatori ed ex fumatrici ci conferma che i benefici dell’astensione al tabagismo sono reali e concreti e che la medicina preventiva è sempre la più efficace.