Gluten Sensitivity


A cura dell'équipe di laboratorio del CDI - Centro Diagnostico Italiano

Attualmente assistiamo ad un costante aumento della celiachia, sempre più spesso in età adulta o addirittura negli anziani. Il numero delle nuove diagnosi fra gli over 60 è raddoppiato in 15 anni. L’ipotesi più probabile, al momento, pare sia la presenza in commercio di cereali con alto contenuto di glutine. Si tratta di specie di grano ibride più redditizie, sia dal punto di vista della resa che della lievitazione; diete ricche di dolci e cibi industriali a base di questi cereali con alto contenuto di glutine comportano un aumento dell’espressione della celiachia, che invece potrebbe rimanere nella forma potenziale per tutta la vita nei soggetti geneticamente predisposti. La presenza di numerosi individui colpiti da sintomatologia analoga alla celiachia ma non affetti dalla malattia né da allergia al frumento ha determinato l’introduzione di una nuova entità clinica: la Gluten Sensitivity (GS) definendola come ipersensibilità al glutine. La GS si manifesta dall’età adolescenziale all’età adulta, mentre è estremamente rara in età pediatrica; si stima sia da 3 a 6 volte più frequente della celiachia e in pratica si può affermare, con buona approssimazione, che se il numero di celiaci attesi in Italia è di circa 600.000, i pazienti con GS sono circa 3.5 milioni.

Il Glutine

Il glutine è presente in alcuni cereali come frumento, segale, orzo e farro. L’effetto tossico del glutine dipende dalla sua componente proteica, le prolamine che hanno funzioni di riserva per la crescita del cereale e che conferiscono un carattere gelatinoso e colloso all’impasto di frumento. L’ingestione del glutine, causa, nella celiachia lo scatenarsi di meccanismi autoimmuni con la produzione di autoanticorpi. Nel caso invece della GS, il glutine, provoca una risposta immunitaria innata con iperproduzione di citochine infiammatorie. Inoltre mentre la celiachia si accompagna a danni e lesioni all’intestino, la GS porta all’instaurarsi di un’infiammazione che provoca una serie di sintomi senza l’evidenza di lesioni intestinali. Chi soffre di GS reagisce quindi in poche ore al glutine, percepito come sostanza “nemica” dall’organismo. Nella celiachia la reazione del corpo e il conseguente danno possono invece avvenire dopo mesi e in molti casi dopo anni.

La sintomatologia

La sintomatologia della GS si manifesta in seguito all’assunzione di glutine, con disturbi gastrointestinali (meteorismo, dolori addominali, diarrea o stipsi, senso di nausea) ed extraintestinali (sonnolenza, difficoltà di concentrazione, cefalea, dolori muscolari, parestesie degli arti, rash cutanei tipo eczema, depressione, anemia, stanchezza cronica). Il quadro clinico regredisce completamente nel giro di pochi giorni con l’eliminazione del glutine dalla dieta. I sintomi sopra descritti sono molto simili a quelli dell’allergia al grano e della celiachia, ma la diagnosi di GS è al momento una diagnosi di esclusione, caratterizzata cioè, dalla negatività dei test immunologici per l’allergia al grano (anticorpi di classe IgE specifiche verso il grano), dalla negatività per la sierologia tipica per la celiachia (anticorpi anti-endomisio ed anti-transglutaminasi) e da una biopsia intestinale normale o con alterazioni minime. Non c’è inoltre alterazione della permeabilità intestinale.

Gli esami

Al momento non sono stati individuati per GS dei marcatori anticorpali specifici e l’unica alterazione immunologica che è possibile ritrovare nei pazienti è la positività per anticorpi antigliadina di classe IgG e più raramente di classe IgA che vengono ritrovati positivi nel 40-50% dei pazienti con GS. C’è da sottolineare che il grado di sensibilità al glutine è individuale (differente da soggetto a soggetto), e la stessa può aumentare o scomparire del tutto nel corso degli anni, a differenza della celiachia che invece solitamente si accompagna ad un effetto cumulativo.
E’ evidente che la GS è un tema ancora da approfondire sul piano scientifico ma l’interesse verso tale condizione clinica è in forte aumento come dimostrato da alcuni recenti convegni internazionali (“First International Consensus Conference on Gluten Sensitivity”, 2011; “14th International Coeliac Disease Symposium”, 2011; ”Mastering of the Coeliac Condition”, 2012).